sabato, novembre 24, 2007

progresso a Firenze


....finalmente il personale esecutivo aldisopra dei dirigenti.

.....tutti sotto Miniati!

mercoledì, novembre 21, 2007

doveri di istituto (2)

doveri di Istituto (istituzionali) 2



La sala operatoria e’ lo strumento di gestione che penalizza o premia i chirurghi.

Lo schema successivo indica 14 chirurghi con indicato a fianco il numero di interventi fatti in 10 mesi.

Apparentemente si potrebbe pensare che i 5 ultimi sarebbero quelli agevolati perche’ lavorano meno, in pratica sarebbe legittimo ma bisogna considerare che chi fa il chirurgo lo fa per passione e quindi operare meno e’ punitivo.

E’ risaputo che i chirurghi lavorerebbero anche gratis, lo sanno i Direttori Sanitari cosi’ come lo sanno tutti gli altri medici ospedalieri, se controllate durante gli scioperi sono pochi i chirurghi che aderiscono.

Si potrebbe sospettare che quelli che pagano potrebbero avere la stessa prestazione a gratis dallo stesso chirurgo (ma non lo sanno!).

Gli ultimi 5 chirurghi operano poco ma non per scelta personale, mentre i primi 4 operano di più non perche’ sono i più bravi ma perche’ favoriti.

Il tutto non certo nell’interesse dell’istituzione ma per interessi personali, sicuramente non certo nell’interesse dei pazienti.

Una distribuzione piu’ omogenea degli interventi chirurgici sarebbe nell’interesse dell’istituzione e dei pazienti (specialmente se si pensa alla chirurgia di urgenza in cui conta molto l’affidabilita’ e l’esperienza!)

chirurgho - interventi:

1 - 167
2 - 155
3 - 122
4 - 102

5 - 96
6 - 93
7 - 90
8 - 89
9 - 76

10- 46
11- 37
12- 23
13- 13
14- 10

….continua…..

mercoledì, ottobre 31, 2007

domenica, ottobre 28, 2007

doveri di istituto (1)

Reparto di chirurgia generale (il lavoro dei chirurghi).

Il gruppo di chirurghi in organico hanno delle cose da fare obbligatorie, attivita' obbligatorie che devono essere ripartite in modo omogeneo tra tutti proprio perche' obbligatorie: sono i "doveri di istituto".
I doveri di istituto (che rappresentano la quota maggiore dell'orario di servizio) sono:

1-reperibilita'
2-guardie attive
3-ambulatori
4-turni di sala operatoria.

La casistica operatoria, di un gruppo di chirurghi ospedalieri, è formata da pazienti che arrivano in ospedale da accessi differenziati (considerando chirurgia di urgenza e chirurgia programmata):

1-dal DEA/PS
2-da trasferimenti interni dai reparti di medicina
3-dagli ambulatori dell'ospedale
4-dagli ambulatori di chirurgia generale sul territorio
5-dalla attivita' libero professionale (paganti).

Il Direttore (che ha funzioni organizzative!) organizza il lavoro dei propri collaboratori attraverso la distribuzione dei doveri di istituto e la distribuzione degli interventi chirurgici in sala operatoria.

Osservando come viene distribuito il lavoro ai collaboratori ("gestione dei collaboratori";) si ha una dimostrazione della "politica" professionale del Direttore che puo' premiare o penalizzare (privileggiare o emarginare) questi o quel collaboratore (influenzando in questo modo il futuro professionale e di carriera).

In genere si rispetta la scelta del paziente ma puo' capitare lo "scippo" con attribuzione ad altri (del tipo togliere ai poveri per dare ai ricchi) nell'ottica di danneggiare per favorire.

....continua....

sabato, settembre 29, 2007

la riorganizzazione in chirurgia generale

Grandi cambiamenti nell'area chirurgica.

La riorganizzazione non e' di facciata ma una vera e propria reingegnerizzazione, questo significa un vero e proprio cambiamento.

Il cambiamento interessa l'assistenza infermieristica ma anche i medici.

Ogni volta che si prospetta un cambiamento sicuramente si evidenziano i pro ed i contrari (quelli che resistono o cercano di resistere).

Un fatto e' certo:
i medici che resistono al cambiamento certamente difendono i propri interessi personali (di qualsiasi tipo), si potrebbe sospettare di "interessi in atti di ufficio".

Il cambiamento e' sempre nell'interesse del malato ma anche il resistere o il contrastare il cambiamento viene giustificato come difesa dell'interesse del malato.

A buon intenditore poche parole!

giovedì, settembre 20, 2007

lista di attesa in chirurgia 4

La lista di attesa in chirurgia generale rappresenta l’elenco dei clienti che sono in fila in attesa di essere operati.

L’ordine di posizione in lista è regolato da un fattore temporale, la data di inserimento.

Il cittadino comune pensa che la lista venga sfrondata (automaticamente o manualmente da qualcuno) cancellando i clienti che sono stai operati.

Non è così!

Non c’è nessuna garanzia che qualcuno cancelli quelli che sono stati operati per cui sembra sempre che ci sia una lista lunga!

La diffusione dei tempi di attesa per ogni intervento chirurgico potrebbe evidenziare questa “incongruenza” prevedendo un controllo periodico sulla lista di attesa.

Indirettamente si potrebbe risalire alla efficienza delle sale operatorie a smaltire la lista di attesa.

Risalterebbero maggiormente le differenze di costi tra i vari presidi ospedalieri.

…..continua….

venerdì, settembre 14, 2007

sei uno stronzo? test di verifica

e' un problema tra i chirurghi?


Test: sei uno stronzo patentato?

Segni che lo stronzo interiore sta tirando fuori la testa



Istruzioni: Indicate con vero (V) e falso (F) se le frasi sottostanti descrivono in modo corretto le vostre sensazioni e le interazioni tra voi e i vostri colleghi.



Quali sono le mie reazioni istintive di fronte agli altri?



- 1. Mi sento circondato da idioti e incompetenti e non posso fare a meno di farglielo notare di tanto in tanto.

- 2. Ero una persona tranquilla prima di cominciare a lavorare con questo branco di coglioni.

- 3. Non mi fido della gente che mi circonda, e loro non si fidano di me.

- 4. Considero i colleghi come i miei concorrenti.

- 5. Credo che il modo migliore di “salire in cima” sia buttare giù qualcun altro.

- 6. Godo segretamente quando qualcun altro soffre o è in imbarazzo.

- 7. Spesso sono geloso dei miei colleghi e ho difficoltà a essere sinceramente contento per loro quando hanno successo.

- 8. Ho un gruppo ristretto di amici fidati e una lunga lista di nemici, e sono ugualmente fiero di entrambi.



Come tratto gli altri?



- 9. A volte non riesco a trattenere il mio disprezzo verso tutti gli sfigati e i coglioni che lavorano nel mio ufficio.

- 10. Trovo utile guardare di traverso, insultare e a volte anche urlare in faccia agli idioti che lavorano con me. Altrimenti non imparano mai.

- 11. Mi prendo tutto il merito per i risultati della mia squadra, e perché non dovrei? Non andrebbero da nessuna parte senza di me.

- 12. Durante le riunioni mi piace indirizzare commenti “innocenti” che non hanno altro scopo se non umiliare e gettare nello sconforto i destinatari.

- 13. Sono sempre pronto a sottolineare gli errori altrui.

- 14. Io non sbaglio mai. Quando qualcosa va male, la colpa è sempre di qualche idiota.

- 15. Interrompo sempre gli altri perché quello che devo dire io è più importante.

- 16. Lecco sempre il culo al mio capo e alle persone importanti e mi aspetto lo stesso trattamento dai miei sottoposti.

- 17. A volte le mie battute e le mie prese in giro sono un po’ pesanti, ma bisogna ammettere che sono divertenti.

- 18. Amo la mia squadra e loro amano me, ma sono sempre in guerra con il resto dell’azienda. Tratto tutti di merda perché chi non fa parte della mia squadra o non conta niente o è un nemico.



Come regiscono gli altri nei miei confronti?



- 19. Noto che le persone evitano di guardarmi negli occhi quando parlano con me e si innervosiscono

- 20. Ho la sensazione che la gente stia sempre molto attenta a quello che dice in mia presenza.

- 21. Le mie e-mail provocano sempre reazioni ostili, che spesso sfociano in battaglie di insulti.

- 22. Gli altri esitano a darmi informazioni personali.

- 23. Gli altri sembrano non divertirsi in mia presenza.

- 24. Quando arrivo le persone reagiscono sempre dicendo che devono andare via.



Come calcolare il punteggio: sommate il numero delle risposte positive. Il test non ha valore scientifico, ma secondo me:



da 0 a 5: non sembrate avere le credenziali di uno stronzo patentato, a meno che non vi stiate prendendo in giro da soli.



da 5 a 15: siete degli stronzi patentati borderline: forse è arrivato il momento di cambiare atteggiamento prima che sia troppo tardi.



da 15 in su: Avete tutta l’aria degli stronzi fatti e finiti. Fatevi aiutare immediatamente. Ma per favore non rivolgetevi a me, perché non voglio conoscervi.



(estratto da Il metodo antistronzi di Robert I. Sutton)

domenica, settembre 09, 2007

la stupidita'

.....ne conosco!!!!!

.......La terza (ed aurea) legge fondamentale della stupidità presuppone, pur non enunciandolo esplicitamente, che gli umani rientrino in una di quattro categorie fondamentali:

1. gli SPROVVEDUTI (se Tizio compie un’azione e ne ricava una perdita mentre nello stesso tempo procura un vantaggio a Caio, Tizio ha agito da sprovveduto);
2. gli INTELLIGENTI (se Tizio compie un’azione da cui ottiene un vantaggio e nello stesso tempo procura un vantaggio anche a Caio, agisce intelligentemente);
3. i BANDITI (se Tizio compie un’azione dalla quale trae un vantaggio causando una perdita a Caio, agisce da bandito);
4. e i CRETINI (se Tizio causa un danno ad un terzo o a un gruppo di persone, senza peraltro realizzare alcun vantaggio per sé o, addirittura, subendo una perdita, è un cretino).

La “terza legge fondamentale degli stolti” risulta dunque la seguente:

IL CRETINO È UNA PERSONA CHE CAUSA UN DANNO AD UN’ALTRA PERSONA O A UN GRUPPO DI PERSONE SENZA NEL CONTEMPO REALIZZARE ALCUN VANTAGGIO PER SÉ O ADDIRITTURA SUBENDO UNA PERDITA

mercoledì, settembre 05, 2007

lista di attesa in chirurgia 3

Nel 1975, a Firenze, esisteva l'Arcispedale di S.M.N. e Stabilimenti Riuniti che raccoglieva 3 Ospedali:

1- Careggi

2- S.M.N.

3- Osp. S.M.A..

Nel 2007, a Firenze, esiste l'Azienda S. F.10 e l'Azienda O.Careggi.

L'Azienda S.F.10 comprende 5 Ospedali di cui 3 cittadini, in ognuno di questi Ospedali e' presente un reparto di Chirurgia Generale quindi 5 reparti di Chirurgia Generale in una unica Azienda.

Non si conoscono i tempi di attesa, per singolo intervento chirurgico, di ogni reparto di Chirurgia Generale.

Per quanto riguarda i tumori maligni la Regione Toscana prescrive un tempo di attesa massimo di 30 giorni per l'intervento chirurgico, questa prescrizione tutela il cittadino nei confronti della patologia maligna (tumori maligni).

Per la patologia benigna (i piu' frequenti: ernia inguinale, calcoli alla colecisti, appendicite, laparocele, emorroidi) non sono previsti tempi di attesa certi.

Gli interventi citati richiedono una degenza ospedaliera media di 2 giorni per cui chiunque conoscesse i tempi di attesa potrebbe spostarsi dove si aspetta meno ed invece alla disparita' di attesa si aggiunge la beffa di attese artificiali.

L'assurdo e' che il costo di uno stesso intervento chirurgico (esempio l'asportazione della colecisti) e' differente nei vari Ospedali dell'Azienda come se ogni Ospedale avesse costi differenti rispetto allo stesso oggetto prodotto.

Volendo fare un esempio pratico immaginiamo che la FIAT producesse la 500 in 5 stabilimenti con costi di produzione differenti e con tempi di attesa differenti!!

Se i manager, pagati profumatamente, non riescono a risolvere il problema almeno lasciamo liberi i cittadini di andare dove si aspetta meno!

Vogliamo sapere i tempi di attesa, per ogni intervento chirurgico, dei rispettivi reparti di Chirurgia Generale per poter scegliere dove andare liberamente senza essere obbligati ad aspettare per ignoranza!!!!!!!

martedì, settembre 04, 2007

primario delirante

Cassazione Penale
Dare del "delirante" al primario non è reato
Primario in "delirio di onnipotenza": assolto l'autore dell'esposto offensivo

Massima

Con esposto, indirizzato all'Istituto, all'Assessorato Regionale, al Ministero della Sanità, all'Ordine dei Medici della Provincia ed altri uffici, il marito di una paziente aveva sostenuto che il medico si era reso responsabile di "fatti di grave negligenza ed omissione professionale", che aveva assunto "un comportamento stizzito e borioso, in pieno delirio di onnipotenza". E ne aveva qualificato le condotte come un "penoso esempio di miserevolezza umana, prima ancora che di miserevolezza della scienza medica". Va confermata la sentenza di assoluzione dal reato di diffamazione, pronunciata in appello per l'autore dell'esposto, in quanto il medico, nel corso di una discussione, tra l'altro aveva dato alla paziente della "bugiarda". In questo contesto si colloca il comportamento finale del sanitario, ritenendolo per indici evidenti (la stessa animosità della discussione che faceva allontanare i presenti, l'attribuzione di mendacio, la prospettazione con durezza dell'assenza di alternative all'intervento disposto), fatto ingiusto idoneo a giustificare la reazione del marito di lei. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)

sabato, settembre 01, 2007

lista di attesa in chirurgia 2

Rendere efficienti le sale operatorie (lavorare 12 ore al giorno) significa aumentare i costi, attualmente e' prioritario risparmiare.

Il problema attuale e' migliorare il rendimento delle sale operatorie con le risorse disponibili per cui il problema lista di attesa equivale a voler rendere quadrato il cerchio.

Da questa realta' scaturisce la ricerca di formule che diano una risposta, almeno parziale, alla soluzione del problema tempi di attesa delle liste operatorie.

La pubblicizzazione delle liste di attesa per ogni reparto di chirurgia rende trasparente la gestione della lista di attesa ma, sopratutto, permette al cliente di scegliere dove andare, permettendo una distribuzione del lavoro in modo equo tra le chirurgie e limitando la speculazione.

La pubblicizzazione dei tempi di attesa e' a costo zero!

Ogni Direttore di Chirurgia, attualmente, e' responsabile della gestione della lista di attesa, sarebbe sufficiente comunicarla alla Direzione Sanitaria e quindi agli organi di informazione per la pubblicazione periodica dei "tempi di attesa per intervento chirurgico".

Perche' non viene fatto?

Il tutto e' a costo zero!!!!!

venerdì, agosto 31, 2007

lista di attesa in chirurgia 1

La lista di attesa in chirurgia e' argomento di moda, gia' in Inghilterra avevano questo problema, dal momento che il nostro SSN segue sempre quello inglese si puo' prevedere una soluzione all'inglese.

Intanto si possono fare delle riflessioni partendo dal quotidiano del proprio contesto reale.

La strettoia in chirurgia e' la sala operatoria. Le sale operatorie sono efficienti?

Nella linea di produzione la sala operatoria e' il fulcro per determinare la quantita' di prodotto realizzabile, tempo addietro nelle fabbriche c'era la figura del controllore dei tempi di lavoro.

Quando si acquista una automobile nuova, quando non e' disponibile in deposito, si attende l'arrivo di quella ordinata e l'attesa e' in funzione della quantita' di auto prodotte dalla fabbrica ogni giorno e da quanti ordini di acquisto ci sono.

In parallelo il rendimento di una struttura di chirurgia dipende da quanti interventi chirurgici possono essere fatti al giorno e quindi dalla disponibilita' ed efficienza delle sale operatorie.

Una sala operatoria che lavora 8.00-14.00 rende meno di una sala operatoria che lavora 8.00-20.00.

Prima di scrivere di lista di attesa e' necessario che le sale operatorie lavorino al massimo delle possibilita'.

E' efficiente una sala operatoria che lavori dalle 8.00 alle 20.00 e successivamente possiamo affrontare eventualmente il problema liste di attesa.

7 sale operatorie:

1- per emergenze (24 ore)

1- per urgenze differibili e non differibili (24 ore)

5- per interventi programmabili (elezione - 12 ore)

Per incidere sulla lista di attesa e' necessario definire quanti interventi chirurgici si possono fare avendo a disposizione 5 sale operatorie che lavorano per 12 ore per 5 giorni la settimana (12x5=60 ore a settimana x 5=300 ore a settimana di sala operatoria x4=1200 = rendimento massimo al mese del presidio ospedaliero per smaltire la lista di attesa della chirurgia=tutte le specialita' chirurgiche).

Da questa base si puo' partire per discutere di come risolvere la lista di attesa, diversamente significa non volere risolvere il problema.

Cui prodest?

lunedì, agosto 27, 2007

lista di attesa in chirurgia, aspetta 20 mesi

aspetta 20 mesi

Se il cliente avesse fatto un giro di telefonate agli altri ospedali avrebbe scelto quello con meno attesa, sarebbe stato operato prima, avrebbe sofferto meno, avrebbe risparmiato 10.000,00 euro.

E’ vero che le cliniche private lavorano grazie a queste situazioni.

La conclusione e’ che l’istituzione pubblica deve comunicare ai cittadini i tempi di attesa per i vari interventi, nei vari ospedali, per facilitare la scelta dove andare: e’ un diritto, non tutti hanno 10.000,00 euro.

E’ un provvedimento a costo zero!

Il proverbio dice che chi e’ causa del suo male pianga se’ stesso!

domenica, agosto 26, 2007

corruttibile

chi non rispetta le regole e' corruttibile, provare per credere!

sabato, agosto 25, 2007

a proposito di lista di attesa in chirurgia

La lista di attesa in chirurgia è oscena per la patologia benigna.

In attesa di riorganizzazioni rivoluzionarie basterebbe, per iniziare, rendere pubblico il tempo di attesa per ogni reparto chirurgico in modo che il cliente possa scegliere dove andare (sicuramente sceglierebbe dove si attende meno!).

Questo tipo di provvedimento e' semplice, doveroso, riequilibrante per tutti i reparti di chirurgia, perche' distribuisce equamente il lavoro con uso razionale delle risorse economiche ed umane.

L'aspetto piu' interessante della pubblicazione dei tempi di attesa per interventi chirurgici e' che ha costo zero e rende trasparente tutta la materia.

Tutti sanno che i clienti dei Direttori delle chirurgie hanno percorsi piu' rapidi con sorpassi degli altri clienti.

(.....continua....)

giovedì, agosto 23, 2007

giovedì, agosto 16, 2007

catena di comando militare (2) / Azienda Ospedale

………………omissis………….

i Generali, si limitano a fare politica ed accademia, quando si sostituiscono alle tre “C” combinano dei disastri;

i Colonnelli, devono capire cosa si vuole da loro, valutare i rischi e dare ordini comprensibili, ragionevoli e legittimi;

i Capitani, decidono chi, dove e quando ammazzare e morire;

i Caporali, ammazzano e muoiono.

In Azienda/Ospedale?

Generale/Direttore Generale/Direzione Generale

Colonnello/Capo Dipartimento

Capitano/Direttore SC

Caporale/Dirigenti

Recupereranno gli sprechi e i risparmi per una “azienda sanitaria virtuosa”?

giovedì, agosto 09, 2007

indagine su un campione di cittadini

Per ridurre la spesa sanitaria sarebbe meglio…


• aumentare i controlli sui medici e suggerire loro di prescrivere cure meno costose 18%
• aumentare i controlli sulla gestione delle ASL e degli ospedali 58%
• non so 24%

lunedì, luglio 30, 2007

nuovi posti di lavoro

Nuovi posti di lavoro nell'Ospedale/Azienda, tra gli altri:

1-capo-dipartimento

2-house-keeper

3-product-manager

4-responsabile di linea di produzione

.......sempre nell'interesse del paziente (che ora si chiama cliente).

giovedì, luglio 26, 2007

l'uomo mente

L’uomo mente perchè deve conservare l’immagine che vuol dare di se all’interno dell’ambiente in cui vive.

Questo ci riporta direttamente alla conquista del proprio spazio, un bisogno assoluto.

giovedì, luglio 12, 2007

complicazioni in chirurgia generale

Tutti gli interventi chirurgici possono avere complicazioni, intraoperatorie e postoperatorie.

Molte complicazioni sono dovute ad errori tecnici del chirurgo ed, in genere, il chirurgo bravo e’ quello che ha meno complicazioni o meglio il chirurgo bravo e’ quello che sbaglia meno!.

E’ usuale sentir dire nell’ambiente chirurgico che “chi non fa non falla”, ancora piu’ frequente e’ la frase “chi non lava i piatti non li rompe”.

Nessuno dice, pero’, quanti piatti e’ lecito rompere?

Quale e’ il numero di piatti rotti accettabile?

Vorreste in casa un/una lavapiatti che rompe spesso e volentieri i piatti, con il rischio di dover comprare continuamente piatti nuovi?

Questo argomento non interessa a nessuno, eppure rientra nella valutazione della qualita’:

-ogni paziente quante volte e’ rioperato? (risorse umane, vittime?)

-quanto costano (risorse economiche) le complicazioni?

-sono sprechi o rientrano nei costi a fondo perduto?

-quale e’ la percentuale di complicazioni accettabile (fisiologica)?

Nella cronaca degli ultimi giorni si legge di un dipendente che può essere licenziato se utilizza il telefono cellulare aziendale per telefonate personali private!


venerdì, giugno 29, 2007

chirurgo ignorante=chirurgo insicuro

Un dottore ignorante è un buon aiutante della morte.

(Avicenna, filosofo persiano)


venerdì, giugno 22, 2007

libera professione medici ospedalieri

il Giornale
venerdì 22 Giugno 2007

<<>>

I medici ai vertici di Careggi: Bloccare l’intramoenia. C’e’ il rischio di fuga verso il privato.
di Andrea Marrucci

“………Un atto di questo tipo potrebbe infatti portare a una fuga dalle strutture pubbliche.”

…….per andare dove?????

lunedì, giugno 18, 2007

a proposito di rapporto di fiducia

La fiducia.

La fiducia è un sentimento di sicurezza che deriva dal confidare in qualcuno o in qualcosa. E` una convinzione personale di correttezza e verità, e non può essere forzata.

Se si ottiene la fiducia di qualcuno, si è stabilita una relazione interpersonale basata sulla comunicazione, sulla condivisione di valori ed esperienze.

La fiducia dipende sempre dalla reciprocità.


domenica, giugno 17, 2007

medici licenziati, due pesi e due misure nel rapporto di fiducia

Due dirigenti medici sono stati licenziati per essere venuto meno il rapporto di fiducia con l’Azienda (Azienda pubblica) anche se non hanno provocato danni ne’ a persone, ne’ patrimoniali.

Lo staff dirigenziale che ha provocato un disastro amministrativo, con un buco di quasi 10 milioni di euro (di una struttura pubblica), resta al proprio posto provocando licenziamenti per recuperare parte del debito.

Il rapporto di fiducia si misura e si pesa secondo chi bisogna colpire o meno.

Anche i Direttori lavorano basandosi su considerazioni di fiducia, quando finira’ questa truffa?

venerdì, giugno 15, 2007

l'arroganza


L’arroganza

Arroganti, ahinoi, lo diventano anche molti di quelli che fanno carriera. Questi si lasciano affascinare dal potere fino ad arrivare a credere di essere diventati invulnerabili salvo poi rimanerci male se, per effetto di questo loro comportamento, vengono malamente espulsi dalla propria organizzazione.

di Luca Liguori

Gli arroganti ― parafrasando lo scrittore Elias Canetti ― sono gli uomini piu’ tremendi: quelli che credono di sapere tutto e ci credono. Arrogante pero’ e’ anche colui che non si degna , per esempio, di richiamare una persona dopo una telefonata, che fa fare anticamera senza alcuna ragione oppure maltratta i subordinati e chi e’ meno “importante” di lui. Questo male affligge un buon numero di persone senza privilegiare, in apparenza, particolari categorie sociali. Si puo’ definire, diciamo cosi’, un male trasversale.
Quando a soffrirne sono dei colleghi o dei subordinati… tutto sommato non e’ un grosso problema: si possono lasciar cuocere nel loro brodo e, se la cosa diventa insopportabile, far valere la propria autorita’ (coi subordinati, naturalmente). Un buon metodo per combattere “il male” lo consigliava Dino Basili: “L’arroganza “ diceva, “ si puo’ smontare con un’arroganza piu’ sfacciata, con un muro di ghiaccio o con una lacrima sincera”. La lacrima, in particolari circostanze, puo’ anche starci, ma mettersi ad erigere muri di ghiaccio non e’ certamente una bella prospettiva.
Arroganti - ahinoi - lo diventano anche molti di quelli che fanno carriera. Questi si lasciano affascinare dal potere fino ad arrivare a credere di essere diventati invulnerabili salvo poi rimanerci male se, per effetto di questo loro comportamento, vengono malamente espulsi dalla propria organizzazione. Bob Briner, un famoso consulente americano, ci esorta a non cadere nella trappola dell’arroganza. Essa ― afferma ― non solo e’ indegna, ma non ci conviene.
Il futuro, pero’, potra’ riservarci una situazione migliore? A sentire quello che diceva gia’ due secoli fa lo scrittore francese Alphonse Karr sembra proprio di no: “Gli apostoli diventano rari ― constatava sconsolato ― tutti sono padreterni!”.

10 febbraio 2002

Invia ad un amico

L’articolo di questa pagina e’ liberamente riproducibile (leggi le condizioni).

http://www.efira.com/spotlights/articolo_020210.htm

giovedì, giugno 14, 2007

medici licenziati 2

Riflessioni su medici licenziati.

1- non risultano danni a nessuno,

2- è evidente un disservizio,

3- il disservizio è un problema organizzativo,

4- il responsabile dell'organizzazione è il Direttore SC,

5- per coerenza dovrebbe essere licenziato per evidente incapacità organizzativa,

6- tutti sappiamo che esiste una omertà che difende gli errori del Direttore SC,

7- qualcuno ha segnalato il disservizio al Direttore Generale,

8- è la fine dell'omertà di ambiente oppure è un caso di vendetta?

9- significa che in caso di eventi sentinella o di eventi avversi si rischia il licenziamento?

10- quale è il ruolo dell'Ordine dei Medici in questo caso?

11- è lecito condannare in assenza di danni?

12- il giudizio si esprime solo in presenza di danni per denuncia o per dovere di ufficio?

martedì, giugno 12, 2007

medici licenziati

Medici licenziati.
Nel 1960 il primario poteva licenziare un proprio collaboratore (aiuto o assistente) con un semplice cenno della testa, "ad nutum" ( "Ad nutum", analogamente all' espressione "ad libitum", indica una decisione presa in modo assolutamente libero da parte della persona che l'ha adottata.
È sinonimo di decisione arbitraria in quanto rimessa alla esclusiva responsabilità del decidente).
Fu fondato il sindacato degli aiuti ed assistenti ospedalieri (ANAAO) che con fatica riuscì a stabilizzare la carriera ospedaliera riuscendo ad ottenere regole civili con diritti e doveri riconosciuti dall'istituzione.

Nel 2004 fui segnalato dal Direttore SC al Direttore Generale dell'Azienda per non aver fatto la visita,
devo ringraziare il Direttore Generale dell'Azienda che fu umano e generoso nel rinunciare a licenziarmi.
Spero di avere ancora fortuna, lunga vita ai generosi!!
Il tutto sempre nell'interesse del paziente! Il paziente è sempre al centro.

Nel 2007 il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria (su segnalazione del Direttore SC) licenzia due medici senza giusta causa ("ad nutum";) :

11/06/2007 12.32

SANITA' TOSCANA: SINDACATI MEDICI, STATO AGITAZIONE PER LICENZIAMENTI ASL 11

Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) - Proclamato in Toscana lo stato di agitazione dei medici dirigenti. E' la risposta dei sindacati dei camici bianchi al licenziamento senza preavviso di due colleghi ginecologi, deciso dal direttore generale dell'Azienda Usl 11 di Empoli. Le sigle hanno quindi deciso di interrompere le relazioni con l'assessorato alla Sanità regionale e con la direzione dell'Azienda sanitaria empolese.

Nello specifico i sindacati "condannano il comportamento lesivo dei patti contrattuali del direttore dell'Asl 11" che ha deciso il licenziamento nonostante il parere contrario del comitato dei Garanti. Inoltre, "stigmatizzano il tentativo arrogante di delegittimare il comitato dei Garanti stesso". Le organizzazioni sindacali dei dirigenti medici e veterinari dipendenti dal Servizio sanitario della Regione Toscana - Anaao Assomed, Cimo Asmd, Fp Cgil medici, Cisl medici, Fesmed, Federazione medica aderente Uil Fpl, Umsped (Aaroi, Snr, Aipac) - chiedono l'intervento dell'assessore regionale alla Salute, Enrico Rossi, "affinchè - riferisce una nota pubblicata sul sito dell'Anaao Assomed - si renda garante della corretta e puntuale applicazione del contratto nelle Asl della Regione".

(Fed/Adnkronos Salute)

Questi medici collaboratori (esclusi i Direttori) che non vogliono lavorare ed anzi fanno solo danni vanno licenziati "ad nutum" (in Africa fanno così!).
Salviamo i pazienti da questi mostri.


icon_cool

giovedì, maggio 31, 2007

intramoenia dei Direttori 2

Le riunioni di reparto sono importantissime, sono obbligatorie, servono a condividere le procedure ed affrontare i problemi dell'ambiente di lavoro, sono indette dal Direttore.

Come bisogna valutare il Direttore che disdice la mattina la riunione prevista per il pomeriggio perchè impegnato in un intervento chirurgico a libera professione non urgente?

Intanto i collaboratori erano arrivati e sono informati al momento che la riunione è stata rinviata (...che figura!).

Eppure questo stesso Direttore è quello che giudica gli altri collaboratori, naturalmente gli altri sbagliano sempre.

Come al solito si predica bene e si razzola male!

Che serietà di Direttore!!

I quattrini prima di tutto!!

venerdì, maggio 25, 2007

centralità del paziente

Nella formazione per diventare chirurgo mi hanno insegnato a fare per ottenere il migliore risultato nell'interesse del paziente.

Ho sempre lavorato nell'interesse del paziente.

Oggi mi insegnano a rispettare le procedure per non essere condannato.

Il paziente è sempre al centro!

orgia

orgia

sabato, maggio 12, 2007

intramoenia dei Direttori

I Dirigenti chirurghi possono fare libera professione intramoenia a condizione che facciano anche ambulatorio istituzionale (dove i pazienti non pagano).

I Direttori chirurghi fanno libera professione intramoenia (a pagamento) ma non fanno ambulatorio istituzionale (dove i pazienti non pagano), è una differenza notevole e non giustificata che porta ad una ingiustizia infatti il Direttore chirurgo che ha pochi pazienti personali li sottrae ai collaboratori (secondo la vecchia, di venti anni fa, concezione non più valida che tutti i pazienti del reparto sono suoi pazienti!!).

:icon_cool:

lunedì, maggio 07, 2007

aumentare i controlli, sorvegliare

Ogni volta che si scopre una causa di malasanità si provvede ad aumentare i controlli, naturalmente richiedendo nuove figure istituzionali che controllino altri controllori.

Attualmente le sovrastrutture dell'ospedale sono in crescita, nuovi posti di lavoro, nuove figure professionali, sempre nuovi posti per dirigenti.

Al centro dell'attenzione è l'organizzazione del lavoro che prevede una crescita dei controllori che controllano i controllori che controllano i controllati che sono la base dell'attività ospedaliera.

Controllare, controllare, sorvegliare sono le parole d'ordine in vigore.
Linee guida, protocolli, clinical pathways, risk management, controlli della sicurezza ma chi controlla la professionalità del personale?

Sembra strano ma si presume che il personale ha il massimo della professionalità, professionalità che più non si può.

L'organizzazione vuole la standardizzazione del lavoro, è risaputo che ogni volta che si vuole standardizzare il tutto avviene abbassando il livello medio, è impossibile standardizzare al livello superiore perchè la maggioranza è più verso il basso!
Si fa tutto per coinvolgere la maggioranza per cui se la maggioranza vale 6 la standardizzazione si colloca a 5 per recuperare il più possibile; la minoranza può anche oscillare tra il 7 ed il 10 ma non fa testo.

Il contenuto della professione è deficitario e si nasconde nello standard medio.

Esempio pratico:
dopo un intervento chirurgico di media entità il trattamento post-operatorio è standard senza differenziare tra maschio-femmina, magro-grasso, giovane-vecchio; quello che è grave è che anche per interventi più impegnativi si utilizza lo standard, addirittura lo standard non fa differenza tra chi ha 1 polmone oppure 2 polmoni nè se ci sia patologia associata o meno.

Si dice che la utilizzazione della standardizzazione facilita il lavoro del personale ospedaliero (realtà in una fabbrica di automobili, vedi Toyota), sarà anche vero ma ci sono anche le eccezioni che rappresentano una buona fetta del lavoro quotidiano, invece di insegnare a "pensare" si pretende di "adeguarsi" a quanto stabilito (ovviamente da altri!).

A quando il controllo delle professionalità e dei risultati?

sabato, maggio 05, 2007

ufficiali militari/dirigenti superiori aziendali

La catena di comando azienda sanitaria/militari.

Facendo un confronto tra gli ufficiali militari ed i dirigenti superiori aziendali (es. Direttori di SC chirurgia) si possono identificare alcune analogie, tra queste il sistema informazioni interno.

gli ufficiali militari:
1-devono essere sempre informati su quello che si dice e si fa all'interno del gruppo,
2-devono sempre sapere chi critica in positivo e chi critica in negativo,
3-devono sempre conoscere i contrasti interpersonali,
4-ricorrono ad informatori interni anonimi,
5-esiste un sistema informativo interno istituzionale nel contesto della catena di comando,
6-i consigliori personali sono sempre presenti.

i dirigenti superiori aziendali (Direttori):
1-sono dempre informati su quello che si dice e si fa all'interno del gruppo,
2-sanno sempre chi critica in positivo e chi critica in negativo,
3-conoscono sempre i contrasti interpersonali,
4-ricorrono ad informatori interni anonimi ma che sono sempre individuabili,
5-esiste un sistema informativo interno ufficioso anonimo nel contesto della catena di comando,
6-i consigliori personali sono sempre presenti;

....in ogni caso la "piaggeria" paga sempre in positivo.

:icon_smile:

giovedì, maggio 03, 2007

la catena di comando azienda sanitaria/militari

Consideriamo alcune differenze tra ufficiali militari e dirigenti superiori aziendali (Direttore di SC di azienda sanitaria):

gli ufficiali
:
1-sono formati in Accademia o quanto meno hanno un corso annuale per imparare a comandare,
2-comandano un gruppo di uomini ai quali sono legati e che devono coagulare per garantire un legame interpersonale tale che si realizzi il detto "tutti per uno, uno per tutti",
3-la vita di ogni singolo uomo dipende dagli altri componenti il gruppo e reciprocamente si garantiscono la sopravvivenza,
4-è di esempio ai propri uomini basandosi sull'autorevolezza non sull'autorità,
5-"predica bene e razzola bene",
6-è compito dell'ufficiale raggiungere l'obiettivo assegnatogli rischiando meno possibile la vita dei propri uomini (risorse umane) e limitando i "danni collaterali";

i dirigenti superiori aziendali (Direttore):
1-sono formati con un corso di 3-5-giorni per "manager",
2-"comandano" un gruppo di uomini ai quali non si sentono legati e che "governano" in base al principio "divide et impera"; classica la frase "se non ti va puoi andare via" rivolta al collaboratore critico;
3-in genere (specialmente in chirurgia) il gruppo è più "sparpagliato" che "vincolo" favorendo così l'interesse personale,
4-non è di esempio ai propri "uomini" basandosi sull'autorità più che sull'autorevolezza,
5-"predica bene e razzola male",
6-è compito del dirigente superiore raggiungere l'obiettivo assegnatogli nel rispetto del badget (risorse economiche), meglio se riesce a risparmiare.

lunedì, aprile 30, 2007

azienda sanitaria e struttura militare: la catena di comando

catena di comando militari/azienda:


generale = direttore generale

stato maggiore = direzione generale (direzione amministrativa-direzione sanitaria)

ufficiali superiori = capo dipartimento

ufficiali = dirigenti superiori (direttore)

sottoufficiali = dirigenti (medici)

truppa = personale esecutivo


gerarchia rigida piramidale

impossibile? no, è la realtà anche se non sembra!

.....continua....

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sabato, aprile 28, 2007

a confronto gli organigrammi di due ospedali multisito

Azienda Sanitaria Firenze - 10 (Toscana - Italia)


organigramma ASF 10-Firenze


ASF10-Firenze


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Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) - Ticino - Svizzera


organieoc.pdf


EOC

giovedì, aprile 19, 2007

statistica

La statistica in medicina ha lo stesso valore dell'oroscopo.

mercoledì, aprile 18, 2007

chirurgia inutile e chirurgia utile

Solo il 15-30% degli interventi chirurgici ha solide basi scientifiche. Significa che la medicina è fatta più di incertezze che di certezze. All'incertezza della scienza medica si somma quella della preparazione e dell'aggiornamento del medico.

Tra i pazienti è diffusa una visione mitica della medicina: il 70-80% della popolazione crede che sia una scienza esatta.

Quando medico e paziente si incontrano il dialogo si svolge in due lingue diverse: una "follia a due" in cui le attese corrispondono più ai desideri che alla realtà.

(Richard Smith, direttore del "Brithish medical journal").

"Il paziente sa di non sapere, ma pensa che il medico sappia".

"Anche il medico sa di non sapere, ma spera che il paziente non se ne accorga. Il rapporto quindi si basa sull'asimmetria dell'informazione: il medico può manipolare le preferenze e le convinzioni del paziente, come se fosse un bambino".

Solo il 15-30% degli interventi chirurgici ha basi scientifiche certe, se ne deduce che diagnosi e cura variano in funzione del medico consultato. Così gli interventi consigliati da un medico sono sconsigliati da un altro.

(Gianfranco Domenichetti, ex direttore della salute pubblica del Cantone Ticino-Svizzera).

La chirurgia è un "nobile artigianato", i risultati della chirurgia si basano sulla preparazione ed esperienza del chirurgo, valori e condizioni che, attualmente, non sono sostituibili.


martedì, aprile 10, 2007

lavoro in equipe e responsabilità dei medici

lavoro in equipe e responsabilità dei medici

……omissis……

La Corte di Cassazione ( Sez. IV sent. 1410, 14 giugno 2000) afferma che capo dell’equipe in occasione di un intervento è il chirurgo, i cui poteri direttivi e di coordinamento riguardano anche l’attività dell’anestesista.

Il caso riguardava l’esito di un procedimento che vedeva un anestesista ed un chirurgo imputati di omicidio colposo a danno di una bambina di sei anni il cui decesso era riconducibile a problemi respiratori insorti in fase di risveglio.

( Avv. Pasquale Dui, “Il giornale della previdenza dei medici e degli odontoiatri”, anno IX, n.3-2007:63.)

giovedì, marzo 29, 2007

la manipolazione

Manipolazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Per manipolazione in senso psicologico s'intende il comportamento, contrario a una certa etica, che tende a indurre una persona a fare qualche cosa indipendentemente dalla sua volontà, quindi simile al plagio.

La parola si usa in senso spregiativo: chi manipola lo fa generalmente onde strumentalizzare qualcuno ai proprî fini. Va quindi ricordato che forme sottili di manipolazione sono onnipresenti e vanno dall'educazione alla pubblicità, con propositi talora filantropici o edificanti.

Una comunicazione efficace non dovrebbe essere e certamente non deve sembrare manipolatoria.

martedì, marzo 27, 2007

psicologia dell'illusione (errore cognitivo medico?)

psicologia dell’illusione (vale anche per i chirurghi)

  1. il depistaggio:se concentriamo la nostra attenzione su un punto, saremo ciechi o quasi a ciò che accade lontano da quel punto;
  2. la presunzione: giudichiamo sempre ciò che ci circonda sulla base della nostra esperienza ovvero di ciò che crediamo di sapere;
  3. l’attenzione limitata: se vediamo una cosa che ci sembra nota non la degniamo di una seconda occhiata;
  4. la fiducia nei nostri sensi: se osserviamo qualcosa “con i nostri occhi” non vediamo il motivo di metterlo in dubbio;
  5. la fretta di arrivare ad una conclusione: prendiamo decisioni sulla base di dati incompleti (es. se vediamo una coda presumiamo subito che ci sia un cane).

Non è tutto.

domenica, marzo 25, 2007

l'invidia, il sentimento più diffuso tra i chirurghi

l’invidia, il sentimento più diffuso tra i chirurghi

Sei invidioso?

Rifletti:

  • provo un certo piacere a sminuire i successi degli altri
  • mi chiedo spesso: perchè lui sì ed io no?
  • se il mio partner è al centro dell’attenzione mi sento sminuito
  • se una persona antipatica ha delle difficoltà non sono affatto dispiaciuto
  • credo di essere più intelligente della maggior parte degli altri
  • se un collega ottiene una promozione prima di me io penso che la sua è stata solo fortuna

(questionario di predisposizione all’invidia, Tappatà L., psicologia della personalità, “nel girone degli invidiosi”, Psicologia contemporanea n.195-maggio/giugno 2006, Giunti Editore)

“Tipica espressione dell’invidia è la maldicenza: si svaluta l’altro agli occhi del maggior numero possibile di persone, meglio se influenti o gerarchicamente elevate. Lo sguardo fruga tra le debolezze altrui, nel desiderio di individuarle, ingigantirle, renderle pubbliche. La persona arde di un’aggressività che non osa agire apertamente e della quale non sa liberarsi.”

“Un cocktail micidiale di insicurezza, malanimo ed efficienza.”

“L’invidioso si presenta come un soggetto dotato di scarso controllo delle proprie emozioni, un tipo ansioso, costantemente preoccupato e nervoso, insoddisfatto di sè e della realtà che lo circonda.”

“L’invidioso appare anche meticoloso, preciso, ordinato: tende verso i propri obiettivi distruttivi con costanza, caparbietà e resistenza. Proprio come diceva Dante, l’invidioso è un osservatore tenace, attentissimo a cogliere negli altri anche i più piccoli difetti.”

L’invidia è un peccato mortale.

Dante condanna gli invidiosi ad avere gli occhi cuciti con fil di ferro per l’eternità.

L’invidioso più pericoloso è quello che non ha coscienza di questa emozione-sentimento ed occupa posti di responsabilità di organizzazione.