sabato, settembre 01, 2007

lista di attesa in chirurgia 2

Rendere efficienti le sale operatorie (lavorare 12 ore al giorno) significa aumentare i costi, attualmente e' prioritario risparmiare.

Il problema attuale e' migliorare il rendimento delle sale operatorie con le risorse disponibili per cui il problema lista di attesa equivale a voler rendere quadrato il cerchio.

Da questa realta' scaturisce la ricerca di formule che diano una risposta, almeno parziale, alla soluzione del problema tempi di attesa delle liste operatorie.

La pubblicizzazione delle liste di attesa per ogni reparto di chirurgia rende trasparente la gestione della lista di attesa ma, sopratutto, permette al cliente di scegliere dove andare, permettendo una distribuzione del lavoro in modo equo tra le chirurgie e limitando la speculazione.

La pubblicizzazione dei tempi di attesa e' a costo zero!

Ogni Direttore di Chirurgia, attualmente, e' responsabile della gestione della lista di attesa, sarebbe sufficiente comunicarla alla Direzione Sanitaria e quindi agli organi di informazione per la pubblicazione periodica dei "tempi di attesa per intervento chirurgico".

Perche' non viene fatto?

Il tutto e' a costo zero!!!!!

venerdì, agosto 31, 2007

lista di attesa in chirurgia 1

La lista di attesa in chirurgia e' argomento di moda, gia' in Inghilterra avevano questo problema, dal momento che il nostro SSN segue sempre quello inglese si puo' prevedere una soluzione all'inglese.

Intanto si possono fare delle riflessioni partendo dal quotidiano del proprio contesto reale.

La strettoia in chirurgia e' la sala operatoria. Le sale operatorie sono efficienti?

Nella linea di produzione la sala operatoria e' il fulcro per determinare la quantita' di prodotto realizzabile, tempo addietro nelle fabbriche c'era la figura del controllore dei tempi di lavoro.

Quando si acquista una automobile nuova, quando non e' disponibile in deposito, si attende l'arrivo di quella ordinata e l'attesa e' in funzione della quantita' di auto prodotte dalla fabbrica ogni giorno e da quanti ordini di acquisto ci sono.

In parallelo il rendimento di una struttura di chirurgia dipende da quanti interventi chirurgici possono essere fatti al giorno e quindi dalla disponibilita' ed efficienza delle sale operatorie.

Una sala operatoria che lavora 8.00-14.00 rende meno di una sala operatoria che lavora 8.00-20.00.

Prima di scrivere di lista di attesa e' necessario che le sale operatorie lavorino al massimo delle possibilita'.

E' efficiente una sala operatoria che lavori dalle 8.00 alle 20.00 e successivamente possiamo affrontare eventualmente il problema liste di attesa.

7 sale operatorie:

1- per emergenze (24 ore)

1- per urgenze differibili e non differibili (24 ore)

5- per interventi programmabili (elezione - 12 ore)

Per incidere sulla lista di attesa e' necessario definire quanti interventi chirurgici si possono fare avendo a disposizione 5 sale operatorie che lavorano per 12 ore per 5 giorni la settimana (12x5=60 ore a settimana x 5=300 ore a settimana di sala operatoria x4=1200 = rendimento massimo al mese del presidio ospedaliero per smaltire la lista di attesa della chirurgia=tutte le specialita' chirurgiche).

Da questa base si puo' partire per discutere di come risolvere la lista di attesa, diversamente significa non volere risolvere il problema.

Cui prodest?

lunedì, agosto 27, 2007

lista di attesa in chirurgia, aspetta 20 mesi

aspetta 20 mesi

Se il cliente avesse fatto un giro di telefonate agli altri ospedali avrebbe scelto quello con meno attesa, sarebbe stato operato prima, avrebbe sofferto meno, avrebbe risparmiato 10.000,00 euro.

E’ vero che le cliniche private lavorano grazie a queste situazioni.

La conclusione e’ che l’istituzione pubblica deve comunicare ai cittadini i tempi di attesa per i vari interventi, nei vari ospedali, per facilitare la scelta dove andare: e’ un diritto, non tutti hanno 10.000,00 euro.

E’ un provvedimento a costo zero!

Il proverbio dice che chi e’ causa del suo male pianga se’ stesso!

domenica, agosto 26, 2007

corruttibile

chi non rispetta le regole e' corruttibile, provare per credere!

sabato, agosto 25, 2007

a proposito di lista di attesa in chirurgia

La lista di attesa in chirurgia è oscena per la patologia benigna.

In attesa di riorganizzazioni rivoluzionarie basterebbe, per iniziare, rendere pubblico il tempo di attesa per ogni reparto chirurgico in modo che il cliente possa scegliere dove andare (sicuramente sceglierebbe dove si attende meno!).

Questo tipo di provvedimento e' semplice, doveroso, riequilibrante per tutti i reparti di chirurgia, perche' distribuisce equamente il lavoro con uso razionale delle risorse economiche ed umane.

L'aspetto piu' interessante della pubblicazione dei tempi di attesa per interventi chirurgici e' che ha costo zero e rende trasparente tutta la materia.

Tutti sanno che i clienti dei Direttori delle chirurgie hanno percorsi piu' rapidi con sorpassi degli altri clienti.

(.....continua....)

giovedì, agosto 23, 2007

giovedì, agosto 16, 2007

catena di comando militare (2) / Azienda Ospedale

………………omissis………….

i Generali, si limitano a fare politica ed accademia, quando si sostituiscono alle tre “C” combinano dei disastri;

i Colonnelli, devono capire cosa si vuole da loro, valutare i rischi e dare ordini comprensibili, ragionevoli e legittimi;

i Capitani, decidono chi, dove e quando ammazzare e morire;

i Caporali, ammazzano e muoiono.

In Azienda/Ospedale?

Generale/Direttore Generale/Direzione Generale

Colonnello/Capo Dipartimento

Capitano/Direttore SC

Caporale/Dirigenti

Recupereranno gli sprechi e i risparmi per una “azienda sanitaria virtuosa”?

giovedì, agosto 09, 2007

indagine su un campione di cittadini

Per ridurre la spesa sanitaria sarebbe meglio…


• aumentare i controlli sui medici e suggerire loro di prescrivere cure meno costose 18%
• aumentare i controlli sulla gestione delle ASL e degli ospedali 58%
• non so 24%

lunedì, luglio 30, 2007

nuovi posti di lavoro

Nuovi posti di lavoro nell'Ospedale/Azienda, tra gli altri:

1-capo-dipartimento

2-house-keeper

3-product-manager

4-responsabile di linea di produzione

.......sempre nell'interesse del paziente (che ora si chiama cliente).

giovedì, luglio 26, 2007

l'uomo mente

L’uomo mente perchè deve conservare l’immagine che vuol dare di se all’interno dell’ambiente in cui vive.

Questo ci riporta direttamente alla conquista del proprio spazio, un bisogno assoluto.

giovedì, luglio 12, 2007

complicazioni in chirurgia generale

Tutti gli interventi chirurgici possono avere complicazioni, intraoperatorie e postoperatorie.

Molte complicazioni sono dovute ad errori tecnici del chirurgo ed, in genere, il chirurgo bravo e’ quello che ha meno complicazioni o meglio il chirurgo bravo e’ quello che sbaglia meno!.

E’ usuale sentir dire nell’ambiente chirurgico che “chi non fa non falla”, ancora piu’ frequente e’ la frase “chi non lava i piatti non li rompe”.

Nessuno dice, pero’, quanti piatti e’ lecito rompere?

Quale e’ il numero di piatti rotti accettabile?

Vorreste in casa un/una lavapiatti che rompe spesso e volentieri i piatti, con il rischio di dover comprare continuamente piatti nuovi?

Questo argomento non interessa a nessuno, eppure rientra nella valutazione della qualita’:

-ogni paziente quante volte e’ rioperato? (risorse umane, vittime?)

-quanto costano (risorse economiche) le complicazioni?

-sono sprechi o rientrano nei costi a fondo perduto?

-quale e’ la percentuale di complicazioni accettabile (fisiologica)?

Nella cronaca degli ultimi giorni si legge di un dipendente che può essere licenziato se utilizza il telefono cellulare aziendale per telefonate personali private!


venerdì, giugno 29, 2007

chirurgo ignorante=chirurgo insicuro

Un dottore ignorante è un buon aiutante della morte.

(Avicenna, filosofo persiano)


venerdì, giugno 22, 2007

libera professione medici ospedalieri

il Giornale
venerdì 22 Giugno 2007

<<>>

I medici ai vertici di Careggi: Bloccare l’intramoenia. C’e’ il rischio di fuga verso il privato.
di Andrea Marrucci

“………Un atto di questo tipo potrebbe infatti portare a una fuga dalle strutture pubbliche.”

…….per andare dove?????

lunedì, giugno 18, 2007

a proposito di rapporto di fiducia

La fiducia.

La fiducia è un sentimento di sicurezza che deriva dal confidare in qualcuno o in qualcosa. E` una convinzione personale di correttezza e verità, e non può essere forzata.

Se si ottiene la fiducia di qualcuno, si è stabilita una relazione interpersonale basata sulla comunicazione, sulla condivisione di valori ed esperienze.

La fiducia dipende sempre dalla reciprocità.


domenica, giugno 17, 2007

medici licenziati, due pesi e due misure nel rapporto di fiducia

Due dirigenti medici sono stati licenziati per essere venuto meno il rapporto di fiducia con l’Azienda (Azienda pubblica) anche se non hanno provocato danni ne’ a persone, ne’ patrimoniali.

Lo staff dirigenziale che ha provocato un disastro amministrativo, con un buco di quasi 10 milioni di euro (di una struttura pubblica), resta al proprio posto provocando licenziamenti per recuperare parte del debito.

Il rapporto di fiducia si misura e si pesa secondo chi bisogna colpire o meno.

Anche i Direttori lavorano basandosi su considerazioni di fiducia, quando finira’ questa truffa?

venerdì, giugno 15, 2007

l'arroganza


L’arroganza

Arroganti, ahinoi, lo diventano anche molti di quelli che fanno carriera. Questi si lasciano affascinare dal potere fino ad arrivare a credere di essere diventati invulnerabili salvo poi rimanerci male se, per effetto di questo loro comportamento, vengono malamente espulsi dalla propria organizzazione.

di Luca Liguori

Gli arroganti ― parafrasando lo scrittore Elias Canetti ― sono gli uomini piu’ tremendi: quelli che credono di sapere tutto e ci credono. Arrogante pero’ e’ anche colui che non si degna , per esempio, di richiamare una persona dopo una telefonata, che fa fare anticamera senza alcuna ragione oppure maltratta i subordinati e chi e’ meno “importante” di lui. Questo male affligge un buon numero di persone senza privilegiare, in apparenza, particolari categorie sociali. Si puo’ definire, diciamo cosi’, un male trasversale.
Quando a soffrirne sono dei colleghi o dei subordinati… tutto sommato non e’ un grosso problema: si possono lasciar cuocere nel loro brodo e, se la cosa diventa insopportabile, far valere la propria autorita’ (coi subordinati, naturalmente). Un buon metodo per combattere “il male” lo consigliava Dino Basili: “L’arroganza “ diceva, “ si puo’ smontare con un’arroganza piu’ sfacciata, con un muro di ghiaccio o con una lacrima sincera”. La lacrima, in particolari circostanze, puo’ anche starci, ma mettersi ad erigere muri di ghiaccio non e’ certamente una bella prospettiva.
Arroganti - ahinoi - lo diventano anche molti di quelli che fanno carriera. Questi si lasciano affascinare dal potere fino ad arrivare a credere di essere diventati invulnerabili salvo poi rimanerci male se, per effetto di questo loro comportamento, vengono malamente espulsi dalla propria organizzazione. Bob Briner, un famoso consulente americano, ci esorta a non cadere nella trappola dell’arroganza. Essa ― afferma ― non solo e’ indegna, ma non ci conviene.
Il futuro, pero’, potra’ riservarci una situazione migliore? A sentire quello che diceva gia’ due secoli fa lo scrittore francese Alphonse Karr sembra proprio di no: “Gli apostoli diventano rari ― constatava sconsolato ― tutti sono padreterni!”.

10 febbraio 2002

Invia ad un amico

L’articolo di questa pagina e’ liberamente riproducibile (leggi le condizioni).

http://www.efira.com/spotlights/articolo_020210.htm

giovedì, giugno 14, 2007

medici licenziati 2

Riflessioni su medici licenziati.

1- non risultano danni a nessuno,

2- è evidente un disservizio,

3- il disservizio è un problema organizzativo,

4- il responsabile dell'organizzazione è il Direttore SC,

5- per coerenza dovrebbe essere licenziato per evidente incapacità organizzativa,

6- tutti sappiamo che esiste una omertà che difende gli errori del Direttore SC,

7- qualcuno ha segnalato il disservizio al Direttore Generale,

8- è la fine dell'omertà di ambiente oppure è un caso di vendetta?

9- significa che in caso di eventi sentinella o di eventi avversi si rischia il licenziamento?

10- quale è il ruolo dell'Ordine dei Medici in questo caso?

11- è lecito condannare in assenza di danni?

12- il giudizio si esprime solo in presenza di danni per denuncia o per dovere di ufficio?

martedì, giugno 12, 2007

medici licenziati

Medici licenziati.
Nel 1960 il primario poteva licenziare un proprio collaboratore (aiuto o assistente) con un semplice cenno della testa, "ad nutum" ( "Ad nutum", analogamente all' espressione "ad libitum", indica una decisione presa in modo assolutamente libero da parte della persona che l'ha adottata.
È sinonimo di decisione arbitraria in quanto rimessa alla esclusiva responsabilità del decidente).
Fu fondato il sindacato degli aiuti ed assistenti ospedalieri (ANAAO) che con fatica riuscì a stabilizzare la carriera ospedaliera riuscendo ad ottenere regole civili con diritti e doveri riconosciuti dall'istituzione.

Nel 2004 fui segnalato dal Direttore SC al Direttore Generale dell'Azienda per non aver fatto la visita,
devo ringraziare il Direttore Generale dell'Azienda che fu umano e generoso nel rinunciare a licenziarmi.
Spero di avere ancora fortuna, lunga vita ai generosi!!
Il tutto sempre nell'interesse del paziente! Il paziente è sempre al centro.

Nel 2007 il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria (su segnalazione del Direttore SC) licenzia due medici senza giusta causa ("ad nutum";) :

11/06/2007 12.32

SANITA' TOSCANA: SINDACATI MEDICI, STATO AGITAZIONE PER LICENZIAMENTI ASL 11

Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) - Proclamato in Toscana lo stato di agitazione dei medici dirigenti. E' la risposta dei sindacati dei camici bianchi al licenziamento senza preavviso di due colleghi ginecologi, deciso dal direttore generale dell'Azienda Usl 11 di Empoli. Le sigle hanno quindi deciso di interrompere le relazioni con l'assessorato alla Sanità regionale e con la direzione dell'Azienda sanitaria empolese.

Nello specifico i sindacati "condannano il comportamento lesivo dei patti contrattuali del direttore dell'Asl 11" che ha deciso il licenziamento nonostante il parere contrario del comitato dei Garanti. Inoltre, "stigmatizzano il tentativo arrogante di delegittimare il comitato dei Garanti stesso". Le organizzazioni sindacali dei dirigenti medici e veterinari dipendenti dal Servizio sanitario della Regione Toscana - Anaao Assomed, Cimo Asmd, Fp Cgil medici, Cisl medici, Fesmed, Federazione medica aderente Uil Fpl, Umsped (Aaroi, Snr, Aipac) - chiedono l'intervento dell'assessore regionale alla Salute, Enrico Rossi, "affinchè - riferisce una nota pubblicata sul sito dell'Anaao Assomed - si renda garante della corretta e puntuale applicazione del contratto nelle Asl della Regione".

(Fed/Adnkronos Salute)

Questi medici collaboratori (esclusi i Direttori) che non vogliono lavorare ed anzi fanno solo danni vanno licenziati "ad nutum" (in Africa fanno così!).
Salviamo i pazienti da questi mostri.


icon_cool

giovedì, maggio 31, 2007

intramoenia dei Direttori 2

Le riunioni di reparto sono importantissime, sono obbligatorie, servono a condividere le procedure ed affrontare i problemi dell'ambiente di lavoro, sono indette dal Direttore.

Come bisogna valutare il Direttore che disdice la mattina la riunione prevista per il pomeriggio perchè impegnato in un intervento chirurgico a libera professione non urgente?

Intanto i collaboratori erano arrivati e sono informati al momento che la riunione è stata rinviata (...che figura!).

Eppure questo stesso Direttore è quello che giudica gli altri collaboratori, naturalmente gli altri sbagliano sempre.

Come al solito si predica bene e si razzola male!

Che serietà di Direttore!!

I quattrini prima di tutto!!

venerdì, maggio 25, 2007

centralità del paziente

Nella formazione per diventare chirurgo mi hanno insegnato a fare per ottenere il migliore risultato nell'interesse del paziente.

Ho sempre lavorato nell'interesse del paziente.

Oggi mi insegnano a rispettare le procedure per non essere condannato.

Il paziente è sempre al centro!

orgia

orgia

sabato, maggio 12, 2007

intramoenia dei Direttori

I Dirigenti chirurghi possono fare libera professione intramoenia a condizione che facciano anche ambulatorio istituzionale (dove i pazienti non pagano).

I Direttori chirurghi fanno libera professione intramoenia (a pagamento) ma non fanno ambulatorio istituzionale (dove i pazienti non pagano), è una differenza notevole e non giustificata che porta ad una ingiustizia infatti il Direttore chirurgo che ha pochi pazienti personali li sottrae ai collaboratori (secondo la vecchia, di venti anni fa, concezione non più valida che tutti i pazienti del reparto sono suoi pazienti!!).

:icon_cool:

lunedì, maggio 07, 2007

aumentare i controlli, sorvegliare

Ogni volta che si scopre una causa di malasanità si provvede ad aumentare i controlli, naturalmente richiedendo nuove figure istituzionali che controllino altri controllori.

Attualmente le sovrastrutture dell'ospedale sono in crescita, nuovi posti di lavoro, nuove figure professionali, sempre nuovi posti per dirigenti.

Al centro dell'attenzione è l'organizzazione del lavoro che prevede una crescita dei controllori che controllano i controllori che controllano i controllati che sono la base dell'attività ospedaliera.

Controllare, controllare, sorvegliare sono le parole d'ordine in vigore.
Linee guida, protocolli, clinical pathways, risk management, controlli della sicurezza ma chi controlla la professionalità del personale?

Sembra strano ma si presume che il personale ha il massimo della professionalità, professionalità che più non si può.

L'organizzazione vuole la standardizzazione del lavoro, è risaputo che ogni volta che si vuole standardizzare il tutto avviene abbassando il livello medio, è impossibile standardizzare al livello superiore perchè la maggioranza è più verso il basso!
Si fa tutto per coinvolgere la maggioranza per cui se la maggioranza vale 6 la standardizzazione si colloca a 5 per recuperare il più possibile; la minoranza può anche oscillare tra il 7 ed il 10 ma non fa testo.

Il contenuto della professione è deficitario e si nasconde nello standard medio.

Esempio pratico:
dopo un intervento chirurgico di media entità il trattamento post-operatorio è standard senza differenziare tra maschio-femmina, magro-grasso, giovane-vecchio; quello che è grave è che anche per interventi più impegnativi si utilizza lo standard, addirittura lo standard non fa differenza tra chi ha 1 polmone oppure 2 polmoni nè se ci sia patologia associata o meno.

Si dice che la utilizzazione della standardizzazione facilita il lavoro del personale ospedaliero (realtà in una fabbrica di automobili, vedi Toyota), sarà anche vero ma ci sono anche le eccezioni che rappresentano una buona fetta del lavoro quotidiano, invece di insegnare a "pensare" si pretende di "adeguarsi" a quanto stabilito (ovviamente da altri!).

A quando il controllo delle professionalità e dei risultati?

sabato, maggio 05, 2007

ufficiali militari/dirigenti superiori aziendali

La catena di comando azienda sanitaria/militari.

Facendo un confronto tra gli ufficiali militari ed i dirigenti superiori aziendali (es. Direttori di SC chirurgia) si possono identificare alcune analogie, tra queste il sistema informazioni interno.

gli ufficiali militari:
1-devono essere sempre informati su quello che si dice e si fa all'interno del gruppo,
2-devono sempre sapere chi critica in positivo e chi critica in negativo,
3-devono sempre conoscere i contrasti interpersonali,
4-ricorrono ad informatori interni anonimi,
5-esiste un sistema informativo interno istituzionale nel contesto della catena di comando,
6-i consigliori personali sono sempre presenti.

i dirigenti superiori aziendali (Direttori):
1-sono dempre informati su quello che si dice e si fa all'interno del gruppo,
2-sanno sempre chi critica in positivo e chi critica in negativo,
3-conoscono sempre i contrasti interpersonali,
4-ricorrono ad informatori interni anonimi ma che sono sempre individuabili,
5-esiste un sistema informativo interno ufficioso anonimo nel contesto della catena di comando,
6-i consigliori personali sono sempre presenti;

....in ogni caso la "piaggeria" paga sempre in positivo.

:icon_smile:

giovedì, maggio 03, 2007

la catena di comando azienda sanitaria/militari

Consideriamo alcune differenze tra ufficiali militari e dirigenti superiori aziendali (Direttore di SC di azienda sanitaria):

gli ufficiali
:
1-sono formati in Accademia o quanto meno hanno un corso annuale per imparare a comandare,
2-comandano un gruppo di uomini ai quali sono legati e che devono coagulare per garantire un legame interpersonale tale che si realizzi il detto "tutti per uno, uno per tutti",
3-la vita di ogni singolo uomo dipende dagli altri componenti il gruppo e reciprocamente si garantiscono la sopravvivenza,
4-è di esempio ai propri uomini basandosi sull'autorevolezza non sull'autorità,
5-"predica bene e razzola bene",
6-è compito dell'ufficiale raggiungere l'obiettivo assegnatogli rischiando meno possibile la vita dei propri uomini (risorse umane) e limitando i "danni collaterali";

i dirigenti superiori aziendali (Direttore):
1-sono formati con un corso di 3-5-giorni per "manager",
2-"comandano" un gruppo di uomini ai quali non si sentono legati e che "governano" in base al principio "divide et impera"; classica la frase "se non ti va puoi andare via" rivolta al collaboratore critico;
3-in genere (specialmente in chirurgia) il gruppo è più "sparpagliato" che "vincolo" favorendo così l'interesse personale,
4-non è di esempio ai propri "uomini" basandosi sull'autorità più che sull'autorevolezza,
5-"predica bene e razzola male",
6-è compito del dirigente superiore raggiungere l'obiettivo assegnatogli nel rispetto del badget (risorse economiche), meglio se riesce a risparmiare.

lunedì, aprile 30, 2007

azienda sanitaria e struttura militare: la catena di comando

catena di comando militari/azienda:


generale = direttore generale

stato maggiore = direzione generale (direzione amministrativa-direzione sanitaria)

ufficiali superiori = capo dipartimento

ufficiali = dirigenti superiori (direttore)

sottoufficiali = dirigenti (medici)

truppa = personale esecutivo


gerarchia rigida piramidale

impossibile? no, è la realtà anche se non sembra!

.....continua....

icon_cool

sabato, aprile 28, 2007

a confronto gli organigrammi di due ospedali multisito

Azienda Sanitaria Firenze - 10 (Toscana - Italia)


organigramma ASF 10-Firenze


ASF10-Firenze


------------------------------------------


Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) - Ticino - Svizzera


organieoc.pdf


EOC

giovedì, aprile 19, 2007

statistica

La statistica in medicina ha lo stesso valore dell'oroscopo.

mercoledì, aprile 18, 2007

chirurgia inutile e chirurgia utile

Solo il 15-30% degli interventi chirurgici ha solide basi scientifiche. Significa che la medicina è fatta più di incertezze che di certezze. All'incertezza della scienza medica si somma quella della preparazione e dell'aggiornamento del medico.

Tra i pazienti è diffusa una visione mitica della medicina: il 70-80% della popolazione crede che sia una scienza esatta.

Quando medico e paziente si incontrano il dialogo si svolge in due lingue diverse: una "follia a due" in cui le attese corrispondono più ai desideri che alla realtà.

(Richard Smith, direttore del "Brithish medical journal").

"Il paziente sa di non sapere, ma pensa che il medico sappia".

"Anche il medico sa di non sapere, ma spera che il paziente non se ne accorga. Il rapporto quindi si basa sull'asimmetria dell'informazione: il medico può manipolare le preferenze e le convinzioni del paziente, come se fosse un bambino".

Solo il 15-30% degli interventi chirurgici ha basi scientifiche certe, se ne deduce che diagnosi e cura variano in funzione del medico consultato. Così gli interventi consigliati da un medico sono sconsigliati da un altro.

(Gianfranco Domenichetti, ex direttore della salute pubblica del Cantone Ticino-Svizzera).

La chirurgia è un "nobile artigianato", i risultati della chirurgia si basano sulla preparazione ed esperienza del chirurgo, valori e condizioni che, attualmente, non sono sostituibili.


martedì, aprile 10, 2007

lavoro in equipe e responsabilità dei medici

lavoro in equipe e responsabilità dei medici

……omissis……

La Corte di Cassazione ( Sez. IV sent. 1410, 14 giugno 2000) afferma che capo dell’equipe in occasione di un intervento è il chirurgo, i cui poteri direttivi e di coordinamento riguardano anche l’attività dell’anestesista.

Il caso riguardava l’esito di un procedimento che vedeva un anestesista ed un chirurgo imputati di omicidio colposo a danno di una bambina di sei anni il cui decesso era riconducibile a problemi respiratori insorti in fase di risveglio.

( Avv. Pasquale Dui, “Il giornale della previdenza dei medici e degli odontoiatri”, anno IX, n.3-2007:63.)

giovedì, marzo 29, 2007

la manipolazione

Manipolazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Per manipolazione in senso psicologico s'intende il comportamento, contrario a una certa etica, che tende a indurre una persona a fare qualche cosa indipendentemente dalla sua volontà, quindi simile al plagio.

La parola si usa in senso spregiativo: chi manipola lo fa generalmente onde strumentalizzare qualcuno ai proprî fini. Va quindi ricordato che forme sottili di manipolazione sono onnipresenti e vanno dall'educazione alla pubblicità, con propositi talora filantropici o edificanti.

Una comunicazione efficace non dovrebbe essere e certamente non deve sembrare manipolatoria.

martedì, marzo 27, 2007

psicologia dell'illusione (errore cognitivo medico?)

psicologia dell’illusione (vale anche per i chirurghi)

  1. il depistaggio:se concentriamo la nostra attenzione su un punto, saremo ciechi o quasi a ciò che accade lontano da quel punto;
  2. la presunzione: giudichiamo sempre ciò che ci circonda sulla base della nostra esperienza ovvero di ciò che crediamo di sapere;
  3. l’attenzione limitata: se vediamo una cosa che ci sembra nota non la degniamo di una seconda occhiata;
  4. la fiducia nei nostri sensi: se osserviamo qualcosa “con i nostri occhi” non vediamo il motivo di metterlo in dubbio;
  5. la fretta di arrivare ad una conclusione: prendiamo decisioni sulla base di dati incompleti (es. se vediamo una coda presumiamo subito che ci sia un cane).

Non è tutto.

domenica, marzo 25, 2007

l'invidia, il sentimento più diffuso tra i chirurghi

l’invidia, il sentimento più diffuso tra i chirurghi

Sei invidioso?

Rifletti:

  • provo un certo piacere a sminuire i successi degli altri
  • mi chiedo spesso: perchè lui sì ed io no?
  • se il mio partner è al centro dell’attenzione mi sento sminuito
  • se una persona antipatica ha delle difficoltà non sono affatto dispiaciuto
  • credo di essere più intelligente della maggior parte degli altri
  • se un collega ottiene una promozione prima di me io penso che la sua è stata solo fortuna

(questionario di predisposizione all’invidia, Tappatà L., psicologia della personalità, “nel girone degli invidiosi”, Psicologia contemporanea n.195-maggio/giugno 2006, Giunti Editore)

“Tipica espressione dell’invidia è la maldicenza: si svaluta l’altro agli occhi del maggior numero possibile di persone, meglio se influenti o gerarchicamente elevate. Lo sguardo fruga tra le debolezze altrui, nel desiderio di individuarle, ingigantirle, renderle pubbliche. La persona arde di un’aggressività che non osa agire apertamente e della quale non sa liberarsi.”

“Un cocktail micidiale di insicurezza, malanimo ed efficienza.”

“L’invidioso si presenta come un soggetto dotato di scarso controllo delle proprie emozioni, un tipo ansioso, costantemente preoccupato e nervoso, insoddisfatto di sè e della realtà che lo circonda.”

“L’invidioso appare anche meticoloso, preciso, ordinato: tende verso i propri obiettivi distruttivi con costanza, caparbietà e resistenza. Proprio come diceva Dante, l’invidioso è un osservatore tenace, attentissimo a cogliere negli altri anche i più piccoli difetti.”

L’invidia è un peccato mortale.

Dante condanna gli invidiosi ad avere gli occhi cuciti con fil di ferro per l’eternità.

L’invidioso più pericoloso è quello che non ha coscienza di questa emozione-sentimento ed occupa posti di responsabilità di organizzazione.


venerdì, marzo 23, 2007

costume ospedaliero

L'articolo del codice deontologico dei medici piu' ignorato:

Art. 58 Rispetto reciproco

Il rapporto tra medici deve ispirarsi ai principi di corretta solidarietà, di reciproco rispetto e di considerazione della attività professionale di ognuno.
Il contrasto di opinione non deve violare i principi di un collegiale comportamento e di un civile dibattito.
Il medico deve assistere i colleghi senza fini di lucro salvo il diritto al ristoro delle spese.
Il medico deve essere solidale nei confronti dei colleghi risultati essere ingiustamente accusati.
(tratto dal codice deontologico 2006, vale anche per i medici dipendenti ospedalieri)

Se fossero denunciati tutti i casi ci sarebbe troppo lavoro per la commissione disciplinare dell’Ordine dei Medici.


martedì, marzo 20, 2007

divide et impera

In politica e sociologia si utilizza per definire una strategia
finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione,
dividendo e frammentando il potere dell'opposizione in modo che non
possa riunirsi contro un obiettivo comune. In realtà, questa strategia
contribuisce ad evitare che una serie di piccole entità titolari di una
quantità di potere ciascuna possano unirsi, formando un solo centro di
potere, implementando così una nuova e unica entità più rilevante e
pericolosa. Per evitare ciò, il potere centrale tende a dividere e a
creare dissapori tra le fazioni, in modo che non trovino mai la
possibilità di unirsi contro di lui.

Quindi questa tecnica permette ad un potere centrale, che può essere un
governo dispotico, o un governatorato coloniale-imperialista,
numericamente modesto, di governare e dominare su una popolazione
sensibilmente più numerosa.

Elemento tipico di questa tecnica consiste nel creare o alimentare le
faide e i dissapori tra le fazioni autoctone: facendo ciò si
contribuisce all'indebolimento e al successivo deterioramento dei
rapporti tra le fazioni o le tribù dominate, rendendo impossibili
eventuali alleanze o coalizioni che potrebbero mettere in discussione il
potere dominante.

sabato, marzo 10, 2007

....e lo chiamano progresso, che tristezza!

....nel pomeriggio di oggi (sabato 10.03.07) una signora anziana diabetica (84 anni) si reca al pronto soccorso per una infezione alla gamba (incisione?), è ricevuta da un infermiere che, sentito il caso, dicendo che al pronto soccorso queste cose non si fanno, indica di continuare la terapia e (lunedì) con la richiesta del medico di famiglia deve prenotare una visita all'ambulatorio di chirurgia generale; nessun consulto di nessun medico, rimanda a casa la signora senza alcuna documentazione di quanto avvenuto.

Il caso sarà trattato da un chirurgo, nella migliore delle ipotesi, tra 4-5 giorni!

Pronto soccorso? ma!

fatti:

  • l'infermiere non ha responsabilità di diagnosi e terapia!
  • è evidente una mancanza di risposta ad un bisogno!
  • questa infezione, che avrebbe potuto necessitare di una incisione, è trattata con ritardo rispetto alla necessità!
  • non è possibile richiedere i danni per mancanza di documentazione dell'episodio!

Solo le giornalate possono correggere la realtà dei comportamenti ospedalieri per salvaguardarsi da danni possibili per incompetenza di altri!

(p.s.: questo episodio è successo presso l'ospedale Careggi di Firenze)


mercoledì, marzo 07, 2007

consulenza e consulto (seguito)

I giudizi espressi in sede di consulto o di consulenza devono rispettare la dignità sia del curante che
del consulente.
Il medico, che sia di contrario avviso, qualora il consulto sia richiesto dal malato o dai suoi
familiari, può astenersi dal parteciparvi, fornendo, comunque, tutte le informazioni e l’eventuale
documentazione relativa al caso.
Lo specialista o consulente che visiti un ammalato in assenza del curante deve fornire una
dettagliata relazione diagnostica e l’indirizzo terapeutico consigliato.

martedì, marzo 06, 2007

consulenza e consulto

Consulenza e consulto
Art. 60
- Consulenza e consulto -
Qualora la complessità del caso clinico o l’interesse del paziente esigano il ricorso a specifiche competenze specialistiche diagnostiche e/o terapeutiche, il medico curante deve proporre il consulto con altro collega o la consulenza presso idonee strutture di specifica qualificazione, ponendo gli adeguati quesiti e fornendo la documentazione in suo possesso.
In caso di divergenza di opinioni, si dovrà comunque salvaguardare la tutela della salute del paziente che dovrà essere adeguatamente informato e le cui volontà dovranno essere rispettate.

(tratto dal codice professionale 2006)

lunedì, marzo 05, 2007

rapporti con il medico curante

Art. 59
- Rapporti con il medico curante -
Il medico che presti la propria opera in situazioni di urgenza o per ragioni di specializzazione a un ammalato in cura presso altro collega, previo consenso dell’interessato o del suo legale rappresentante, è tenuto a dare comunicazione al medico curante o ad altro medico eventualmente indicato dal paziente, degli indirizzi diagnostico-terapeutici attuati e delle valutazioni cliniche relative, tenuto conto delle norme di tutela della riservatezza.
Tra medico curante e colleghi operanti nelle strutture pubbliche e private, anche per assicurare la corretta informazione all’ammalato, deve sussistere, nel rispetto dell’autonomia e del diritto alla riservatezza, un rapporto di consultazione, di collaborazione e di informazione reciproca al fine di garantire coerenza e continuità diagnostico-terapeutica.
La lettera di dimissione deve essere indirizzata, di norma tramite il paziente, al medico curante o ad altro medico indicato dal paziente.

(tratto dal codice professionale 2006)

sabato, marzo 03, 2007

rispetto tra medici

La realtà dei rapporti tra medici è improntata (in ospedale per mia esperienza) da comportamenti per niente "umani" e regolati da frasi del tipo "non capisci niente", "quello non capisce niente", "fai questo", "non ti permettere", "quello sbaglia sempre", "non mi fido di quello", "ma cosa vuoi, si sa da dove viene", "non ha voglia di lavorare", "non sa fare niente", "faccio io perchè sono io", "si fa così", "dovete fare così", "chi non vuole può andare via", "io ho ragione", "sbagli", "hai sbagliato", "qui si fa così", "si è preso il malato". "opero io pechè gli altri non sanno operare", "non è aggiornato", "ha un carattere difficile, non voglio averci a che fare", "non parlarci", "non parlare con loro", "non dire niente a loro", per non dire delle conseguenze delle calunnie, dei soprusi, dell'invidia, dei rancori e della concorrenza estremizzata oltre che della esclusione e della emarginazione.
Progetto in corso di realizzazione per i pazienti/clienti: umanizzare gli ospedali!!.


Art. 58 Rispetto reciproco

Il rapporto tra medici deve ispirarsi ai principi di corretta solidarietà, di reciproco rispetto e di considerazione della attività professionale di ognuno.
Il contrasto di opinione non deve violare i principi di un collegiale comportamento e di un civile dibattito.
Il medico deve assistere i colleghi senza fini di lucro salvo il diritto al ristoro delle spese.
Il medico deve essere solidale nei confronti dei colleghi risultati essere ingiustamente accusati.

(tratto dal codice deontologico 2006, vale anche per i medici dipendenti ospedalieri)

sabato, febbraio 24, 2007

controllo-responsabilizzazione

controllo-responsabilizzazione
Azienda Sanitaria, l’ospedale fa parte di una azienda quindi e’ azienda.Il chirurgo dirigente aziendale non puo’ essere ignorante di cultura aziendale, il Direttore peggiore (in azienda) e’ quello che si basa sul “controllo”, l’ignoranza induce a credere che “controllo” significa qualita’ e muro al rischio ed all’errore, peggio ancora quando si pensa che responsabilità=controllo.
Il “controllo” prevede la “sanzione” e quindi tendenzialmente la “persona” tende a fare meno.Il “controllo” e’ efficace nelle comunita’ di ignoranti e di primitivi.
La “responsabilizzazione” e’ il metodo che, attualmente, rende i migliori risultati sia qualitativi che quantitativi.La dirigenza medica deve lavorare basandosi sulla responsabilizzazione, altri sistemi sono destinati al fallimento.
Come responsabilizzare in maniera piena le persone in azienda.
La risorsa “persona” e’ cio’ di cui un manager ha bisogno.L’azienda vincente riesce a far esprimere ad ogni suo dipendente tutto il proprio potenziale lavorativo. Per essere competitivi e’ indispensabile responsabilizzare a pieno le persone in azienda, attraverso strategie e tattiche di motivazione, coinvolgimento e delega.
Conoscere la propria azienda per far rendere al massimo i propri dipendenti.Se il manager non ha una chiara consapevolezza della propria realta’ aziendale, non puo’ disporre del “know-how” per motivare ed incentivare al massimo il lavoro di tutte le persone che vi operano.Conoscere la propria realta’ organizzativa vuol dire:-avere chiara comprensione del “clima” organizzativo;-comprendere l’assetto motivazionale delle persone;-comprendere gli stili di leadership;-impiantare un sistema condiviso di valutazione meritocratico-premiante.
Ridurre il controllo per aumentare l’autonomia.Esercitare un controllo eccessivo in azienda e’ la conseguenza di scarsa responsabilizzazione delle persone.
Il controllo, inoltre, rappresenta un costo invisibile e un dispemdio di risorse utili.
Obiettivo del manager vincente deve essere trasmettere know-how ai collaboratori per trasferire un adeguato livello di autonomia e rendere ciascuno di loro un risolutore di problemi (problem solver).

mercoledì, febbraio 21, 2007

la banda degli onesti

» Sicurezza al letto del paziente

Editori scientifici, la banda degli onesti?

Elizabeth Wager, publications consultant, GPP Working Group Member, Sideview, Princes Risborough, Gran Bretagna

L'editoria scientifica si fonda sulla fiducia: quella che i direttori delle riviste ripongono nei referee; quella degli autori nei confronti dei direttori, che devono agire secondo coscienza e in modo trasparente; quella dei lettori rispetto all'attendibilità delle fonti. Negli ultimi anni, lo scenario del "medical publishing" è stato drammaticamente scosso da articoli manipolati, ricerche inventate, frodi scientifiche. Per questo, Blackwell ha preparato delle linee-guida etiche per i direttori delle sue riviste: è una buona idea? Ne abbiamo parlato con una delle autrici delle Guidelines, Liz Wager.

Testo completo » (ITA)
Full text » (ENG)

domenica, febbraio 18, 2007

perchè si tengono riunioni?

Buoni motivi per tenere una riunione:

  • per far incontrare le persone
  • per aiutare a comunicare
  • per ispirare
  • per stimolare
  • per mettere in comune le risorse
  • per liberare
  • per farsi notare
  • perchè le riunioni sono un fatto naturale

Cattivi motivi per tenere una riunione:

  • per evitare le responsabilità
  • per fare sfoggio di potere
  • per abitudine
  • per evitare il lavoro
  • per evitare di scrivere
  • per ratificare le decisioni
  • per acquisire meriti nei confronti della Dirigenza

il buon capo


Estratto dal "Corriere della Sera" in: "Pubblico & Privato" di
Francesco Alberoni
IL BUON CAPO LO SI RICONOSCE SUBITO
BASTA UN PICCOLO TEST

Potete riconoscere con sicurezza, fin dai suoi primi gesti, fin dalle sue prime azioni, senza timore di sbagliare, se una certa persona governer� in modo dispotico, disprezzando ogni merito e ogni valore.
Osservate come sceglie i collaboratori a cui affida i compiti pi� importanti e riservati.

Il capo, che desidera veder prosperare la sua organizzazione in un clima di collaborazione e di armonia, sceglie le persone di valore, oneste, creative, dotate di autonomia di giudizio.
Lo stato maggiore delle grandi imprese di successo � formato, di solito, da manager di prim'ordine, ciascuno dei quali, in caso di necessit�, pu� sostituire il capo supremo e addirittura prenderne il posto.
E, sebbene le decisioni spettino sempre al capo, egli normalmente le discute con loro nel comitato di direzione.

Invece il comportamento del despota � completamente diverso. Anche lui usa collaboratori di valore, perch� senza di loro, l'organizzazione non potrebbe funzionare.
Per� per i compiti pi� importanti, pi� delicati e pi� sporchi, usa esclusivamente un gruppo di personaggi fedelissimi, di solito mediocri, privi di qualit� intellettuali e morali, ma che gli ubbidiscono ciecamente.
Hitler ha lasciato ai loro posti i generali delle forze armate, ha Wehrmacht, ma li ha messi sotto il controllo dei suoi compagni di partito, Goebbels, Himmler, Goering e delle milizie speciali, le SS, che rispondevano solo a lui.
Milizie in cui venivano reclutati giovani ambiziosi, spregiudicati, aggressivi e pieni di odio.
Anche Stalin lascia al loro posto alcuni grandi funzionari statali e generali della Armata rossa. Ma sotto il tallone dei suoi commissari politici e della polizia segreta.

Non dobbiamo pensare per� che questi metodi siano limitati alla politica o ai regimi totalitari.
Su scala pi� modesta vengono applicati anche nelle imprese pubbliche e private.
L'ho capito tempo fa quando ero consulente di una impresa dove gli eredi avevano da poco nominato un nuovo amministratore delegato.
Costui, con mio grande stupore, per prima cosa ha nominato capo del personale un uomo rozzo, ignorante, invidioso, di cui si diceva che rubava, ma che gli ubbidiva ciecamente.
Vedendolo all'opera, ho capito che il suo compito era angariare, perseguitare tutte le persone dotate di senso critico, tutti coloro che non chinavano la schiena, che non ubbidivano prontamente a qualsiasi tipo di ordine venisse dall'alto.
In poco tempo una impresa piena di vigore e di fermenti � diventata una macchina servile dove, quando arrivava l'amministratore delegato, tronfio e a petto in fuori, tutti si inchinavano.
Era un uomo che parlava ad alta voce, entrava nelle stanze senza bussare e, ignorando qualsiasi principio di equit� e di giustizia, appoggiava solo coloro che lo aiutavano nei suoi affari personali.
Eliminato cos� chi poteva criticarlo, cambiati i consulenti, i legati, i fornitori, stava per impadronirsi della impresa.
Era ad un passo dal riuscire, quando, con un atto di coraggio, uno dei giovani proprietari � riuscito a farlo licenziare.

Ed � sempre cos�: il despota, il personaggio che usa l'organizzazione per i suoi scopi personali, governa con una cricca formata da personaggi squallidi, privi di moralit�, che dipendono ciecamente da lui.
Mentre i funzionari che mandano avanti l'organizzazione, soprattutto quelli pi� preparati e onesti, vengono tenuti all'oscuro delle decisioni pi� importanti e, spesso, umiliati e minacciati.