martedì, aprile 18, 2006

il chirurgo operaio ospedaliero

Il "chirurgo operaio" ospedaliero, il "chirurgo operaio" è solo ospedaliero.

La figura del "chirurgo operaio" esiste solo in ospedale.
Ieri c'era il turno dell'ambulatorio chirurgico post-ricoveri, è turno,un ambulatorio, dove vengono controllati i clienti dimessi dall'ospedale dopo un intervento chirurgico.
L'ambulatorio dei post-ricoveri (denominazione ufficiale) è un misto, tratta sia i post-ricoveri (anche se dovrebbe essere solo per questi) che i clienti bisognosi di medicazione, di fatto è misto infermieristico-medico.
In ambulatorio ci sono un infermiere professionale ed un chirurgo, i clienti sono prenotati ogni 10 minuti, cioè ogni 10 minuti c'è un cliente; dura dalle 15.00 alle 18.00 per un totale di 18 clienti prenotati (da aggiungere quelli fuori prenotazione che in genere sono da 3 a 6 per necessità urgenti o non derogabili o raccomandati).
Immaginate cosa sono 10 minuti: il cliente entra, ci si saluta, si verifica la necessità, si esegue la prestazione, si completa la burocrazia (fogli da riempire sempre più numerosi), ci si saluta, avanti il prossimo.
Per rientrare nei tempi bisogna essere frettolosi, cosa esecrabile in un rapporto medico-cliente, ma così è.
Il cliente non sa che il tempo a sua disposizione è di 10 minuti.
Chi avrà stabilito che 10 minuti sono sufficienti? Viva i numeri, non la qualità!
Il Dott Tersilli ha insegnato, ed evidentemente qualche burocrate ha appreso, la correttezza delle scelte.
Provate a verificare quante cose si possono fare in 10 minuti di orologio specialmente in un rapporto medico-paziente.

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domenica, aprile 16, 2006

sabato, aprile 15, 2006

il chirurgo professionista ospedaliero

Il "chirurgo professionista" ospedaliero si riconosce facilmente.

Il "chirurgo professionista" ospedaliero ha necessità di seguire il cliente-paziente anche dopo l'intervento chirurgico, per cui, se il cliente-paziente non è un pagante, utilizza un anbulatorio ospedaliero per visitarli gratuitamente.
Apparentemente sembra un benefattore ma, di fatto, priva l'Azienda ospedale dei suoi legittimi tickets.
Per il suo interesse, che di fatto si concretizza anche nell'interesse del cliente-paziente, procede ad attività ambulatoriale gratuita.
In ospedale ci sono due modalità per accedere ad una visita ambulatoriale chirurgica o ad una medicazione:

1-ambulatorio chirurgico dell'ospedale o del distretto (pagamento del ticket per i non esenti)

2-ambulatorio chirurgico personale (a libera professione, intramoenia) del chirurgo professionista.

Tutte le altre forme di visite chirurgiche "gratuite", in reparto oppure in ambulatorio, sono abusive, illegali, potrebbero essere classificate come "truffaldine", perchè impediscono (e privano l'Azienda Ospedale) la riscossione del ticket per i non esenti (privano l'ospedale dell'entrata di quattrini contanti).
Come si chiama chi impedisce una legittima entrata di quattrini all'ospedale?
Sarà anche gratuita ma è una prestazione illegale, è solo a vantaggio del chirurgo che la fa (apparentemente è a vantaggio del cliente-paziente).
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venerdì, aprile 14, 2006

il chirurgo professionista 3

Il "chirurgo professionista" è quello che lavora senza orario.

La classica figura del chirurgo appassionato, che lavora "senza guardare l'orologio", che segue i suoi pazienti senza dipendere dal giorno nè dall'ora, che è sempre aggiornato sui temi della sua professione, che è poco incline alle tematiche sindacali, che accumula ore di servizio non pagate, è il "chirurgo professionista".
La qualità della prestazione del "chirurgo professionista" è sicuramente superiore a quella del "chirurgo operaio".
Una variante del "chirurgo professionista" è il "chirurgo libero professionista".
Il "chirurgo libero professionista" è quello che lavora solo in privato e quindi fa base in una clinica privata, spesso non convenzionata.

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giovedì, aprile 13, 2006

il chirurgo professionista 2

Il chirurgo professionista è quello che normalmente tutti vorrebbero per i loro problemi di patologia chirurgica (malattie che hanno necessità di un intervento chirurgico come cura).

Nessun medico, nessuna persona importante, nessun personaggio pubblico o privato si rivolgerebbe al "chirurgo operaio", tutti preferiscono il "chirurgo professionista".
Il pubblico che afferisce agli ospedali o alla struttura sanitaria pubblica in generale deve accontentarsi del "chirurgo operaio" per le sue necessità chirurgiche, perchè ?
O si hanno le conoscenze, o si hanno gli amici, o si hanno quattrini (oggi ci sono le assicurazioni, non esistono più i paganti in proprio, salvo poche eccezioni) per accedere al "chirurgo professionista".
Mi sembra evidente che ci sono differenze tra il "chirurgo operaio" ed il "chirurgo professionista" e che, potendo scegliere, si sceglierebbe il "chirurgo professionista"!!!!!
La conclusione è che il "chirurgo operaio" è una distorsione del sistema, una invenzione artificiale del sistema, una distorsione del sistema fatta per il "gregge" che si rivolge alla struttura pubblica.
Ricordo che è il "gregge" che paga per sostenere il sistema quindi alla fine è per interesse di pochi che esiste il "chirurgo operaio"!!!

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mercoledì, aprile 12, 2006

il chirurgo professionista

Il chirurgo professionista è quello che si occupa del cliente-paziente in tutto e per tutto.

Dal primo incontro fino al trattamento e dopo, il chirurgo professionista è il responsabile unico del cliente-paziente.
E' lui che propone la diagnosi, propone il trattamento, controlla il risultato del trattamento e si occupa delle eventuali complicazioni che dovessero presentarsi per l'intervento chirurgico.
Il chirurgo professionista è quello che tutti vorremmo.
Il chirurgo professionista è responsabile del nostro problema dalla diagnosi fino all'esito del trattamento, in pratica è quello che succede quando scegliamo il chirurgo pagando.
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martedì, aprile 11, 2006

chirurgo operaio, ?

Che importanza ha sapere che esiste il "chirurgo operaio" ?

Fare il chirurgo come se si fosse impiegati/operai è un controsenso.
Chi ha scelto di fare il chirurgo non è fatto per fare l'impiegato/operaio.
La conseguenza di questa realtà è che può esistere un "chirurgo operaio" per scelta personale dopo insuccessi di carriera oppure per costrizione (leggi "organizzazione".
In entrambi i casi sono professionisti frustrati, scontenti, potenzialmente a rischio di errori.
I clienti che incontrano questi personaggi possono essere scontenti del modo di fare, possono essere vittime di errori certamente involontari.
Gli errori umani hanno facilità a concretizzarsi, lo scontento facilita l'intolleranza.
In una epoca in cui tutte le aziende ricercano la soddisfazione dei clienti attraverso la soddisfazione dei propri dipendenti (dipendente contento=cliente soddisfatto) l'Azienda ospedale percorre strade opposte:
i dipendenti ospedalieri stanno vivendo il massimo della insoddisfazione ed il massimo della frustrazione (in particolare questo vale per i chirurghi dipendenti ospedalieri).
Cui prodest ?

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lunedì, aprile 10, 2006

chirurgo operaio, vantaggi 3

Chi altri può avere vantaggi dal "chirurgo operaio" ?

Il Direttore della Struttura Complessa (ex U.O. cioè Unità Operativa) di Chirurgia ed il "chirurgo professionista", oltre l'Azienda, sono quelli che hanno vantaggi dall'organizzazione per turni degli altri chirurghi.
Il cliente-paziente vedrà continuamente (ogni mattina di ogni giorno) il Direttore ed il chirurgo professionista e interpreterà la circostanza come confacente e responsabile solo per questi professionisti rafforzando la fiducia solo in loro e quindi ricercandoli eventualmente dopo la dimissione.
Questo tipo di vantaggio è una conseguenza mentre quello voluto è sicuramente il risparmio di spesa a fine anno per l'Azienda. L'enigma è se questo obiettivo (il risparmio attraverso il lavoro per turni dei chirurghi) è voluto dall'Azienda oppure dal Direttore della Struttura per risparmiare sul budget proprio (premio a fine anno?).

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sabato, aprile 08, 2006

chirurgo operaio, vantaggi 2

Il chirurgo operaio che lavora per turni deve assolvere i suoi doveri istituzionali.

L'orario di lavoro che viene svolto per turni rende la spesa mensile costante per l'Azienda.
Il vantaggio per l'Azienda è indubbio!
Il chirurgo operaio lavorando per turni ha maggiore tempo libero, del tipo 12 ore di giorno il Lunedì, libero il martedì, 12 ore di notte il mercoledì, libero il giovedì, etc. etc.....
Questo tipo di organizzazione rende estranei alle problematiche dei pazienti chirurgici e non permette il mantenimento costante della professionalità.
La libera professione intramoenia è puramente teorica.
L'assistenza ai pazienti chirurgici è penalizzata da una mancanza assoluta di continuità assistenziale.
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venerdì, aprile 07, 2006

chirurgo operaio, vantaggi

Il chirurgo operaio offre vantaggi? a chi?

Il budget della Chirurgia è comprensivo dei costi del personale, ovviamente anche del personale medico.
Il personale di assistenza, infermieri, lavora per turni per cui rappresenta un costo fisso.
Il personale medico, dirigenti, lavora per obiettivi e deve fare un orario mensile minimo obbligatorio che significa spesa variabile e sempre verso l'alto.
Come ridurre la spesa del personale?
Semplice, si organizza il lavoro dei dirigenti per turni e si limita la spesa.
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giovedì, aprile 06, 2006

chirurgo operaio, svantaggi

Il chirurgo operaio (turnista) è il peggiore chirurgo che possa capitare.

Il chirurgo operaio (turnista) ha una preparazione parziale, ha una esperienza parziale, offre una prestazione parziale-frammentata, ha una responsabilità discutibile e non completamente chiara.
Il codice deontologico dell'Albo dei medici non si riferisce ai turni ospedalieri ma alla responsabilità intera della terapia intesa nella sua completezza.
La responsabilità medico-legale del chirurgo operaio è una incognita, infatti questo tipo di organizzazione è del tutto recente per cui non si è concretizzata una casistica sufficiente a definire regole generali.
Certamente si ha un risparmio nella gestione della chirurgia, gestione in termini di costi certi per ore lavorate definite.
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mercoledì, aprile 05, 2006

chirurgo operaio, turnista

L'organizzazione per turni, organizzazione tipica degli operai, è magistralmente realizzata per gli anestesisti.

Gli anestesisti ospedalieri sono organizzati per turni.
I turni sono tipici: 8-14, 14-20, 20-8.
Chi deve essere sottoposto ad intervento chirurgico riceve la visita anestesiologica da un anestesista (X), è anestesizzato da un altro anestesista (Y) e se l'intervento chirurgico si protrae oltre il turno (oltre le 14.00) subentra un altro anestesista (Z); nel caso sfortunato che si avesse bisogno di essere ricoverati in Terapia Intensiva-Rianimazione si entra in un altro sistema di turni.
Nel caso di ritorno in reparto, dopo l'intervento, ci sarà un altro anestesista (quello di guardia) per le necessità post-operatorie (W).
In tutta questa girandola di anestesisti è ovvio che non tutti la pensano allo stesso modo e quello che è giusto per uno non è detto che lo sia per gli altri.
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martedì, aprile 04, 2006

scelta Altroconsumo

Finalmente una associazione di consumatori, Altroconsumo , ha scoperto la necessità di saperne di più sugli ospedali.

"L’associazione indipendente di consumatori ha voluto in questo modo iniziare a colmare la mancanza di trasparenza su quale sia il livello di qualità dei servizi ospedalieri: ad oggi infatti non esiste un sistema pubblico che, attraverso criteri condivisi, sia utile al consumatore per confrontare la qualità degli ospedali. "
"Un esempio per tutti: i cittadini non hanno ancora accesso ai tassi di mortalità standardizzati o di infezioni ospedaliere delle singole strutture mediche. "
Prima o poi si accorgeranno dei "chirurghi operai" e dei risultati discutibili che offrono.
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lunedì, aprile 03, 2006

chirurgo operaio e chirurgo professionista

Per la gente comune il chirurgo è una figura unica.

Nella realtà il chirurgo, in particolare quello ospedaliero, può essere di due tipi:
il chirurgo operaio ed il chirurgo professionista.
Tipico chirurgo ospedaliero è il chirurgo operaio.
L'organizzazione aziendale ospedaliera tende a ridurre sempre più il chirurgo ad un operaio.
Il Direttore si ingegna ad organizzare il lavoro del gruppo come ad una catena di montaggio, per turni.
Il turno accoglienza, il turno visita di reparto, il turno reperibilità, il turno ambulatorio, il turno di guardia.
La continuità assistenziale manca del tutto.
Idealmente norme comportamentali, in teoria accettate dai chirurghi, servono a standardizzare le procedure e quindi spersonalizzano la prestazione.
Il cliente-paziente, nel percosrso diagnostico-terapeutico, ha occasione di conoscere più medici-chirurghi assumendo che la prestazione è fornita dalla istituzione pubblica tramite procedure prestabilite ed attuate da chirurghi operai.

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domenica, aprile 02, 2006

URP - Regione Toscana

Il "Decalogo dei diritti e dei doveri".

La Regione Toscana ha stabilito e deliberato il "Decalogo dei diritti e dei doveri" che deve essere consegnato ai clienti-pazienti in occasione della firma del consenso informato: ( http://soalinux.comune.firenze.it/7/cddm/info.htm) Decalogo dei diritti e dei doveri .
Qualcuno ha avuto occasione di leggerlo?
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sabato, aprile 01, 2006

URP - clienti scontenti

Usualmente si legge di controversie (in genere problemi medico-legali) tra medici e clienti-pazienti.

Esistono anche problemi o controversie tra ricoverati e personale di assistenza ma questi non emergono quasi mai.
I comportamenti del personale di assistenza variano dalla semplice educazione civile interpersonale ai rispetti delle norme della privacy.
Esistono documenti ufficiali che servono di riferimento sui diritti-doveri ( Carta dei diritti e dei doveri degli utenti) .
I ricoverati sono in una condizione di assoluta soggezione, specialmente quelli che non hanno la completa autonomia, e a volte l'educazione ed il rispetto risentono del lavoro di routine o di momenti di sovraccarico.
Mi è capitato di ricevere lamentele ma poi non si sono trasformate in lettere di protesta all'ufficio URP.
Durante il ricovero si subisce, si lamentano disservizi o episodi di umiliazione ma, passato il periodo critico, riconquistata la "libertà", si preferisce dimenticare.
Il rinunciare alle proteste, alle segnalazioni, consolida i comportamenti e ufficialmente, mancando documenti che possano affermare il contrario, "tutto va bene" anzi "meglio non potrebbe essere".

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giovedì, marzo 30, 2006

URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico

L'Uffico Relazioni con il Pubblico (URP) è un ufficio poco conosciuto.

L'URP di fatto è l'ufficio che interfaccia la struttura pubblica con il pubblico, è presente in tutti gli ospedali o ASL.
Il cliente-paziente può rivolgersi all'URP per proteste o richiesta di informazioni, l'URP ha l'obbligo di rispondere.
In particolare per le lamentele e le proteste deve rispondere dopo aver sentito i responsabili delle strutture coinvolte nel disservizio (in pratica funziona da ex" ufficio reclami";).
L'URP non è molto valorizzato nè pubblicizzato ma è utilissimo per i clienti-pazienti perchè deve rispettare degli obblighi precisi.
Tutto quello che passa dall'URP rappresenta lo scontento del pubblico e quindi la Direzione Aziendale non può ignorarlo.
Se desiderate che qualcosa cambi nel rapporto con i servizi pubblici sforzatevi di considerare l'URP come il vostro accesso ai dirigenti pubblici, non possono ignorarvi.

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mercoledì, marzo 29, 2006

le bufale, aggiornamento professionale

Questa mattina sono stato ad un convegno sulle reazioni ai farmaci.
Tutto gratis compreso il lunch.

Era affollato, solite autorità, saluti riportati, ripetizione dei soliti riti ufficiali.
Tra il pubblico molti medici pensionati.
Esposizione di teorie, le ultime teorie di moda in attesa delle prossime che sconfessino le precedenti.
Uno dei moderatori accenna alla filosofia, alla vita, ai principi della ricerca, gesticola si agita, sembra una sceneggiata (la coda si apre a ruota, soffre di protagonismo e narcisismo cronico).
Il prossimo relatore, dopo i saluti ed i ringraziamenti ( ringrazia tutti-nessuno escluso), comincia prendendola larga, le diapositive non sono leggibili, parole, parole, parole.
Mi ricordo del libro "Attenti alle bufale", rifletto sui criteri di valutazione riportati dall'autore del libro, riguardo il programma, leggo i nomi dei relatori e mi chiedo:
"ma io che ci faccio qui?
è tempo utile?
mi servono i crediti ECM?
no!!!
posso avere le stesse informazioni su internet?
si!!!
mi rendo conto che posso essere più utile altrove!!
mi rendo conto che posso divertirmi meglio altrove!!!!
Mi sono alzato e me ne sono andato.

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martedì, marzo 28, 2006

intervallo: blog e wiki

I termini da conoscere per continuare sono: blog e wiki.

"Il termine blog è la contrazione dell'originario Weblog (web-log), usato per la prima volta nel 1997.
Identifica un sito Web che contiene articoli brevi (i post) organizzati generalmente in ordine cronologico.
I blog sono nella maggior parte dei casi siti amatoriali dove l'autore (il blogger) inserisce articoli sui temi di sua preferenza (dal diario personale sino alla propaganda politica, passando per molti temi tecnologici) e lascia che siano i visitatori del sito a commentarli facendo nascere nuovi flussi di discussione."

"Un wiki (dall'espressione hawaiana "wiki wiki", che significa rapido, veloce) è invece un sito al cui contenuto possono contribuire tutti i visitatori, registrati o meno a seconda del caso.
Un wiki è generalmente dedicato a un tema che varia dal generico al molto specifico, quindi il 'pubblico' che vi contribuisce è - o dovrebbe essere - costituito da specialisti o appassionati del tema stesso.
L'idea alla base dei wiki è che la comunità è in grado autonomamente di eliminare i contributi inadatti o errati e di far risaltare quelli corretti, il wiki rappresenta il risultato del lavoro di gruppo, il contenuto è scritto a più mani."

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lunedì, marzo 27, 2006

la perla

Molti clienti-pazienti non scelgono il chirurgo, a loro va bene qualsiasi chirurgo di turno.

Su questo principio si basa la scelta dell'azienda ospedale.
Qualsiasi ospedale va bene, qualsiasi chirurgo va bene.
La conseguenza dovrebbe essere che, se in una città ci sono più ospedali e quindi più chirurgie, non dovrebbe esistere una lista di attesa lunga (3-5-7 mesi per operarsi).
Basterebbe sapere dove si aspetta meno, coordinare le chirurgie, e farsi operare dove si aspetta di meno.
Il tutto porterebbe ad un uso razionale delle risorse disponibili e si farebbe aspettare meno la gente che ha necessità di un intervento chirurgico.
Questa mattina ho comunicato ad un cliente-paziente che il suo intervento sarebbe stato fatto ad ottobre 2006 secondo la lista di attesa, sarebbe bastato indirizzare il cliente-paziente ad un altro presidio ospedaliero (altra chirurgia) della stessa azienda e magari avrebbe aspettato solo qualche mese!!
Se una azienda ospedaliera ha più presidi ospedalieri, quindi più chirurgie, basterebbe avere una sola lista di attesa aziendale, coordinare le chirurgie e distribuire il lavoro di elezione (lista di attesa) alle varie chirurgie, infondo tutti i chirurghi sono uguali!!!!!!
Perchè non viene fatto?

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sabato, marzo 25, 2006

essere ed apparire

Tutti sappiamo che il personale infermieristico scarseggia.

In particolare gli infermieri professionali sono ridotti e nei reparti di chirurgia il turno di infermieri è ristrutturato, nel senso che da due infermieri professionali per turno vengono sostituiti da 1 infermiere professionale e 1 infermiere o.s.s. (ex infermieri generici).
Il turno di infermieri è rinforzato da 1 infermiere professionale la mattina ed 1 infermiere professionale il pomeriggio.
Il tutto con un evidente ridimensionamento dell'assistenza.

E' attivato un nuovo servizio all'utenza, il servizio di accoglienza del reparto, e cosa si sceglie di fare ?
Si toglie 1 infermiere professionale dal reparto chiedendo, per piacere, di sostituirlo con 1 infermiere o.s.s.!

"Poiché questo servizio distaccherà una diplomata dal reparto per 4 giorni a settimana chiedo che in questi quattro giorni possa essere reintegrata la mattina con un infermiere OSS; mi sembra che sia una richiesta onesta ed equilibrata e che la responsabile del servizio infermieristico dovrebbe soddisfare per non creare dei momenti di difficoltà da un progetto ideato invece per migliorare complessivamente l’offerta assistenziale"

"PERSONALE:
- 2 infermieri professionali dedicati (se facenti parte dell’organico infermieristico della U.O. di chirurgia sono da sostituire in reparto almeno con 1 OSS)
- 1 medico (a rotazione tra 4 componenti dell’equipe chirurgica)
- 1 amministrativo (per la gestione complessiva dell’attività di reparto)."

...il tutto per un servizio essenziamente burocratico!

"Progetto accoglienza della U.O. di Chirurgia"

"Obiettivo specifico nell’ambito del ri-orientamento dei servizi sanitari ospedalieri è anche quello di individuare ed ottimizzare il percorso assistenziale di tutti i possibili utenti, a partire dal loro ingresso in ospedale.
Questo progetto prevede la diffusione di messaggi che favoriscano la promozione della salute e del confort dei pz. all’interno dell’ospedale, anche tramite materiale informativo."

Avremo una accoglienza ottimizzata per i clienti-pazienti a scapito di una riduzione della qualità professionale dell'assistenza in reparto!

A quanto sembra è più importante apparire che essere!

In chirurgia?!

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venerdì, marzo 24, 2006

riassumendo

Riassumendo è utile leggere....

anzi è indispensabile aver letto:

Salvo complicazioni (http://www.fusiorari.it/gawande.htm)

Attenti alle bufale (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html)

Cosa sognano i pesci rossi (http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880454533.html;jsessionid=B48A135726E66985F694131C7ED1727F)

per non interpretare come fatti personali quello che scrivo sul blog chirurgia.

Se vogliamo scegliere con consapevolezza, se vogliamo capire quello che ci offre l'istituzione pubblica b

mercoledì, marzo 22, 2006

acquario

Acquario, dove vivono i pesci rossi.

Cosa sognano i pesci rossi (http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880454533.html;jsessionid=B48A135726E66985F694131C7ED1727F).

Altro link: intervista all'autore di "Cosa sognano i pesci rossi" (http://www.bol.it/libri/ms?id=001779).

.....continua....

domenica, marzo 19, 2006

bufale e venditori di fumo 5

Precisazioni indispensabili.

Quando si scrive di "esperienza" del chirurgo si intende la sua esperienza professionale di sala operatoria: quanti interventi chirurgici ha fatto come primo operatore, quanti e quali tipi di interventi chirurgici ha fatto, quali e quante complicazioni ha avuto con i suoi interventi chirurgici.
Le informazioni citate non sono disponibili, nessun chirurgo e nessuna struttura sanitaria fornisce queste informazioni che pure sono essenziali, fondamentali, necessarie per valutare ed essere in condizioni di scegliere essendo informati e, quindi, potendo fare una scelta oculata nell'interesse della propria salute.
Non tutti i chirurghi hanno esperienza di sala operatoria, meglio non tutti i chirurghi operano.
Anche i documenti ufficiali a volte sono falsi, può capitare che sul referto di sala operatoria sia indicato il nome di un chirurgo ed invece l'intervento è stato fatto da un altro chirurgo.
L'età anagrafica, gli anni di presenza in chirurgia possono indirizzare verso una indicazione o l'altra; certamente, se nello stesso gruppo chirurgico coesistono più fasce di età, quello più anziano ha più esperienza professionale e quindi più affidabile indipendentemente dal ruolo o compito affidatogli dal Direttore della Struttura Complessa.
E' da ricordare che le persone di fiducia del Direttore lo sono per fedeltà, amicizia o conoscenza non per professionalità.
Attualmente è in vigore il principio della "persona giusta nel posto giusto" e non del "migliore nel posto giusto" e le conseguenze di questi parametri di scelta le paghiamo tutti.

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venerdì, marzo 17, 2006

bufale e venditori di fumo 4

Per non perdere il filo.
Il primo valore in assoluto per un chirurgo è l' "Esperienza".
Il secondo valore è la conoscenza della "Letteratura", in pratica l'aggiornamento continuo.

Leggendo il libro (http://www.fusiorari.it/gawande.htm) "Salvo complicazioni" (Appunti di un chirurgo americano su una scienza imperfetta) è possibile farsi una idea sulla formazione del chirurgo e su che cosa è la chirurgia.
Il libro narra dell'ambiente chirurgico degli USA ma ci sono molte similitudini e la verità di base è comune.
Fondamentalmente quando parlate con un chirurgo è possibile sentirsi dire "secondo la mia esperienza" oppure la "Letteratura dice che" o anche "tutti fanno così, tutti dicono di fare così".
In genere il chirurgo esperto cita la propria esperienza e indica la letteratura a conforto della sua tesi (se è aggiornato), mentre il chirurgo meno esperto cita prima cosa dice la letteratura giustificando la sua scelta in funzione della letteratura.
La differenza è di sostanza e fondamentale anche perchè bisogna saper leggere e saper valutare la Letteratura così come sostiene e descrive "Attenti alle bufale" (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html) .
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giovedì, marzo 16, 2006

bufale e venditori di fumo 3

La conseguenza più immediata è che tutti i chirurghi sono differenti, conservano una parziale omogeneità quelli che provengono dallo stesso ambiente chirurgico.

Dopo il parametro "esperienza" consideriamo il parametro "Letteratura".
Se leggiamo il libro "Attenti alle bufale" , di cui possiamo leggere una recensione del Sole 24 ore (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html), 2005, ci rendiamo conto che il campo è minato.
Limitiamo il campo ai chirurghi, stando a quello che si può leggere in "Attenti alle bufale" , si può affermare che la "Letteratura" è inquinata.
Il principale nemico del paziente è il "conflitto di interesse".
L'industria è altamente meritevole per i progressi attuali ma spesso spinge oltre quello che potrebbe essere il sostenibile.
Molte procedure e tecniche chirurgiche sono sponsorizzate, molte scelte sono condizionate dal risparmio.

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mercoledì, marzo 15, 2006

bufale e venditori di fumo 2

L'esperienza la si costruisce giorno per giorno, la casistica si acquisisce quotidianamente, più è varia la casistica maggiore è l'esperienza, il tutto ha tempi di calendario e non può essere compresso nè accellerato.
Per quanto riguarda il chirurgo è ovvio che se si lavora in un ospedale di periferia l'acquisizione dell'esperienza è limitata alla casistica che affluisce a quel tipo di ospedale.
La conseguenza è che esiste una differenza tra chirurghi per il percorso professionale, chi ha lavorato in ospedali maggiori ha una esperienza maggiore e più diversificata rispetto a quelli che hanno maturato la propria esperienza nell'ospedale di periferia e maggiormente se è stato sempre nello stesso ospedale.
Sono tutti elementi che "fanno" il chirurgo.
Il tempo più importante è la fase di formazione, dove si ha l' "inprinting" e che condizionerà i tempi successivi.
Nella fase di formazione il "maestro" rappresenta la figura cardine della professionalità.
Conoscendo l'ambiente di provenienza del chirurgo si può avere una idea della formazione fatta e dell'esperienza acquisita.

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martedì, marzo 14, 2006

bufale e venditori di fumo

La malattia è vissuta in modo differente a seconda che si sia pazienti o medici.
Il paziente vive la malattia fondamentalmente con l' "emozione".
Il medico affronta la malattia fondamentalmente con il "raziocinio".

Da questa fondamentale differenza nascono aspettative e delusioni a volte sconcertanti.
I media presentano tutto ciò che è medicina come scienza e il pubblico ha fiducia nella scienza.
Una verità concreta è che la medicina non è una scienza!
La medicina, in particolare la chirurgia, ha basi scientifiche che con il tempo possono variare in funzione del progresso della conoscenza.
Quello che conosciamo è una minima parte della realtà e si procede per ipotesi e probabilità.
La chirurgia è artigianato nobile che ha come base l'esperienza e quindi il primo valore tra i medici è l'esperienza!
Il secondo valore è la conoscenza dei risultati dell'esperienza degli altri, i risultati dell'esperienza degli altri medici sono documentati nella "Letteratura".
La "Letteratura" , faro che illumina l'ignoranza e guida gli incerti, è quell'insieme di articoli più o meno scientifici che descrivono le esperienze degli altri medici, in altre parole un medico comunica i risultati della propria esperienza agli altri medici scrivendo un articolo che viene pubblicato su una rivista, la rivista fa da tramite tra i medici.
I congressi sono un momento di incontro tra i medici che puntualizzano i risultati di esperienze su determinate malattie.

.....continua......

lunedì, marzo 13, 2006

bufale

Il blog chirurgia tratta di argomenti che non troverete in nessun altro sito.
E' l'altra faccia della medaglia della chirurgia.
Usualmente potete leggere di tutto sulla chirurgia e sui chirurghi ma non sull'ambiente della chirurgia e sui chirurghi visti come dietro le quinte.
Ogni tanto è pubblicato qualche libro critico ma non ha fortuna di vendite, anche perchè manca la giusta pubblicità.
Un libro importante, scritto da un medico, focalizza l'attenzione sulle "bufale" che circolano nell'ambiente medico-chirurgico.
L'autore è
Tom Jefferson,
il titolo è
"Attenti alle bufale",
la casa editrice è
"Il Pensiero Scientifico Editore", 2005,
il sottotitolo è
"Come usare la evidence-based medicine per difendersi dai cattivi maestri".
Il libro è destinato ai medici ma il pubblico può apprendere cose che diversamente non saprebbe mai e che servono a riconoscere (se si vuole) i venditori di fumo.
Il libro ha anche un sito internet, che può essere visitato liberamente, per avere una idea degli argomenti che tratta:
attenti alle bufale.

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domenica, marzo 12, 2006

garza in addome 4

La garza in addome è una evenienza che si conosce solo quando è riportata dai giornali.

I media riportano l'evento solo dopo la denuncia di un parente alla autorità giudiziaria.
Esistono casi non denunciati?
Possono esistere casi non conosciuti dai clienti?
Potrebbe succedere che qualche intervento, fatto per rimuovere la garza, venga giustificato con altri motivi?
Tutti gli interventi fatti per rimuovere una garza sono segnalati?
Sicuramente esiste l'obbligo di referto per il chirurgo che estrae una garza dal corpo umano, e dopo?
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sabato, marzo 11, 2006

garza in addome 3

L'errore in chirurgia è parte dell'attività.
Si asserisce che "chi non lava i piatti non li rompe", è così anche in chirurgia.

E' possibile graduare la colpevolezza?
Il chirurgo che dimentica la garza in pancia è colpevole.
Il chirurgo che rimedia al suo errore fa il suo dovere.
Il chirurgo che si accorge di avere dimenticato una garza in pancia e non fa niente, il "Direttore" che si accorge dell'errore del collaboratore e non fa niente anzi dispone per non fare niente?
Quale valutazione bisogna fare di queste due professionisti?
Chi è più colpevole?
Perchè il cliente capitato per sbaglio deve pagare due volte?
Ci possiamo difendere da questi tipi di professionisti?
Quale può essere il motivo che giustifica questi comportamenti specifici?
A vantaggio di chi-che cosa?
L'etica?
La morale?
La deontologia?
Leggi e regolamenti?
Ippocrate?
Esiste una giustificazione o un alibi?

....continua......

giovedì, marzo 09, 2006

garza in addome 2

L'errore umano in chirurgia è possibile, inevitabile.
Esiste una percentuale di frequenza dell'errore non azzerabile.

Nessun chirurgo è esente da errori.
Quando ci si accorge dell'errore bisogna provvedere a rimediare o, quanto meno, a limitare i danni.
Si rimedia quando è possibile rimediare.
Quando è possibile rimediare e non si rimedia come si chiama questo atto?
Quando il chirurgo si accorge di avere dimanticato una garza in addome e non fa niente, anzi spera che tutto passi inosservato?
Che valutazione bisogna fare di questo chirurgo?
Quali valori sono rinnegati?
Se a decidere l'inerzia è un "Direttore", che si accorge dell'errore del chirurgo collaboratore, e fa di tutto perchè la cosa passi sotto silenzio e ci riesce?
Le complicità che si materializzano sono insospettabili.
Le valutazioni sono devastanti e rendono l'idea del potere delle conserterie.
Ma lancillotto?

.....continua......

martedì, marzo 07, 2006

garza in addome

Un classico nell'aneddotica sui chirurghi è la garza lasciata in addome (pancia).
Dimenticare una garza in pancia è un errore umano possibile.

Per quanto si possano aumentare i controlli, purtroppo, può succedere la classica dimenticanza:
la garza in addome.
L'errore umano è insito nell'attività chirurgica.
Può succedere di dimenticare una garza in pancia.
Sembra assurdo ma succede nelle migliori famiglie.
Il cliente-paziente è dimesso, successivamente rientra in ospedale per dolori e facendo la radiografia si scopre un'ombra che è riferibile alla garza.
Il comportamento da adottare è quello di rimuovere il corpo estraneo (la garza) giustificando il reintervento con qualche scusa.
Il segreto resta anche se bisognerebbe denunciarlo.
Questo è quello che fa la maggioranza dei chirurghi, ma......

....continua.....

lunedì, marzo 06, 2006

la dritta 3

Tra tutti i momenti rischiosi sicuramente quello della sera (19.30-20.30) e quello della notte (dalle 23.00 alle 8.30) sono i peggiori!

Il turno comincia alle 20.00.
Chi inizia il turno ha già cenato? Se ha cenato lo avrà fatto alle 19.00, con crisi familiare oppure ha cenato da solo.
Chi non ha cenato aspetta la mezzanotte.
La tradizione vuole che alle 24.00, in ospedale, si cena.
A volte alle 23.00, altre volte alle 1.00, dipende dalle attività.
Non è raro "sentire" odore di pizza o di buona cucina girando nei reparti o nei corridori dell'ospedale.
La Rianimazione non fa eccezione.
Ogni chiamata che avvenga in questi frangenti "rompe".
Si rimanda a dopo.
Tutte le attività (tranne le emergenze) subiscono un rallentamento, entrano in attesa.
Provare per credere!

.....continua.....

sabato, marzo 04, 2006

la dritta 2

Quali sono i momenti più pericolosi in ospedale?

Dalle 6.30 alle 7.30
dalle 12.30 alle 13.30
dalle 19.30 alle 20.30

sono gli orari dei cambi dei turni.
Quelli che devono smontare sono già mentalmente fuori mezz'ora prima della scadenza del turno.
Quelli che devono montare ancora devono ambientarsi all'inizio del turno e ci vuole almeno mezz'ora per immedesimarsi nel lavoro.
Questo significa che, istintivamente, tutto si rallenta all'avvicinarsi della fine del turno e lentamente inizia il lavoro del nuovo turno.
La conclusione è che, conoscendo questi momenti critici, è consigliabile evitare di ricoverarsi in questi orari.
La notte è il periodo più pericoloso, tutto viene giudicato come "ma non si può rinviare a domani mattina?"
Il tutto vale sia per gli infermieri che per i medici che lavorano per turni.

....continua.....

venerdì, marzo 03, 2006

la "dritta"

Nel caso vi trovaste nella situazione del "chirurgo di guardia 2" il consiglio è quello di prendere tempo e chiedere di trasfervi nell'ospedale più grande e centrale.
L'ospedale che ha il chirurgo operatore reperibile non è dei più desiderabili, potenzialmente non c'è responsabilità diretta ma per interposta persona.
Alla fine si lavora meccanicamente come ad una catena di montaggio.
Il chirurgo operatore deve essere quello che vi visita per la prima volta e decidete insieme cosa è meglio fare, il consenso informato deve essere fatto con il chirurgo operatore, non deve essere un atto burocratico.
Non c'è niente di peggio di quando più chirurghi hanno pareri differenti e non c'è una responsabilità diretta.
Qualcuno potrebbe dire "il parere di più chirurghi vale come secondo parere" ma non è vero, il "secondo parere" è valido se siete Voi a scegliere l'altro chirurgo!

.....continua....

giovedì, marzo 02, 2006

il chirurgo di guardia 2

La scena più ridicola.
"Signora si deve operare"
"Dottore mi opera lei?"
"No, sarà un altro chirurgo ad operarla"!

Arriva il chirurgo reperibile.
"Signora, non è necessario operarla subito, sarà visitata più tardi e si vedrà!"
"Dottore perchè non mi opera subito?"
"Non sono convinto che l'intervento sia necessario "
"ma l'altro dottore mi ha detto che devo essere operata!"

???????????

......continua..........

mercoledì, marzo 01, 2006

il chirurgo di guardia

Il chirurgo di guardia in ospedale è il professionista chirurgo più variabile che si possa incontrare in caso di urgenza.

Il destino (se di destino si può parlare) del cliente, che per necessità improvvisa, è ricoverato d'urgenza in ospedale è condizionato (determinato) dal primo medico (chirurgo nel caso di urgenza chirurgica) che incontra in ospedale.
In caso di diagnosi certa, che senza dubbio necessita di intervento chirurgico d'urgenza, dipende dal chirurgo di guardia se condivide o meno la necessità dell'intervento d'urgenza.
Esiste il chirurgo "conservatore" (aspettiamo, proviamo prima la terapia medica), il chirurgo "aggressivo" (subito in sala operatoria, presto), il chirurgo "riflessivo" (scegliamo quando è il momento più adatto per l'intervento, compensiamo prima e poi operiamo).
C'è anche il chirurgo di guardia che non è quello che deve decidere se operare oppure no, deve decidere se chiamare il chirurgo reperibile.
E' tipico degli ospedali piccoli, decentrati, avere di guardia un chirurgo che non opera ma deve chiamare il chirurgo reperibile.

.....continua.....

lunedì, febbraio 27, 2006

il chirurgo, tendenza attuale 2

L'attuale tendenza nel differenziare la figura del chirurgo non risparmia la funzione del "chirurgo di guardia".
Non in tutti gli ospedali ma in alcuni (dove il Direttore è più protagonista "pro domo sua";), il chirurgo di guardia è una figura del tutto secondaria.

Abitualmente, secondo leggi e regolamenti oltre che secondo contratto di lavoro e deontologia medica, il chirurgo di guardia è il protagonista, il primo operatore per le emergenze-urgenze che dovessero presentarsi in ospedale sia provenedo dall'esterno che dall'interno.

Nel concetto distorto il chirurgo di guardia è quello che serve per il disbrigo delle faccende secondarie, es.:
- la prima visita al DEA e poi chiamare il chirurgo reperibile
- fare la medicazione richiesta da qualche reparto di medicina
- tamponare una urgenza in attesa del chirurgo reperibile che decide se operare oppure no
etc....
di fatto è una figura sussidiaria professionalmente declassata.

Qualcuno potrebbe dire che viene fatto a turno da tutti i chirurghi del gruppo ma allora quale è il vantaggio?

Come mai non c'è un comportamento univoco in tutti gli ospedali?

Quale è il vantaggio per i clienti?

Perchè creare contrasti in un ambiente già di suo ad alto rischio?

Il problema più grave è quello che si presenta quando ci sono opinioni differenti tra il chirurgo di guardia ed il chirurgo reperibile (vedi fare o no un intervento di urgenza) !!

ma lancillotto?

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domenica, febbraio 26, 2006

il chirurgo, tendenza attuale

L'attuale tendenza è quella di selezionare, all'interno del gruppo di chirurghi, quelli che operano e quelli che fanno assistenza.

Il Direttore, agendo sull'organizzazione dei servizi e gestendo la lista operatoria, condiziona la formazione e la fortuna dei propri collaboratori chirurghi.
Di fatto la presenza in sala operatoria è più frequente per alcuni (come primo operatore, come chirurgo operatore) che per altri.
Il risultato di queste scelte è la differenziazione tra i chirurghi ma, sopratutto, il diverso destino di ognuno.
La fiducia del Direttore è l'elemento discriminante (la fiducia è del tutto soggettiva e molto spesso viene strumentalizzata per fini propri) che vanifica tutto quello che può essere previsto da Leggi, Regolamenti, Ordinamenti Interni, Contratto di Lavoro e Codice Deontologico (Ordine dei Medici).
La conseguenza di questa tendenza (non codificata ma personalizzata) è che esiste una facciata e dietro tutt'altro.
L'immagine che si ricava è del tutto differente rispetto alla realtà.
I vantaggi del cliente?
Nessuno. Non esistono!
Tutti i vantaggi sono "ad personam" (i chirurghi privilegiati), peggio per chi ci capita!

....continua....

venerdì, febbraio 24, 2006

il chirurgo

Il chirurgo è una personalità complessa.
Il chirurgo, per il tipo di lavoro e per il tipo di concorrenza, è costretto a comportamenti vicini a quelli del pescatore e del cacciatore.

Ovviamente in generale, con le dovute eccezioni.
Ogni cacciatore è il meglio.
Ogni cacciatore, quando ritorna dalla caccia, ha ucciso più degli altri (a volte comprando la selvaggina).
Il pescatore pesca sempre più degli altri, i suoi pesci sono sempre più grandi di quelli degli altri.
Nei racconti agli amici, sia il cacciatore che il pescatore, hanno ucciso più animali degli altri, hanno pescato più pesci degli altri.
Il chirurgo, nei racconti agli amici, a volte ai clienti, ha fatto 100 colecisti, 50 colon, 200 ernie, 50 tumori di stomaco, etc... etc.....
Non bisogna riflettere perchè altrimenti non si riesce a capire come ha potuto avere tanta casistica stante l'alto numero di chirurghi e la relativa concorrenza.
Tra chirurghi si confronta il contenuto del carniere ma è difficile verificare la verità.
Un indizio c'è: la diffidenza tra chirurghi è sintomatica.
Io preferisco sempre vedere come vengono utilizzate le mani in sala operatoria, è il momento della verità!

....continua.....

mercoledì, febbraio 22, 2006

avvertenze 2

Si potrebbe fare una similitudine, con le dovute differenze, con la propria automobile.
L' "uomo" è un mondo complesso che esula dalla semplificazione ma è necessario avere una idea approssimativa per poter capire.

Quando è necessario fare una riparazione alla propria automobile ci si rivolge:
-in caso di urgenza, all'officina più vicina
-all'officina di fiducia, il meccanico di fiducia
-alla filiale della propria marca
-alla concessionaria della propria marca
-all'officina autorizzata della propria marca
-al meccanico dell'amico
-al meccanico amico.

Anche quando ci si rivolge alla filiale o alla concessionaria si cerca sempre un riferimento sicuro, una conoscenza interna (diretta o indiretta, amico degli amici) che possa garantirci (rassicurarci) sulla prestazione.

Per assurdo succede uguale anche quando abbiamo un problema chirurgico, in fondo si tratta di aggiustare il corpo.
Il corpo può essere assimilato ad una automobile?

.....continua.....

martedì, febbraio 21, 2006

avvertenze

Leggendo quanto scritto si potrebbe equivocare ed interpretare in modo distorto lo scopo degli scritti.
Tutto quello che leggete è frutto della propria esperienza.

Lo scopo principale è quello di fornire informazioni che non sono reperibili altrove.
Di sprovveduti ce ne sono quanti si vuole, più informazioni significa ridurre le scelte avventate ma sopratutto rendere più consapevoli.
In genere si dice che "ognuno è causa dei propri mali e quindi pianga sè stesso".
Più informazioni si hanno e meglio si può scegliere, quanto meno per ridurre i danni.
La "fiducia" è la base del rapporto medico-paziente, anzi costituisce il 50% (?) dell'efficacia della terapia.
Meglio ancora è la "fiducia consapevole" !

.....continua....

lunedì, febbraio 20, 2006

la migliore organizzazione 3

Ciascuno di noi preferisce avere un solo riferimento come chirurgo, un solo responsabile.
Stante l'attuale organizzazione è un lusso avere un unico chirurgo responsabile personale, con eccezione per gli amici e conoscenti.

Gli amici e conoscenti sanno a chi rivolgersi e non si rivolgono alla struttura ma al professionista indipendentemente dalla struttura.
E' la procedura più naturale, "biologica", è la procedura più vicina alla natura umana ma anche quella più garantista dei risultati.
Attualmente è possibile usufruire di questo trattamento solo a pagamento oppure per amicizia/conoscenza.
Tutti quelli che dirigono la struttura ospedaliera al momento del bisogno non utilizzano l'organizzazione che dirigono ma si rivolgono al "professionista", non è sintomatico e significativo?
Cittadini di serie "A", di serie "B" e di serie "C"?

......continua......

sabato, febbraio 18, 2006

la migliore organizzazione 2

La dimissione del cliente deve essere tempestiva per permettere ad altri di essere operati, il letto ospedaliero deve essere utilizzato più possibile per più clienti possibili (risparmiare).

La dimissione è stabilita dal chirurgo di turno alla visita di reparto, in genere non è lo stesso che ha eseguito l'intervento chirurgico.
Il cliente è dimesso con la sua cartellina cartacea con le prescrizioni, le medicine deve ritirarle presso la farmacia dell'ospedale (risparmiare).
La visita di controllo dopo dimissione sarà fatta presso l'ambulatorio di chirurgia dal chirurgo di turno, non sarà lo stesso chirurgo che ha eseguito l'intervento chirurgico, non sarà il chirurgo che ha deciso la dimissione.
Da quanto scritto si può leggere che per un intervento chirurgico decidono più chirurghi durante il percorso, quindi la responsabilità da personale di un chirurgo diventa condivisa da più chirurghi: questa è l'attuale organizzazione ospedaliera (risparmiare).
Quando c'è un problema medico-legale, inerente l'intervento chirurgico, solo il chirurgo operatore è indagato, la legge riconosce 1 solo responsabile: il chirurgo operatore (anche se non è stato lui a controllare il decorso post-operatorio, non è stato lui a trattare l'eventuale complicazione post-operatoria, non è stato lui a decidere la dimissione, non è stato lui a controllare nel decorso dopo dimissione).
La responsabilità è personale, almeno finchè non verrà cambiata la legge.
In libera professione (a pagamento), intra-moenia oppure in extra-moenia, è 1 solo chirurgo che segue il cliente dalla diagnosi, all'intervento chirurgico, al decorso post-operatorio, al trattamento dell'eventuale complicazione, alla dimissione, al decorso dopo dimissione, tutto in linea con l'attuale legge sulla responsabilità personale.
C'è da chiedersi: quale è meglio per il cliente?

........continua.......

venerdì, febbraio 17, 2006

la migliore organizzazione

Il cliente che deve operarsi, nel suo percorso, viene interrogato 1° dal chirurgo, successivamente dall'anestesista ed dall'infermiere.
Al momento del ricovero viene interrogato ancora dal chirurgo e dall'infermiere (accoglienza).

Il cartaceo comprende la cartella clinica (medico-chirurgica) che racchiude la cartella infermieristica e la cartella anestesiologica.
E' come un lavoro a catena, molto simile alla catena di montaggio (a proposito i metalmeccanici hanno dimostrato che la catena di montaggio non è la migliore organizzazione per il lavoro).
Il chirurgo che ha visto il cliente in ambulatorio (per ora è ancora così ma per il fututo?) sarà lo stesso ad operarlo (dopo una attesa di circa 3 mesi per la patologia benigna).
La visita in reparto sarà fatta a turno per cui ogni giorno cambia il medico (la continuità assistenziale manca).
La visita, per 24 clienti ricoverati, dura 2.30 ore (dalle 9.00 alle 11.30), 10 minuti per ogni cliente.
Di questi 10 minuti, 8 servono per la burocrazia:
-riempire i moduli per ciascun cliente
-copiare la terapia (sì, la terapia viente copiata ogni mattina su un modulo nuovo), per ciascun cliente
-aggiornare il diario (del tipo: il paziente sta bene, etc. etc.) per ciascun cliente.
La visita della mattina è fatta da un medico, il pomeriggio da un medico differente, e così via.....

......continua......

giovedì, febbraio 16, 2006

la migliore organizzazione possibile 2

L'attuale organizzazione della chirurgia ha come priorità il risparmio.
Si risparmia organizzando il lavoro per turni.

Ogni giorno sono programmati i reperibili (2-24 ore), quelli di guardia (giorno/notte), quelli per gli ambulatori esterni, gli interventi con il chirurgo corrispondente, gli altri (in tutto 13) devono telefonare ogni sera per sapere se il giorno dopo sono impegnati in qualche cosa.
In pratica ogni mattina cambia il chirurgo che fa la visita in reparto (mancanza assoluta di continuità assistenziale).
Le notizie ai parenti sono date sempre da chirurghi differenti (a turno), con difformità di indicazioni.
Il lunedì si dice che "bisogna essere sempre presenti", il martedì si dice che "bisogna essere presenti solo se si ha un compito".
Il contratto di lavoro richiede, per i dirigenti medici chirurghi, un orario minimo di lavoro settimanale (38 ore settimanali) ed un massimo di 150 ore annuali di straordinario (le ore fatte in più devono essere recuperate, non sono pagate) ma dice anche che i dirigenti medici chirurghi lavorano per obiettivi indipendentemente dalle ore che servono per raggiungere gli obiettivi.
Morale: "la botte piena e la moglie ubriaca".
I bisogni dei clienti?
La continuità assistenziale?
La responsabilizzazione personale?
Lancillotto?
Con i doveri istituzionali si completano le ore di servizio pagate ed il resto gratis!

......continua......

lunedì, febbraio 13, 2006

la migliore organizzazione possibile

L'organizzazione attuale risponde a determinati obiettivi.
E' la migliore possibile.
Non considera la necessità del cliente ma il risparmio.

Il chirurgo di guardia ha compiti multipli:
-fare la visita in reparto
-fare accoglienza per i pazienti che devono operarsi il giorno dopo
-fare l'ambulatorio per i pazienti post-operati
-rispondere alle esigenze del PS
-rispondere alle esigenze dei reparti dell'ospedale
il tutto nello stesso turno di guardia!
Il chirurgo di guardia non opera, in caso di intervento chirurgico chiama il chirurgo reperibile.
Ma chi decide se operare oppure no?
Il chirurgo reperibile decide se operare oppure no, qualche volta in contrasto con il parere del chirurgo di guardia.
Tutto il reparto di chirurgia si avvale di due chirurghi reperibili ed un chirurgo di guardia (i reperibili 24 ore- la guardia di 12 ore)
E' la migliore organizzazione per il risparmio!

.....continua.....


domenica, febbraio 12, 2006

conflittualità tra chirurghi 2

Tipico episodio di conflittualità è quando un chirurgo riopera, per complicazione, un paziente operato il giorno prima da un altro chirurgo senza avvertire il chirurgo operatore precedente.

In tal caso vengono violate tutte le regole.
Il buon senso, perchè il primo chirurgo sa quello che ha fatto e quello che può essere successo.
La deontologia medica, (regolamento dell'Ordine dei medici) che regola i comportamenti tra medici.
L'interesse del paziente, perchè il reintervento potrebbe essere non necessario.
Un atto del genere dimostra disprezzo del collega, arroganza professionale, mancanza assoluta del buon senso.
Vantaggi? nessuno!
Svantaggi? discredito dell'ambiente, dimostrazione di conflittualità, innesco di meccanismi inconsci di risentimenti, diffidenza tra colleghi quindi ambiente ad alto rischio per i pazienti-clienti e potenziali beghe legali.

....continua.....