Il paragone attuale prevede che il chirurgo si comporti come il pilota di aereo: il pilota segue procedure codificate ed il chirurgo deve seguire procedure codificate.
Stiamo (noi chirurghi) imparando a comportarci come i piloti di aereo; i clienti scelgono la compagnia aerea per il viaggio (in genere si sceglie l'orario ed il giorno di partenza in funzione dell'arrivo indipendentemente dalla compagnia) non i piloti.
Nello stesso modo i clienti del Servizio Sanitario Nazionale scelgono l'Ospedale (o così dovrebbero fare) non il chirurgo.
Purtroppo i piloti escono da una scuola che garantisce omogeneità di qualità di pilotaggio per ogni singolo modello di aereo mentre non è così per i chirurghi, ogni chirurgo è differente dall'altro!
In corso di cambiamenti si apprende che è meglio organizzare e lavorare come in una fabbrica di automobili.
Ospedale=fabbrica di automobili.
L'idea proviene dagli USA, da Seattle "Toyota Assembly Line Inspires Improvements at Hospital" .
Il caso è ripreso dal Corriere della sera del 6.03.06, "L'ospedale modello? Come una fabbrica" .
Il risultato principale di questa ultima equazione è il risparmio per cui conosciamo quale sarà il nostro futuro!
Quanto costerà l'adeguamento? Per ora "io speriamo che me la cavo" !
.....continua....
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martedì, maggio 16, 2006
sabato, maggio 13, 2006
tutti in sala operatoria
"Tutti in sala operatoria " è il titolo dell'articolo di "la Repubblica" del 5.03.06, cronaca di Firenze, che quasi segue la vicenda di il superchirurgo non ci fa operare del 18.02.06 sempre in cronaca di Firenze di "la Repubblica".
E' la vicenda della Cardiochirurgia di Firenze dove si manifestano episodi di mobbing con esclusione di chirurghi dalla sala operatoria.
E la chirurgia generale?
Succedono le stesse cose in chirurgia generale, chirurghi sono esclusi dalla attività di routine della sala operatoria, è sempre il "Direttore" che determina queste situazioni!
E' il "Direttore" che assegna gli interventi chirurgici, ufficialmente in funzione della capacità degli altri chirurghi ma di fatto in funzione di precise preferenze personali soggettive.
Se i Direttori Generali degli ospedali volessero veramente verificare l'attività dei chirurghi, e quindi riflettere sulle liste di attesa, potrebbero semplicemente ricavare dai registri di sala operatoria i dati occorrenti e cioè:
per ogni chirurgo conteggiare quanti interventi chirurgici fa di urgenza e di elezione (cioè programmati), elencati per tipo.
Dai registri di sala operatoria si possono ricavare dati precisi e, di conseguenza, verificare a chi vengono assegnati gli interventi chirurgici dai Direttori delle Chirurgie.
Se si cominciasse a pubblicare questo tipo di dati molto cambierebbe nell'ambiente chirurgico.
L'interesse del paziente sarebbe maggiormente tutelato a costo "zero".
....continua.....
E' la vicenda della Cardiochirurgia di Firenze dove si manifestano episodi di mobbing con esclusione di chirurghi dalla sala operatoria.
E la chirurgia generale?
Succedono le stesse cose in chirurgia generale, chirurghi sono esclusi dalla attività di routine della sala operatoria, è sempre il "Direttore" che determina queste situazioni!
E' il "Direttore" che assegna gli interventi chirurgici, ufficialmente in funzione della capacità degli altri chirurghi ma di fatto in funzione di precise preferenze personali soggettive.
Se i Direttori Generali degli ospedali volessero veramente verificare l'attività dei chirurghi, e quindi riflettere sulle liste di attesa, potrebbero semplicemente ricavare dai registri di sala operatoria i dati occorrenti e cioè:
per ogni chirurgo conteggiare quanti interventi chirurgici fa di urgenza e di elezione (cioè programmati), elencati per tipo.
Dai registri di sala operatoria si possono ricavare dati precisi e, di conseguenza, verificare a chi vengono assegnati gli interventi chirurgici dai Direttori delle Chirurgie.
Se si cominciasse a pubblicare questo tipo di dati molto cambierebbe nell'ambiente chirurgico.
L'interesse del paziente sarebbe maggiormente tutelato a costo "zero".
....continua.....
venerdì, maggio 12, 2006
il modulo dell'urgenza
Per fare un intervento chirurgico di urgenza o di emergenza è necessario riempire un modulo!
Quando il chirurgo decide di fare un intervento chirurgico di emergenza o di urgenza deve compilare un modulo di richiesta e consegnarlo al comparto operatorio nelle mani del o della responsabile presente al momento.
Il modulo deve essere sempre compilato e non viene attivata la sala operatoria se il modulo non è completo e consegnato.
Notate che (come si può leggere nel modulo) il chirurgo "propone" l'intervento chirurgico che un infermiere e l'anestesista devono "convalidare" (se non convalidassero? ).
La presentazione del modulo compilato vale anche per le emergenze (mi sono sempre sentito chiedere anche per le emergenze "...dottore ha presentato il foglio? dove è il foglio?")
Quando contatto l'anestesista per l'emergenza-urgenza la prima domanda è: "hai consegnato il foglio alle sale?".
Quando contatto le sale la prima domanda è: "ha presentato il foglio? a parlato con l'anestesista?
Nel modulo si segna la data e l'ora della consegna del modulo, questo particolare è molto importante perchè documenta l'eventuale ritardo del trattamento chirurgico e quindi la delimitazione della responsabilità del chirurgo e dell'organizzazione aziendale (attivazione della sala operatoria ed orario di inizio dell'intervento chirurgico).
Da notare la finezza della "convalida" della "richiesta scritta" da parte dell'infermiere e dell'anestesista (cioè l'infermiere e l'anestesista "convalidano" la decisione del chirurgo di procedere ad un intervento chirurgico di emergenza o di urgenza! ) ovviamente il tutto nell'interesse del paziente.
Come cambiano i tempi!!!!
....continua.....
Quando il chirurgo decide di fare un intervento chirurgico di emergenza o di urgenza deve compilare un modulo di richiesta e consegnarlo al comparto operatorio nelle mani del o della responsabile presente al momento.
Il modulo deve essere sempre compilato e non viene attivata la sala operatoria se il modulo non è completo e consegnato.
Notate che (come si può leggere nel modulo) il chirurgo "propone" l'intervento chirurgico che un infermiere e l'anestesista devono "convalidare" (se non convalidassero? ).
La presentazione del modulo compilato vale anche per le emergenze (mi sono sempre sentito chiedere anche per le emergenze "...dottore ha presentato il foglio? dove è il foglio?")
Quando contatto l'anestesista per l'emergenza-urgenza la prima domanda è: "hai consegnato il foglio alle sale?".
Quando contatto le sale la prima domanda è: "ha presentato il foglio? a parlato con l'anestesista?
Nel modulo si segna la data e l'ora della consegna del modulo, questo particolare è molto importante perchè documenta l'eventuale ritardo del trattamento chirurgico e quindi la delimitazione della responsabilità del chirurgo e dell'organizzazione aziendale (attivazione della sala operatoria ed orario di inizio dell'intervento chirurgico).
Da notare la finezza della "convalida" della "richiesta scritta" da parte dell'infermiere e dell'anestesista (cioè l'infermiere e l'anestesista "convalidano" la decisione del chirurgo di procedere ad un intervento chirurgico di emergenza o di urgenza! ) ovviamente il tutto nell'interesse del paziente.
Come cambiano i tempi!!!!
....continua.....
giovedì, maggio 11, 2006
l'intervento chirurgico d'urgenza
Le urgenze in chirurgia possono essere di vario tipo.
L'emergenza:
c'è pericolo di vita per il paziente e l'intervento chirurgico serve a salvare la vita (es.: grave emorragia, grave insufficienza respiratoria da trattare chirurgicamente).
L'urgenza:
1-immediata
2-differibile
3-programmabile
L'urgenza immediata:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 3-4 ore per evitare complicazioni che possano compromettere la vita o che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica (es.: perforazione viscerale, appendicite acuta, ernia strozzata, etc.....).
L'urgenza differibile:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 6 ore per evitare complicazioni che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica e compromettere le funzioni vitali (es.: occlusione intestinale senza compromissione vascolare, etc.....).
l'urgenza programmabile:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 24 ore per evitare complicazioni che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica e compromettere le funzioni vitali (es.: second look in patologie già trattate, etc.....).
Il problema nasce quando ci sono più emergenze in contemporanea e quando ci sono più urgenze immediate in contemporanea, il tutto si identifica con il punto di saturazione del comparto operatorio (quindi la capacità dell'ospedale a dare una risposta all'emergenza-urgenza chirurgica) condizionata dalla presenza dell'equipe chirurgica (sala operatoria disponibile, 3 infermieri, 2 chirurghi, 1 anestesista).
....continua.....
L'emergenza:
c'è pericolo di vita per il paziente e l'intervento chirurgico serve a salvare la vita (es.: grave emorragia, grave insufficienza respiratoria da trattare chirurgicamente).
L'urgenza:
1-immediata
2-differibile
3-programmabile
L'urgenza immediata:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 3-4 ore per evitare complicazioni che possano compromettere la vita o che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica (es.: perforazione viscerale, appendicite acuta, ernia strozzata, etc.....).
L'urgenza differibile:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 6 ore per evitare complicazioni che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica e compromettere le funzioni vitali (es.: occlusione intestinale senza compromissione vascolare, etc.....).
l'urgenza programmabile:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 24 ore per evitare complicazioni che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica e compromettere le funzioni vitali (es.: second look in patologie già trattate, etc.....).
Il problema nasce quando ci sono più emergenze in contemporanea e quando ci sono più urgenze immediate in contemporanea, il tutto si identifica con il punto di saturazione del comparto operatorio (quindi la capacità dell'ospedale a dare una risposta all'emergenza-urgenza chirurgica) condizionata dalla presenza dell'equipe chirurgica (sala operatoria disponibile, 3 infermieri, 2 chirurghi, 1 anestesista).
....continua.....
mercoledì, maggio 10, 2006
la responsabilita' del chirurgo e quella dell'organizzazione
La responsabilità del chirurgo spesso è indipendente da quella dell'organizzazione.
Un classico esempio della differenza di responsabilità si ha nella chirurgia di urgenza.
Il chirurgo pone indicazione ad intervento chirurgico di urgenza per occlusione intestinale alle ore 15.00.
L'organizzazione delle sale operatorie deve poter consentire l'intervento chirurgico entro le tre ore.
Il caso dell'occlusione intestinale può interessare una situazione di sofferenza vascolare dei visceri per briglia o torsione intestinale per cui, con il passare del tempo, si ha un aumento della massa viscerale compromessa dalla deficienza della circolazione sanguigna.
Se l'intervento chirurgico è effettuato entro le tre ore potrebbe essere necessario resecare 1 metro di intestino ma se trascorrono 6 o più ore potrebbe essere necessario resecare anche quasi tutta la massa intestinale (ileo o colon) con differente danno per il paziente.
In questo caso, ritardo dell'intervento chirurgico, la responsabilità è dell'organizzazione (a meno di necessità particolari) per cui risponde (è imputata) l'Azienda per il risarcimento dei danni e non il chirurgo.
Usualmente si scrive e si parla di responsabilità del medico-chirurgo ma, per fortuna o sfortuna a seconda dei casi, si comincia a considerare la responsabilità dell'organizzazione (dell'Azienda-Ospedale).
Era ora!!
....continua....
Un classico esempio della differenza di responsabilità si ha nella chirurgia di urgenza.
Il chirurgo pone indicazione ad intervento chirurgico di urgenza per occlusione intestinale alle ore 15.00.
L'organizzazione delle sale operatorie deve poter consentire l'intervento chirurgico entro le tre ore.
Il caso dell'occlusione intestinale può interessare una situazione di sofferenza vascolare dei visceri per briglia o torsione intestinale per cui, con il passare del tempo, si ha un aumento della massa viscerale compromessa dalla deficienza della circolazione sanguigna.
Se l'intervento chirurgico è effettuato entro le tre ore potrebbe essere necessario resecare 1 metro di intestino ma se trascorrono 6 o più ore potrebbe essere necessario resecare anche quasi tutta la massa intestinale (ileo o colon) con differente danno per il paziente.
In questo caso, ritardo dell'intervento chirurgico, la responsabilità è dell'organizzazione (a meno di necessità particolari) per cui risponde (è imputata) l'Azienda per il risarcimento dei danni e non il chirurgo.
Usualmente si scrive e si parla di responsabilità del medico-chirurgo ma, per fortuna o sfortuna a seconda dei casi, si comincia a considerare la responsabilità dell'organizzazione (dell'Azienda-Ospedale).
Era ora!!
....continua....
martedì, maggio 09, 2006
la via inglese alla riduzione delle liste di attesa in chirurgia
Il servizio sanitario inglese (NHS) propone una nuova via per la soluzione del problema delle liste di attesa in chirurgia.
"INDEPENDENT TREATMENT CENTRES
Il caso degli Independent Treatment Centres desta per questo molto interesse in quanto ha rappresentato una delle prime esperienze in cui providers privati sono stati contrattati dal NHS per erogare prestazioni rilevanti.
Nel 2002 infatti fu lanciato il Treatment Centre Programme un programma di ampliamento delle attività diagnostica e di chirurgia elettiva che, con l’obiettivo dichiarato dell’abbattimento delle lunghe liste di attesa per alcune prestazioni di grande rilevanza in sanità pubblica (interventi per la cataratta, protesi ginocchio, ecc…), prevedeva l’attivazione di una cinquantina di Centri di erogazione in parte all’interno di ospedali e strutture specialistiche del NHS e in parte direttamente in capo al settore privato"
"La previsione iniziale era di 25 centri gestiti direttamente dal NHS e di altri 27 avviati dal settore privato (Independent Tretament Centres - ITC); alla fine 2005 erano attivi 37 centri NHS e 14 del settore privato."
"Alcuni autori sostengono che l’introduzione del privato abbia già prodotto almeno un cambiamento importante dei comportamenti all’interno degli ospedali del NHS. La possibilità dell’apertura di un centro nelle vicinanze del proprio territorio, ha spinto probabilmente i managers degli ospedali a migliorare l’efficienza dei propri reparti, ad aumentare produttività e allargare la capacità di erogazione utilizzando il lavoro straordinario dei propri chirurghi ed anestesisti."
"Dal dicembre 2005, i pazienti dovranno poter scegliere tra 4-5 differenti providers (secondo lo slogan del “Choose and Book” ) quando il loro medico di famiglia decida che abbiano bisogno di un intervento chirurgico o diagnostico specialistico; tra le possibili scelte almeno una dovrà essere riferita ad un ITC."
"L’avvio di questa prima esperienza di introduzione sistematica di providers privati nel NHS, seppure parziale e di modesta rilevanza economica, ha scatenato una stimolante riflessione e discussione su quale sarà il punto di approdo finale della riforma avviata."
(Riforma del NHS e utilizzo di providers privati
Il caso degli Independent Treatment Centres.
GAVINO MACIOCCO*, LAURA OMBRONI*, LORENZO ROTI**
* Dipartimento Sanità Pubblica Università di Firenze
** Agenzia Regionale di Sanità della Toscana)
"Toscana Medica", N° 2 FEBBRAIO 2006, pag 40.
Ieri, per essere operati di urgenza, pazienti prenotati al reparto operatorio alle 15, sono stati operati alle 23.00 (urgenze chirurgiche ! !)
.....continua.....
"INDEPENDENT TREATMENT CENTRES
Il caso degli Independent Treatment Centres desta per questo molto interesse in quanto ha rappresentato una delle prime esperienze in cui providers privati sono stati contrattati dal NHS per erogare prestazioni rilevanti.
Nel 2002 infatti fu lanciato il Treatment Centre Programme un programma di ampliamento delle attività diagnostica e di chirurgia elettiva che, con l’obiettivo dichiarato dell’abbattimento delle lunghe liste di attesa per alcune prestazioni di grande rilevanza in sanità pubblica (interventi per la cataratta, protesi ginocchio, ecc…), prevedeva l’attivazione di una cinquantina di Centri di erogazione in parte all’interno di ospedali e strutture specialistiche del NHS e in parte direttamente in capo al settore privato"
"La previsione iniziale era di 25 centri gestiti direttamente dal NHS e di altri 27 avviati dal settore privato (Independent Tretament Centres - ITC); alla fine 2005 erano attivi 37 centri NHS e 14 del settore privato."
"Alcuni autori sostengono che l’introduzione del privato abbia già prodotto almeno un cambiamento importante dei comportamenti all’interno degli ospedali del NHS. La possibilità dell’apertura di un centro nelle vicinanze del proprio territorio, ha spinto probabilmente i managers degli ospedali a migliorare l’efficienza dei propri reparti, ad aumentare produttività e allargare la capacità di erogazione utilizzando il lavoro straordinario dei propri chirurghi ed anestesisti."
"Dal dicembre 2005, i pazienti dovranno poter scegliere tra 4-5 differenti providers (secondo lo slogan del “Choose and Book” ) quando il loro medico di famiglia decida che abbiano bisogno di un intervento chirurgico o diagnostico specialistico; tra le possibili scelte almeno una dovrà essere riferita ad un ITC."
"L’avvio di questa prima esperienza di introduzione sistematica di providers privati nel NHS, seppure parziale e di modesta rilevanza economica, ha scatenato una stimolante riflessione e discussione su quale sarà il punto di approdo finale della riforma avviata."
(Riforma del NHS e utilizzo di providers privati
Il caso degli Independent Treatment Centres.
GAVINO MACIOCCO*, LAURA OMBRONI*, LORENZO ROTI**
* Dipartimento Sanità Pubblica Università di Firenze
** Agenzia Regionale di Sanità della Toscana)
"Toscana Medica", N° 2 FEBBRAIO 2006, pag 40.
Ieri, per essere operati di urgenza, pazienti prenotati al reparto operatorio alle 15, sono stati operati alle 23.00 (urgenze chirurgiche ! !)
.....continua.....
lunedì, maggio 08, 2006
il lavoro in equipe
Tutti parlano di lavoro interdisciplinare, di lavoro in equipe, ma in fondo ?
Il lavoro in equipe è importantissimo; affinché questo sia possibile è necessario che ogni membro si dimentichi delle proprie vanità personali in beneficio del gruppo; è necessario conoscere e rispettare le necessità di ciascuno, ossia, lo spazio d'ogni componente l'equipe, i suoi diritti e doveri.
Formare una équipe multidisciplinare è il primo passo, ma a niente servirebbe se ogni membro agisse individualmente, senza preoccuparsi di integrarsi con il tutto.
L'ideale è la formazione del gruppo interdisciplinare, dove ogni singolo professionista si occupa dell'area specifica e si preoccupa di ciò che succede parallelamente, essendo fondamentale lo scambio d'informazioni, in modo che il trattamento sia globale ed integrativo.
È necessario l'ampia valutazione iniziale del paziente, con il coinvolgimento di tanti professionisti quanti ne siano necessari.
Verranno tracciate le linee principali del trattamento, i procedimenti di prima scelta, così come i metodi alternativi.
Periodicamente saranno realizzate riunioni per valutare i progressi del trattamento; inoltre, è importante la partecipazione a corsi d'aggiornamento professionale che ci permettano il costante rinnovamento delle conoscenze scientifiche.
Tutta teoria!!!
Alla fine prevale chi ha maggiore carisma o maggiore potere o maggiore interesse: sarà sempre così?
...continua.....
Il lavoro in equipe è importantissimo; affinché questo sia possibile è necessario che ogni membro si dimentichi delle proprie vanità personali in beneficio del gruppo; è necessario conoscere e rispettare le necessità di ciascuno, ossia, lo spazio d'ogni componente l'equipe, i suoi diritti e doveri.
Formare una équipe multidisciplinare è il primo passo, ma a niente servirebbe se ogni membro agisse individualmente, senza preoccuparsi di integrarsi con il tutto.
L'ideale è la formazione del gruppo interdisciplinare, dove ogni singolo professionista si occupa dell'area specifica e si preoccupa di ciò che succede parallelamente, essendo fondamentale lo scambio d'informazioni, in modo che il trattamento sia globale ed integrativo.
È necessario l'ampia valutazione iniziale del paziente, con il coinvolgimento di tanti professionisti quanti ne siano necessari.
Verranno tracciate le linee principali del trattamento, i procedimenti di prima scelta, così come i metodi alternativi.
Periodicamente saranno realizzate riunioni per valutare i progressi del trattamento; inoltre, è importante la partecipazione a corsi d'aggiornamento professionale che ci permettano il costante rinnovamento delle conoscenze scientifiche.
Tutta teoria!!!
Alla fine prevale chi ha maggiore carisma o maggiore potere o maggiore interesse: sarà sempre così?
...continua.....
sabato, maggio 06, 2006
l'errore del chirurgo
Il chirurgo può sbagliare come tutti i medici.
Come si può definire se c'è stato errore?
Analizzando il fatto e dimostrando l'esistenza di danno o danni, a carico del cliente-paziente, quale diretta conseguenza (correlazione causa-effetto) dell'azione del chirurgo.
Il chirurgo può sbagliare per:
1- imperizia
2- imprudenza
3- negligenza
Imperizia:
è l'esecuzione di una funzione senza la piena capacità per svolgerla.
È commettere un errore per mancanza di conoscenze o abilità (es.:un accademico o un professionista non abilitato che realizza un atto chirurgico in forma inadeguata). Per evitare ciò deve essere fornita una buona formazione accademica, durante la quale devono essere trasmessi i concetti utili ad aumentare i nostri interessi, stimolando i ragionamenti.
Imprudenza:
è l'errore fatto pur conoscendo le regole ma non eseguendo le operazioni necessarie alla perfezione.
Prendendo l'esempio precedente è come se il professionista preparato insistesse per realizzare un atto in forma inadeguata o, nel caso si trattasse di uno studente, eseguisse, senza la presenza del suo istruttore, un atto e in modo errato. Il buon senso deve essere preponderante.
Negligenza:
è l'errore fatto con coscienza.
E' considerato il più grave errore dei tre.
È l'equivalente di saper come deve essere eseguito un compito e, senza l'esistenza di nessun fattore d'impedimento, non farlo. Sarebbe come se qualcuno abilitato trattasse il paziente in forma scorretta.
L'esistenza di uno, o l'associazione di uno o più dei criteri citati, determina il grado di colpevolezza fino alla "colpa grave".
....continua....
Come si può definire se c'è stato errore?
Analizzando il fatto e dimostrando l'esistenza di danno o danni, a carico del cliente-paziente, quale diretta conseguenza (correlazione causa-effetto) dell'azione del chirurgo.
Il chirurgo può sbagliare per:
1- imperizia
2- imprudenza
3- negligenza
Imperizia:
è l'esecuzione di una funzione senza la piena capacità per svolgerla.
È commettere un errore per mancanza di conoscenze o abilità (es.:un accademico o un professionista non abilitato che realizza un atto chirurgico in forma inadeguata). Per evitare ciò deve essere fornita una buona formazione accademica, durante la quale devono essere trasmessi i concetti utili ad aumentare i nostri interessi, stimolando i ragionamenti.
Imprudenza:
è l'errore fatto pur conoscendo le regole ma non eseguendo le operazioni necessarie alla perfezione.
Prendendo l'esempio precedente è come se il professionista preparato insistesse per realizzare un atto in forma inadeguata o, nel caso si trattasse di uno studente, eseguisse, senza la presenza del suo istruttore, un atto e in modo errato. Il buon senso deve essere preponderante.
Negligenza:
è l'errore fatto con coscienza.
E' considerato il più grave errore dei tre.
È l'equivalente di saper come deve essere eseguito un compito e, senza l'esistenza di nessun fattore d'impedimento, non farlo. Sarebbe come se qualcuno abilitato trattasse il paziente in forma scorretta.
L'esistenza di uno, o l'associazione di uno o più dei criteri citati, determina il grado di colpevolezza fino alla "colpa grave".
....continua....
venerdì, maggio 05, 2006
la fiducia
La fiducia a volte è una grande fregatura.
Come è possibile che la gente crede a tutto!
Basta saper vendere, spesso questa capacità è innata.
Sapere argomentare oppure si stabilisce quel certo feeling tra medico e paziente e si riesce ad ottenere tutto.
Viene annullata qualsiasi capacità di critica.
Verrebbe da pensare che per la propria salute sia diverso, invece è la stessa cosa che per ogni altro campo.
Spesso non si rivolgono ad altri per un "secondo parere" per non offendere il proprio medico.
Tempo fa ascoltai un colloquio tra un medico ed un suo paziente ed il medico diceva al paziente "se non fa quello che le dico allora cambi medico".
Ci si rende conto della presenza del "gregge" e dell'enorme potere che hanno quelli che riescono ad orientare il "gregge" .
....continua......
Come è possibile che la gente crede a tutto!
Basta saper vendere, spesso questa capacità è innata.
Sapere argomentare oppure si stabilisce quel certo feeling tra medico e paziente e si riesce ad ottenere tutto.
Viene annullata qualsiasi capacità di critica.
Verrebbe da pensare che per la propria salute sia diverso, invece è la stessa cosa che per ogni altro campo.
Spesso non si rivolgono ad altri per un "secondo parere" per non offendere il proprio medico.
Tempo fa ascoltai un colloquio tra un medico ed un suo paziente ed il medico diceva al paziente "se non fa quello che le dico allora cambi medico".
Ci si rende conto della presenza del "gregge" e dell'enorme potere che hanno quelli che riescono ad orientare il "gregge" .
....continua......
giovedì, maggio 04, 2006
il potere della fiducia
Vorrebbero ridurre tutto ad un rapporto istituzionale, regolamentato da principi economico-professionali, ma il rapporto medico-paziente ha sempre qualcosa di speciale.
Il rapporto medico-paziente ha come base la fiducia.
La fiducia a volte è così forte che la valutazione professionale del medico da parte del paziente è inadeguata.
Un paziente con peritonite si fida del suo medico chirurgo che gli dice che si può aspettare a fare un intervento chirurgico.
E' un chirurgo con poca esperienza (si può sapere tutto ma per un chirurgo l'esperienza è fondamentale e fa la differenza tra il giorno e la notte).
Il chirurgo dice al paziente che si può aspettare, invece l'intervento chirurgico è assolutamente necessario per evitare il peggio.
Se non fosse intervenuto il "superiore" ad obbligare il chirurgo all'intervento chirurgico il povero paziente sarebbe rovinato.
In questo, l'istituzione, con la sua gerarchia, ha salvato il paziente.
....continua.....
Il rapporto medico-paziente ha come base la fiducia.
La fiducia a volte è così forte che la valutazione professionale del medico da parte del paziente è inadeguata.
Un paziente con peritonite si fida del suo medico chirurgo che gli dice che si può aspettare a fare un intervento chirurgico.
E' un chirurgo con poca esperienza (si può sapere tutto ma per un chirurgo l'esperienza è fondamentale e fa la differenza tra il giorno e la notte).
Il chirurgo dice al paziente che si può aspettare, invece l'intervento chirurgico è assolutamente necessario per evitare il peggio.
Se non fosse intervenuto il "superiore" ad obbligare il chirurgo all'intervento chirurgico il povero paziente sarebbe rovinato.
In questo, l'istituzione, con la sua gerarchia, ha salvato il paziente.
....continua.....
mercoledì, maggio 03, 2006
tensione nell'ambiente di lavoro
La tensione nell'ambiente di lavoro non dovrebbe condizionare i comportamenti .
Le polemiche ma sopratutto i comportamenti e le scelte dei dirigenti superiori condizionano gli umori degli "operai" trasformando l'ambiente di lavoro in un ambiente scomodo.
Il pubblico utente, inconsapevole di tutte le dinamiche, subisce involontariamente le azioni negative che possono realizzarsi in occasioni di richieste, a volte anche di semplici informazioni.
Gli ambienti lavorativi scomodi dovrebbero essere monitorati e sanificati ma invece ci si trasforma in "furbi" opportunisti che per istinto di conservazione si agisce al minimo indispensabile e si ricerca un utile al di là della morale ed etica di facciata.
Daltronde "volsi così colà dove si pote" e sicuramente torna utile a qualcuno che così sia.
....continua....
Le polemiche ma sopratutto i comportamenti e le scelte dei dirigenti superiori condizionano gli umori degli "operai" trasformando l'ambiente di lavoro in un ambiente scomodo.
Il pubblico utente, inconsapevole di tutte le dinamiche, subisce involontariamente le azioni negative che possono realizzarsi in occasioni di richieste, a volte anche di semplici informazioni.
Gli ambienti lavorativi scomodi dovrebbero essere monitorati e sanificati ma invece ci si trasforma in "furbi" opportunisti che per istinto di conservazione si agisce al minimo indispensabile e si ricerca un utile al di là della morale ed etica di facciata.
Daltronde "volsi così colà dove si pote" e sicuramente torna utile a qualcuno che così sia.
....continua....
martedì, maggio 02, 2006
si predica bene e si razzola male
Nell'ultima circolare indirizzata ai collaboratori si affermava che: "A questo proposito Vi invito calorosamente a riempire nella scheda di sala operatoria lo spazio riservato alla mobilizzazione del
paziente e alla alimentazione che risulta una comunicazione dalla sala operatoria
indispensabile agli infermieri di reparto".
Tutto perfetto se non fosse che nella visita del pomeriggio una "solerte" infermiera mi fa notare che un paziente tornato dalla sala operatoria non aveva nessuna indicazione per il post-operatorio.
Eccoci aveva ragione il "Direttore" a lamentarsi, ci risiamo!
Da chi è stato operato? dal "Direttore"!!!
E allora? si predica bene e si razzola male!
Chi deve dare l'esempio nei comportamenti? ma!!
....continua...
paziente e alla alimentazione che risulta una comunicazione dalla sala operatoria
indispensabile agli infermieri di reparto".
Tutto perfetto se non fosse che nella visita del pomeriggio una "solerte" infermiera mi fa notare che un paziente tornato dalla sala operatoria non aveva nessuna indicazione per il post-operatorio.
Eccoci aveva ragione il "Direttore" a lamentarsi, ci risiamo!
Da chi è stato operato? dal "Direttore"!!!
E allora? si predica bene e si razzola male!
Chi deve dare l'esempio nei comportamenti? ma!!
....continua...
sabato, aprile 29, 2006
risparmiare!
Riunire i medici per uniformare i comportamenti per risparmiare è quanto di più sbagliato ci possa essere.
Si possono uniformare i comportamenti per evitare gli sprechi.
Si possono uniformare i comportamenti in funzione degli aggiornamenti, se si è tutti aggiornati su un argomento ne consegue che tutti si comportano di conseguenza e in modo omegeneo.
Perchè bisogna comportarsi su indicazione del Direttore e non su indicazione dell'aggiornamento professionale?
Siamo nel 2006 ma l'arretratezza mentale esiste ancora specialmente tra i dirigenti "superiori".
....continua.....
Si possono uniformare i comportamenti per evitare gli sprechi.
Si possono uniformare i comportamenti in funzione degli aggiornamenti, se si è tutti aggiornati su un argomento ne consegue che tutti si comportano di conseguenza e in modo omegeneo.
Perchè bisogna comportarsi su indicazione del Direttore e non su indicazione dell'aggiornamento professionale?
Siamo nel 2006 ma l'arretratezza mentale esiste ancora specialmente tra i dirigenti "superiori".
....continua.....
venerdì, aprile 28, 2006
il Primario ed il Direttore
Il "Primario" non esiste più. Esiste una riforma (l'ultima!) del Sistema Sanitario Nazionale che ha cancellato il "Primario".
Prima esisteva il "Primario" con i suoi "Aiuti" e gli "Assistenti".
Con la riforma del SSN sono stati aboliti i "Primari", gli "Aiuti" e gli "Assistenti", è una realtà!!!
Chi continua ad utilizzare questi termini lo fa per convenienza (si gioca sugli equivoci), infatti la gente (per ignoranza) continua ad utilizzare questi termini con i relativi significati.
Non esistono più la "Divisione" (Div), le "U.O." (Unità Operative), esistono le "Strutture Complesse" (SC), le "Strutture Semplici" (SS), i "Dipartimenti" (Dip), l' "Area Funzionale" (AF)
Con il Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229 il "Primario" è stato sostituito con il "Direttore" e gli altri medici sono "Dirigenti Medici" Specialisti (lì dove è richiesta una specializzazione).
Il "Direttore" organizza ed è responsabile dell'organizzazione della "Struttura Complessa" che dirige ed ha un contratto di 5 anni rinnovabile.
I "Dirigenti Medici", i normali medici, hanno completa autonomia professionale di "diagnosi e terapia" (professionale, tecnica, giuridica, normativa, amministrativa) in urgenza ed in elezione (cioè nei casi urgenti e nei casi programmati).
Il "Direttore" è il medico " primo tra eguali " (a norma di Legge).
Utilizzare i termini precedenti serve solo ai propri interessi (agli interessi dei medici che li utilizzano) non certo ai pazienti, nè all'Azienda, nè ai cittadini e sopratutto no agli interessi degli altri medici.
.....continua.....
Prima esisteva il "Primario" con i suoi "Aiuti" e gli "Assistenti".
Con la riforma del SSN sono stati aboliti i "Primari", gli "Aiuti" e gli "Assistenti", è una realtà!!!
Chi continua ad utilizzare questi termini lo fa per convenienza (si gioca sugli equivoci), infatti la gente (per ignoranza) continua ad utilizzare questi termini con i relativi significati.
Non esistono più la "Divisione" (Div), le "U.O." (Unità Operative), esistono le "Strutture Complesse" (SC), le "Strutture Semplici" (SS), i "Dipartimenti" (Dip), l' "Area Funzionale" (AF)
Con il Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229 il "Primario" è stato sostituito con il "Direttore" e gli altri medici sono "Dirigenti Medici" Specialisti (lì dove è richiesta una specializzazione).
Il "Direttore" organizza ed è responsabile dell'organizzazione della "Struttura Complessa" che dirige ed ha un contratto di 5 anni rinnovabile.
I "Dirigenti Medici", i normali medici, hanno completa autonomia professionale di "diagnosi e terapia" (professionale, tecnica, giuridica, normativa, amministrativa) in urgenza ed in elezione (cioè nei casi urgenti e nei casi programmati).
Il "Direttore" è il medico " primo tra eguali " (a norma di Legge).
Utilizzare i termini precedenti serve solo ai propri interessi (agli interessi dei medici che li utilizzano) non certo ai pazienti, nè all'Azienda, nè ai cittadini e sopratutto no agli interessi degli altri medici.
.....continua.....
giovedì, aprile 27, 2006
il superchirurgo non ci fa operare
"Il superchirurgo non ci fa operare", l'ennesimo caso assurdo di un "direttore" che si crede il "primario".
Nella cronaca di Firenze, del quotidiano "la Repubblica", si riporta la denuncia di due chirurghi che si ribellano e ricorrono alla Procura perchè "Il superchirurgo non ci fa operare".
Nell'Azienda Ospedale, che sia o meno locale, secondo la Legge di riforma "Bindi" ( ancora in vigore), la Struttura Complessa di chirurgia è affidata ad un "Direttore" che ha compiti organizzativi.
Il "Direttore" organizza il lavoro svolto dagli altri chirurghi e per assurdo potrebbe anche essere quello con meno esperienza professionale, cioè quello che ha meno esperienza operatoria.
La figura del "Primario" della precedente organizzazione (U.O.-Unità Operativa) era riferita al "chirurgo" per eccellenza, era quello che aveva la maggiore esperienza professionale di sala operatoria e quindi di conseguenza tendeva ad operare tutto lui con gli aiuti e gli assistenti, procedendo anche a percorsi formativi per la progressione professionale dei collaboratori.
Tutti sanno che il monopolio del "bisturi" incrementa l'attività privata e quindi anche l'attuale "Direttore" di fatto ha convenienza a comportarsi come il vecchio "Primario".
Se è solo il "Direttore" ad operare ............
Nell'interesse dell'Azienda un "Direttore" che si comportasse come un "Primario" dovrebbe essere licenziato, di organizzatori ce ne sono quanti se ne vuole.
La filosofia Aziendale attuale è quella di offrire un servizio alla popolazione non di promuovere "stelle" della chirurgia.
Diversa è la situazione universitaria.
Il "Direttore", Professore universitario di chirurgia, ha compiti istituzionali di didattica (oltre a quelli di ricerca ed assistenza) per cui è suo compito insegnare e preparare (con percorsi formativi) i chirurghi di domani, gli specialisti chirurghi che opereranno nelle Aziende Ospedali.
....continua....
Nella cronaca di Firenze, del quotidiano "la Repubblica", si riporta la denuncia di due chirurghi che si ribellano e ricorrono alla Procura perchè "Il superchirurgo non ci fa operare".
Nell'Azienda Ospedale, che sia o meno locale, secondo la Legge di riforma "Bindi" ( ancora in vigore), la Struttura Complessa di chirurgia è affidata ad un "Direttore" che ha compiti organizzativi.
Il "Direttore" organizza il lavoro svolto dagli altri chirurghi e per assurdo potrebbe anche essere quello con meno esperienza professionale, cioè quello che ha meno esperienza operatoria.
La figura del "Primario" della precedente organizzazione (U.O.-Unità Operativa) era riferita al "chirurgo" per eccellenza, era quello che aveva la maggiore esperienza professionale di sala operatoria e quindi di conseguenza tendeva ad operare tutto lui con gli aiuti e gli assistenti, procedendo anche a percorsi formativi per la progressione professionale dei collaboratori.
Tutti sanno che il monopolio del "bisturi" incrementa l'attività privata e quindi anche l'attuale "Direttore" di fatto ha convenienza a comportarsi come il vecchio "Primario".
Se è solo il "Direttore" ad operare ............
Nell'interesse dell'Azienda un "Direttore" che si comportasse come un "Primario" dovrebbe essere licenziato, di organizzatori ce ne sono quanti se ne vuole.
La filosofia Aziendale attuale è quella di offrire un servizio alla popolazione non di promuovere "stelle" della chirurgia.
Diversa è la situazione universitaria.
Il "Direttore", Professore universitario di chirurgia, ha compiti istituzionali di didattica (oltre a quelli di ricerca ed assistenza) per cui è suo compito insegnare e preparare (con percorsi formativi) i chirurghi di domani, gli specialisti chirurghi che opereranno nelle Aziende Ospedali.
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mercoledì, aprile 26, 2006
esempio di circolare indirizzata ai chirurghi operai
Esempio di circolare indirizzata ai chirurghi operai per risparmiare.
"Egr. Colleghi e Collaboratori
da una prima disamina dei dati del gennaio 2006 risulta un aumento di spesa
nella gestione del reparto.
Invito quindi Tutti Voi ad un uso appropriato dei farmaci uniformandosi
scrupolosamente alle indicazioni già emerse in tanti incontri pomeridiani.
In particolare voglio sottolineare e ricordare la prescrizione degli
antibiotici in profilassi sec. le indicazioni concordate, la terapia
antibiotica che deve essere in prima istanza proseguita con i farmaci
utilizzati in profilassi e solo successivamente, se necessario, sostituita con
antibiotici più mirati, l'uso corretto della profilassi antitrombotica,l'uso
temporalmente limitato della gastroprotezione come scritto nelle regole
comportamentali approvate,l'uso di una terapia infusionale che non sia sempre
nel post-operatorio estesa alla sacca da
2000ml quando in particolare, in alcuni interventi, i pazienti già la sera
possono assumere dieta idrica ( mammella, tiroide, ernia e laparocele, la
colecistectomia laparoscopica etc. ); in questi casi è sufficiente una terapia
infusionale ridotta senza lo spreco di sacche che spesso la mattina dopo non
sono ancora terminate.A questo proposito Vi invito calorosamente a riempire
nella scheda di sala operatoria lo spazio riservato alla mobilizzazione del
paziente e alla alimentazione che risulta una comunicazione dalla sala operatoria
indispensabile agli infermieri di reparto.
Invito inoltre Tutti Voi a segnalarmi situazioni anche del tutto
involontarie che si discostano da quanto già concordato in modo da potere
sollecitamente adottare dei correttivi per tenere sotto controllo i costi e
riversare l'eventuale risparmio sulla spesa della sala operatoria che continua a
lievitare in maniera inarrestabile."
.....continua.....
"Egr. Colleghi e Collaboratori
da una prima disamina dei dati del gennaio 2006 risulta un aumento di spesa
nella gestione del reparto.
Invito quindi Tutti Voi ad un uso appropriato dei farmaci uniformandosi
scrupolosamente alle indicazioni già emerse in tanti incontri pomeridiani.
In particolare voglio sottolineare e ricordare la prescrizione degli
antibiotici in profilassi sec. le indicazioni concordate, la terapia
antibiotica che deve essere in prima istanza proseguita con i farmaci
utilizzati in profilassi e solo successivamente, se necessario, sostituita con
antibiotici più mirati, l'uso corretto della profilassi antitrombotica,l'uso
temporalmente limitato della gastroprotezione come scritto nelle regole
comportamentali approvate,l'uso di una terapia infusionale che non sia sempre
nel post-operatorio estesa alla sacca da
2000ml quando in particolare, in alcuni interventi, i pazienti già la sera
possono assumere dieta idrica ( mammella, tiroide, ernia e laparocele, la
colecistectomia laparoscopica etc. ); in questi casi è sufficiente una terapia
infusionale ridotta senza lo spreco di sacche che spesso la mattina dopo non
sono ancora terminate.A questo proposito Vi invito calorosamente a riempire
nella scheda di sala operatoria lo spazio riservato alla mobilizzazione del
paziente e alla alimentazione che risulta una comunicazione dalla sala operatoria
indispensabile agli infermieri di reparto.
Invito inoltre Tutti Voi a segnalarmi situazioni anche del tutto
involontarie che si discostano da quanto già concordato in modo da potere
sollecitamente adottare dei correttivi per tenere sotto controllo i costi e
riversare l'eventuale risparmio sulla spesa della sala operatoria che continua a
lievitare in maniera inarrestabile."
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lunedì, aprile 24, 2006
chirurgo operaio ed azienda ospedale
L'invenzione del chirurgo operaio, per risparmiare, ha introdotto la responsabilità dell'organizzazione.
Siamo abituati a pensare in termini di responsabilità del medico chirurgo e per legge la responsabilità è sempre personale (la responsabilità penale).
L'organizzazione offre la possibilità di individuare una responsabilità (civile) del come è organizzata l'attività medico-chirurgica per cui l'errore del medico potrebbe essere facilitato, se non favorito, dal tipo di oganizzazione.
In caso di controversia si ha una complicazione dell'esame degli avvenimenti anche se prevale la responsabilità personale del medico-chirurgo.
Ma Ippocrate? La deontologia medica? Il rapporto di fiducia medico-paziente?
....continua....
Siamo abituati a pensare in termini di responsabilità del medico chirurgo e per legge la responsabilità è sempre personale (la responsabilità penale).
L'organizzazione offre la possibilità di individuare una responsabilità (civile) del come è organizzata l'attività medico-chirurgica per cui l'errore del medico potrebbe essere facilitato, se non favorito, dal tipo di oganizzazione.
In caso di controversia si ha una complicazione dell'esame degli avvenimenti anche se prevale la responsabilità personale del medico-chirurgo.
Ma Ippocrate? La deontologia medica? Il rapporto di fiducia medico-paziente?
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sabato, aprile 22, 2006
chirurgo professionista/chirurgo operaio
Il chirurgo professionista si differenzia dal chirurgo operaio per la sua responsabilità completa.
Il cliente-paziente si rivolge al chirurgo professionista e tutto il percorso diagnostico-terapeutico è a responsabilità unica, di un solo professionista (in tutti gli aspetti del saper essere, sapere e saper fare).
Il cliente-paziente si rivolge al chirurgo operaio (per scelta o per caso) e durante il percorso diagnostico-terapeutico la responsabilità è frazionata per ogni chirurgo che interviene nelle tappe del percorso (responsabilità professionale nei suoi aspetti di sapere essere, sapere e saper fare).
E' evidente che tutti preferirebbero (per ovvi ed evidenti motivi) essere trattati dal chirurgo professionista (cosa che al momento è possibile solo a pagamento-libera professione oppure per conoscenza o raccomandazione o amicizia).
....continua....
Il cliente-paziente si rivolge al chirurgo professionista e tutto il percorso diagnostico-terapeutico è a responsabilità unica, di un solo professionista (in tutti gli aspetti del saper essere, sapere e saper fare).
Il cliente-paziente si rivolge al chirurgo operaio (per scelta o per caso) e durante il percorso diagnostico-terapeutico la responsabilità è frazionata per ogni chirurgo che interviene nelle tappe del percorso (responsabilità professionale nei suoi aspetti di sapere essere, sapere e saper fare).
E' evidente che tutti preferirebbero (per ovvi ed evidenti motivi) essere trattati dal chirurgo professionista (cosa che al momento è possibile solo a pagamento-libera professione oppure per conoscenza o raccomandazione o amicizia).
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venerdì, aprile 21, 2006
il chirurgo professionista
Il chirurgo professionista, al contrario del chirurgo operaio, si occupa di tutto quello che riguarda il paziente.
Il chirurgo professionista inserisce in lista operatoria di attesa il paziente X.
Il chirurgo professionista controlla che tutto sia regolare della visita dell'anestesista e degli esami pre-operatori fatti dal paziente X.
Il chirurgo professionista opera personalmente il paziente X.
Il chirurgo professionista segue il decorso post-operatorio del paziente X.
Il chirurgo professionista decide e dimette personalmente il paziente X.
Il chirurgo professionista rivede, a controllo ambulatoriale post-ricovero, il paziente X da lui personalmente operato.
Il chirurgo professionista è responsabile personalmente di tutto quello che riguarda il paziente X, dal momento della decisione dell'intervento chirurgico alla dimissione dopo l'intervento chirurgico, alla visita di controllo dopo il ricovero.
.....continua......
Il chirurgo professionista inserisce in lista operatoria di attesa il paziente X.
Il chirurgo professionista controlla che tutto sia regolare della visita dell'anestesista e degli esami pre-operatori fatti dal paziente X.
Il chirurgo professionista opera personalmente il paziente X.
Il chirurgo professionista segue il decorso post-operatorio del paziente X.
Il chirurgo professionista decide e dimette personalmente il paziente X.
Il chirurgo professionista rivede, a controllo ambulatoriale post-ricovero, il paziente X da lui personalmente operato.
Il chirurgo professionista è responsabile personalmente di tutto quello che riguarda il paziente X, dal momento della decisione dell'intervento chirurgico alla dimissione dopo l'intervento chirurgico, alla visita di controllo dopo il ricovero.
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giovedì, aprile 20, 2006
il chirurgo operaio 2
Il chirurgo operaio imperversa.
Il chirurgo A inserisce il paziente X in lista di attesa.
Il chirurgo B controlla la lista di attesa e che vengano fatti gli esami di preospedalizzazione al paziente X.
Il chirurgo C "accoglie" e controlla gli esami fatti dal paziente X e che già erano stati controllati dall'anestesista, fa firmare il consenso informato al paziente X.
Il chirurgo A opera il paziente X.
Il chirurgo D controlla il paziente X nel post-operatorio.
Il chirurgo E decide la dimissione del paziente X.
Il chirurgo F controlla in ambulatorio, dopo la dimissione, il paziente X.
....continua.....
Il chirurgo A inserisce il paziente X in lista di attesa.
Il chirurgo B controlla la lista di attesa e che vengano fatti gli esami di preospedalizzazione al paziente X.
Il chirurgo C "accoglie" e controlla gli esami fatti dal paziente X e che già erano stati controllati dall'anestesista, fa firmare il consenso informato al paziente X.
Il chirurgo A opera il paziente X.
Il chirurgo D controlla il paziente X nel post-operatorio.
Il chirurgo E decide la dimissione del paziente X.
Il chirurgo F controlla in ambulatorio, dopo la dimissione, il paziente X.
....continua.....
mercoledì, aprile 19, 2006
il chirurgo operaio
Il chirurgo operaio ospedaliero di turno all'accoglienza dei pazienti che verranno operati il giorno dopo.
Il chirurgo operaio di turno all'accoglienza dei pazienti che verranno operati il giorno dopo controlla quello che è stato fatto dall'anestesista, se manca qualche cosa, se tutti gli esami previsti sono stati fatti (cosa che l'anestesista ha già fatto per conto proprio), controlla che tutto sia a posto, fa firmare il foglio del consenso (avete capito bene, il foglio del consenso informato viene fatto firmare il pomeriggio precedente il giorno dell'intervento, non dal chirurgo che effettuerà l'intervento chirurgico, quindi un puro atto amministrativo).
La cartella clinica viene compilata (da ricordare che l'anestesista non da l'ok all'intervento se tutto non è fatto ed è in regola), quindi controllo su controllo.
......continua.......
Il chirurgo operaio di turno all'accoglienza dei pazienti che verranno operati il giorno dopo controlla quello che è stato fatto dall'anestesista, se manca qualche cosa, se tutti gli esami previsti sono stati fatti (cosa che l'anestesista ha già fatto per conto proprio), controlla che tutto sia a posto, fa firmare il foglio del consenso (avete capito bene, il foglio del consenso informato viene fatto firmare il pomeriggio precedente il giorno dell'intervento, non dal chirurgo che effettuerà l'intervento chirurgico, quindi un puro atto amministrativo).
La cartella clinica viene compilata (da ricordare che l'anestesista non da l'ok all'intervento se tutto non è fatto ed è in regola), quindi controllo su controllo.
......continua.......
martedì, aprile 18, 2006
il chirurgo operaio ospedaliero
Il "chirurgo operaio" ospedaliero, il "chirurgo operaio" è solo ospedaliero.
La figura del "chirurgo operaio" esiste solo in ospedale.
Ieri c'era il turno dell'ambulatorio chirurgico post-ricoveri, è turno,un ambulatorio, dove vengono controllati i clienti dimessi dall'ospedale dopo un intervento chirurgico.
L'ambulatorio dei post-ricoveri (denominazione ufficiale) è un misto, tratta sia i post-ricoveri (anche se dovrebbe essere solo per questi) che i clienti bisognosi di medicazione, di fatto è misto infermieristico-medico.
In ambulatorio ci sono un infermiere professionale ed un chirurgo, i clienti sono prenotati ogni 10 minuti, cioè ogni 10 minuti c'è un cliente; dura dalle 15.00 alle 18.00 per un totale di 18 clienti prenotati (da aggiungere quelli fuori prenotazione che in genere sono da 3 a 6 per necessità urgenti o non derogabili o raccomandati).
Immaginate cosa sono 10 minuti: il cliente entra, ci si saluta, si verifica la necessità, si esegue la prestazione, si completa la burocrazia (fogli da riempire sempre più numerosi), ci si saluta, avanti il prossimo.
Per rientrare nei tempi bisogna essere frettolosi, cosa esecrabile in un rapporto medico-cliente, ma così è.
Il cliente non sa che il tempo a sua disposizione è di 10 minuti.
Chi avrà stabilito che 10 minuti sono sufficienti? Viva i numeri, non la qualità!
Il Dott Tersilli ha insegnato, ed evidentemente qualche burocrate ha appreso, la correttezza delle scelte.
Provate a verificare quante cose si possono fare in 10 minuti di orologio specialmente in un rapporto medico-paziente.
......continua......
La figura del "chirurgo operaio" esiste solo in ospedale.
Ieri c'era il turno dell'ambulatorio chirurgico post-ricoveri, è turno,un ambulatorio, dove vengono controllati i clienti dimessi dall'ospedale dopo un intervento chirurgico.
L'ambulatorio dei post-ricoveri (denominazione ufficiale) è un misto, tratta sia i post-ricoveri (anche se dovrebbe essere solo per questi) che i clienti bisognosi di medicazione, di fatto è misto infermieristico-medico.
In ambulatorio ci sono un infermiere professionale ed un chirurgo, i clienti sono prenotati ogni 10 minuti, cioè ogni 10 minuti c'è un cliente; dura dalle 15.00 alle 18.00 per un totale di 18 clienti prenotati (da aggiungere quelli fuori prenotazione che in genere sono da 3 a 6 per necessità urgenti o non derogabili o raccomandati).
Immaginate cosa sono 10 minuti: il cliente entra, ci si saluta, si verifica la necessità, si esegue la prestazione, si completa la burocrazia (fogli da riempire sempre più numerosi), ci si saluta, avanti il prossimo.
Per rientrare nei tempi bisogna essere frettolosi, cosa esecrabile in un rapporto medico-cliente, ma così è.
Il cliente non sa che il tempo a sua disposizione è di 10 minuti.
Chi avrà stabilito che 10 minuti sono sufficienti? Viva i numeri, non la qualità!
Il Dott Tersilli ha insegnato, ed evidentemente qualche burocrate ha appreso, la correttezza delle scelte.
Provate a verificare quante cose si possono fare in 10 minuti di orologio specialmente in un rapporto medico-paziente.
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domenica, aprile 16, 2006
sabato, aprile 15, 2006
il chirurgo professionista ospedaliero
Il "chirurgo professionista" ospedaliero si riconosce facilmente.
Il "chirurgo professionista" ospedaliero ha necessità di seguire il cliente-paziente anche dopo l'intervento chirurgico, per cui, se il cliente-paziente non è un pagante, utilizza un anbulatorio ospedaliero per visitarli gratuitamente.
Apparentemente sembra un benefattore ma, di fatto, priva l'Azienda ospedale dei suoi legittimi tickets.
Per il suo interesse, che di fatto si concretizza anche nell'interesse del cliente-paziente, procede ad attività ambulatoriale gratuita.
In ospedale ci sono due modalità per accedere ad una visita ambulatoriale chirurgica o ad una medicazione:
1-ambulatorio chirurgico dell'ospedale o del distretto (pagamento del ticket per i non esenti)
2-ambulatorio chirurgico personale (a libera professione, intramoenia) del chirurgo professionista.
Tutte le altre forme di visite chirurgiche "gratuite", in reparto oppure in ambulatorio, sono abusive, illegali, potrebbero essere classificate come "truffaldine", perchè impediscono (e privano l'Azienda Ospedale) la riscossione del ticket per i non esenti (privano l'ospedale dell'entrata di quattrini contanti).
Come si chiama chi impedisce una legittima entrata di quattrini all'ospedale?
Sarà anche gratuita ma è una prestazione illegale, è solo a vantaggio del chirurgo che la fa (apparentemente è a vantaggio del cliente-paziente).
....continua....
Il "chirurgo professionista" ospedaliero ha necessità di seguire il cliente-paziente anche dopo l'intervento chirurgico, per cui, se il cliente-paziente non è un pagante, utilizza un anbulatorio ospedaliero per visitarli gratuitamente.
Apparentemente sembra un benefattore ma, di fatto, priva l'Azienda ospedale dei suoi legittimi tickets.
Per il suo interesse, che di fatto si concretizza anche nell'interesse del cliente-paziente, procede ad attività ambulatoriale gratuita.
In ospedale ci sono due modalità per accedere ad una visita ambulatoriale chirurgica o ad una medicazione:
1-ambulatorio chirurgico dell'ospedale o del distretto (pagamento del ticket per i non esenti)
2-ambulatorio chirurgico personale (a libera professione, intramoenia) del chirurgo professionista.
Tutte le altre forme di visite chirurgiche "gratuite", in reparto oppure in ambulatorio, sono abusive, illegali, potrebbero essere classificate come "truffaldine", perchè impediscono (e privano l'Azienda Ospedale) la riscossione del ticket per i non esenti (privano l'ospedale dell'entrata di quattrini contanti).
Come si chiama chi impedisce una legittima entrata di quattrini all'ospedale?
Sarà anche gratuita ma è una prestazione illegale, è solo a vantaggio del chirurgo che la fa (apparentemente è a vantaggio del cliente-paziente).
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venerdì, aprile 14, 2006
il chirurgo professionista 3
Il "chirurgo professionista" è quello che lavora senza orario.
La classica figura del chirurgo appassionato, che lavora "senza guardare l'orologio", che segue i suoi pazienti senza dipendere dal giorno nè dall'ora, che è sempre aggiornato sui temi della sua professione, che è poco incline alle tematiche sindacali, che accumula ore di servizio non pagate, è il "chirurgo professionista".
La qualità della prestazione del "chirurgo professionista" è sicuramente superiore a quella del "chirurgo operaio".
Una variante del "chirurgo professionista" è il "chirurgo libero professionista".
Il "chirurgo libero professionista" è quello che lavora solo in privato e quindi fa base in una clinica privata, spesso non convenzionata.
.....continua.....
La classica figura del chirurgo appassionato, che lavora "senza guardare l'orologio", che segue i suoi pazienti senza dipendere dal giorno nè dall'ora, che è sempre aggiornato sui temi della sua professione, che è poco incline alle tematiche sindacali, che accumula ore di servizio non pagate, è il "chirurgo professionista".
La qualità della prestazione del "chirurgo professionista" è sicuramente superiore a quella del "chirurgo operaio".
Una variante del "chirurgo professionista" è il "chirurgo libero professionista".
Il "chirurgo libero professionista" è quello che lavora solo in privato e quindi fa base in una clinica privata, spesso non convenzionata.
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giovedì, aprile 13, 2006
il chirurgo professionista 2
Il chirurgo professionista è quello che normalmente tutti vorrebbero per i loro problemi di patologia chirurgica (malattie che hanno necessità di un intervento chirurgico come cura).
Nessun medico, nessuna persona importante, nessun personaggio pubblico o privato si rivolgerebbe al "chirurgo operaio", tutti preferiscono il "chirurgo professionista".
Il pubblico che afferisce agli ospedali o alla struttura sanitaria pubblica in generale deve accontentarsi del "chirurgo operaio" per le sue necessità chirurgiche, perchè ?
O si hanno le conoscenze, o si hanno gli amici, o si hanno quattrini (oggi ci sono le assicurazioni, non esistono più i paganti in proprio, salvo poche eccezioni) per accedere al "chirurgo professionista".
Mi sembra evidente che ci sono differenze tra il "chirurgo operaio" ed il "chirurgo professionista" e che, potendo scegliere, si sceglierebbe il "chirurgo professionista"!!!!!
La conclusione è che il "chirurgo operaio" è una distorsione del sistema, una invenzione artificiale del sistema, una distorsione del sistema fatta per il "gregge" che si rivolge alla struttura pubblica.
Ricordo che è il "gregge" che paga per sostenere il sistema quindi alla fine è per interesse di pochi che esiste il "chirurgo operaio"!!!
.....continua....
Nessun medico, nessuna persona importante, nessun personaggio pubblico o privato si rivolgerebbe al "chirurgo operaio", tutti preferiscono il "chirurgo professionista".
Il pubblico che afferisce agli ospedali o alla struttura sanitaria pubblica in generale deve accontentarsi del "chirurgo operaio" per le sue necessità chirurgiche, perchè ?
O si hanno le conoscenze, o si hanno gli amici, o si hanno quattrini (oggi ci sono le assicurazioni, non esistono più i paganti in proprio, salvo poche eccezioni) per accedere al "chirurgo professionista".
Mi sembra evidente che ci sono differenze tra il "chirurgo operaio" ed il "chirurgo professionista" e che, potendo scegliere, si sceglierebbe il "chirurgo professionista"!!!!!
La conclusione è che il "chirurgo operaio" è una distorsione del sistema, una invenzione artificiale del sistema, una distorsione del sistema fatta per il "gregge" che si rivolge alla struttura pubblica.
Ricordo che è il "gregge" che paga per sostenere il sistema quindi alla fine è per interesse di pochi che esiste il "chirurgo operaio"!!!
.....continua....
mercoledì, aprile 12, 2006
il chirurgo professionista
Il chirurgo professionista è quello che si occupa del cliente-paziente in tutto e per tutto.
Dal primo incontro fino al trattamento e dopo, il chirurgo professionista è il responsabile unico del cliente-paziente.
E' lui che propone la diagnosi, propone il trattamento, controlla il risultato del trattamento e si occupa delle eventuali complicazioni che dovessero presentarsi per l'intervento chirurgico.
Il chirurgo professionista è quello che tutti vorremmo.
Il chirurgo professionista è responsabile del nostro problema dalla diagnosi fino all'esito del trattamento, in pratica è quello che succede quando scegliamo il chirurgo pagando.
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Dal primo incontro fino al trattamento e dopo, il chirurgo professionista è il responsabile unico del cliente-paziente.
E' lui che propone la diagnosi, propone il trattamento, controlla il risultato del trattamento e si occupa delle eventuali complicazioni che dovessero presentarsi per l'intervento chirurgico.
Il chirurgo professionista è quello che tutti vorremmo.
Il chirurgo professionista è responsabile del nostro problema dalla diagnosi fino all'esito del trattamento, in pratica è quello che succede quando scegliamo il chirurgo pagando.
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martedì, aprile 11, 2006
chirurgo operaio, ?
Che importanza ha sapere che esiste il "chirurgo operaio" ?
Fare il chirurgo come se si fosse impiegati/operai è un controsenso.
Chi ha scelto di fare il chirurgo non è fatto per fare l'impiegato/operaio.
La conseguenza di questa realtà è che può esistere un "chirurgo operaio" per scelta personale dopo insuccessi di carriera oppure per costrizione (leggi "organizzazione".
In entrambi i casi sono professionisti frustrati, scontenti, potenzialmente a rischio di errori.
I clienti che incontrano questi personaggi possono essere scontenti del modo di fare, possono essere vittime di errori certamente involontari.
Gli errori umani hanno facilità a concretizzarsi, lo scontento facilita l'intolleranza.
In una epoca in cui tutte le aziende ricercano la soddisfazione dei clienti attraverso la soddisfazione dei propri dipendenti (dipendente contento=cliente soddisfatto) l'Azienda ospedale percorre strade opposte:
i dipendenti ospedalieri stanno vivendo il massimo della insoddisfazione ed il massimo della frustrazione (in particolare questo vale per i chirurghi dipendenti ospedalieri).
Cui prodest ?
.....continua....
Fare il chirurgo come se si fosse impiegati/operai è un controsenso.
Chi ha scelto di fare il chirurgo non è fatto per fare l'impiegato/operaio.
La conseguenza di questa realtà è che può esistere un "chirurgo operaio" per scelta personale dopo insuccessi di carriera oppure per costrizione (leggi "organizzazione".
In entrambi i casi sono professionisti frustrati, scontenti, potenzialmente a rischio di errori.
I clienti che incontrano questi personaggi possono essere scontenti del modo di fare, possono essere vittime di errori certamente involontari.
Gli errori umani hanno facilità a concretizzarsi, lo scontento facilita l'intolleranza.
In una epoca in cui tutte le aziende ricercano la soddisfazione dei clienti attraverso la soddisfazione dei propri dipendenti (dipendente contento=cliente soddisfatto) l'Azienda ospedale percorre strade opposte:
i dipendenti ospedalieri stanno vivendo il massimo della insoddisfazione ed il massimo della frustrazione (in particolare questo vale per i chirurghi dipendenti ospedalieri).
Cui prodest ?
.....continua....
lunedì, aprile 10, 2006
chirurgo operaio, vantaggi 3
Chi altri può avere vantaggi dal "chirurgo operaio" ?
Il Direttore della Struttura Complessa (ex U.O. cioè Unità Operativa) di Chirurgia ed il "chirurgo professionista", oltre l'Azienda, sono quelli che hanno vantaggi dall'organizzazione per turni degli altri chirurghi.
Il cliente-paziente vedrà continuamente (ogni mattina di ogni giorno) il Direttore ed il chirurgo professionista e interpreterà la circostanza come confacente e responsabile solo per questi professionisti rafforzando la fiducia solo in loro e quindi ricercandoli eventualmente dopo la dimissione.
Questo tipo di vantaggio è una conseguenza mentre quello voluto è sicuramente il risparmio di spesa a fine anno per l'Azienda. L'enigma è se questo obiettivo (il risparmio attraverso il lavoro per turni dei chirurghi) è voluto dall'Azienda oppure dal Direttore della Struttura per risparmiare sul budget proprio (premio a fine anno?).
.......continua........
Il Direttore della Struttura Complessa (ex U.O. cioè Unità Operativa) di Chirurgia ed il "chirurgo professionista", oltre l'Azienda, sono quelli che hanno vantaggi dall'organizzazione per turni degli altri chirurghi.
Il cliente-paziente vedrà continuamente (ogni mattina di ogni giorno) il Direttore ed il chirurgo professionista e interpreterà la circostanza come confacente e responsabile solo per questi professionisti rafforzando la fiducia solo in loro e quindi ricercandoli eventualmente dopo la dimissione.
Questo tipo di vantaggio è una conseguenza mentre quello voluto è sicuramente il risparmio di spesa a fine anno per l'Azienda. L'enigma è se questo obiettivo (il risparmio attraverso il lavoro per turni dei chirurghi) è voluto dall'Azienda oppure dal Direttore della Struttura per risparmiare sul budget proprio (premio a fine anno?).
.......continua........
sabato, aprile 08, 2006
chirurgo operaio, vantaggi 2
Il chirurgo operaio che lavora per turni deve assolvere i suoi doveri istituzionali.
L'orario di lavoro che viene svolto per turni rende la spesa mensile costante per l'Azienda.
Il vantaggio per l'Azienda è indubbio!
Il chirurgo operaio lavorando per turni ha maggiore tempo libero, del tipo 12 ore di giorno il Lunedì, libero il martedì, 12 ore di notte il mercoledì, libero il giovedì, etc. etc.....
Questo tipo di organizzazione rende estranei alle problematiche dei pazienti chirurgici e non permette il mantenimento costante della professionalità.
La libera professione intramoenia è puramente teorica.
L'assistenza ai pazienti chirurgici è penalizzata da una mancanza assoluta di continuità assistenziale.
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L'orario di lavoro che viene svolto per turni rende la spesa mensile costante per l'Azienda.
Il vantaggio per l'Azienda è indubbio!
Il chirurgo operaio lavorando per turni ha maggiore tempo libero, del tipo 12 ore di giorno il Lunedì, libero il martedì, 12 ore di notte il mercoledì, libero il giovedì, etc. etc.....
Questo tipo di organizzazione rende estranei alle problematiche dei pazienti chirurgici e non permette il mantenimento costante della professionalità.
La libera professione intramoenia è puramente teorica.
L'assistenza ai pazienti chirurgici è penalizzata da una mancanza assoluta di continuità assistenziale.
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venerdì, aprile 07, 2006
chirurgo operaio, vantaggi
Il chirurgo operaio offre vantaggi? a chi?
Il budget della Chirurgia è comprensivo dei costi del personale, ovviamente anche del personale medico.
Il personale di assistenza, infermieri, lavora per turni per cui rappresenta un costo fisso.
Il personale medico, dirigenti, lavora per obiettivi e deve fare un orario mensile minimo obbligatorio che significa spesa variabile e sempre verso l'alto.
Come ridurre la spesa del personale?
Semplice, si organizza il lavoro dei dirigenti per turni e si limita la spesa.
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Il budget della Chirurgia è comprensivo dei costi del personale, ovviamente anche del personale medico.
Il personale di assistenza, infermieri, lavora per turni per cui rappresenta un costo fisso.
Il personale medico, dirigenti, lavora per obiettivi e deve fare un orario mensile minimo obbligatorio che significa spesa variabile e sempre verso l'alto.
Come ridurre la spesa del personale?
Semplice, si organizza il lavoro dei dirigenti per turni e si limita la spesa.
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giovedì, aprile 06, 2006
chirurgo operaio, svantaggi
Il chirurgo operaio (turnista) è il peggiore chirurgo che possa capitare.
Il chirurgo operaio (turnista) ha una preparazione parziale, ha una esperienza parziale, offre una prestazione parziale-frammentata, ha una responsabilità discutibile e non completamente chiara.
Il codice deontologico dell'Albo dei medici non si riferisce ai turni ospedalieri ma alla responsabilità intera della terapia intesa nella sua completezza.
La responsabilità medico-legale del chirurgo operaio è una incognita, infatti questo tipo di organizzazione è del tutto recente per cui non si è concretizzata una casistica sufficiente a definire regole generali.
Certamente si ha un risparmio nella gestione della chirurgia, gestione in termini di costi certi per ore lavorate definite.
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Il chirurgo operaio (turnista) ha una preparazione parziale, ha una esperienza parziale, offre una prestazione parziale-frammentata, ha una responsabilità discutibile e non completamente chiara.
Il codice deontologico dell'Albo dei medici non si riferisce ai turni ospedalieri ma alla responsabilità intera della terapia intesa nella sua completezza.
La responsabilità medico-legale del chirurgo operaio è una incognita, infatti questo tipo di organizzazione è del tutto recente per cui non si è concretizzata una casistica sufficiente a definire regole generali.
Certamente si ha un risparmio nella gestione della chirurgia, gestione in termini di costi certi per ore lavorate definite.
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mercoledì, aprile 05, 2006
chirurgo operaio, turnista
L'organizzazione per turni, organizzazione tipica degli operai, è magistralmente realizzata per gli anestesisti.
Gli anestesisti ospedalieri sono organizzati per turni.
I turni sono tipici: 8-14, 14-20, 20-8.
Chi deve essere sottoposto ad intervento chirurgico riceve la visita anestesiologica da un anestesista (X), è anestesizzato da un altro anestesista (Y) e se l'intervento chirurgico si protrae oltre il turno (oltre le 14.00) subentra un altro anestesista (Z); nel caso sfortunato che si avesse bisogno di essere ricoverati in Terapia Intensiva-Rianimazione si entra in un altro sistema di turni.
Nel caso di ritorno in reparto, dopo l'intervento, ci sarà un altro anestesista (quello di guardia) per le necessità post-operatorie (W).
In tutta questa girandola di anestesisti è ovvio che non tutti la pensano allo stesso modo e quello che è giusto per uno non è detto che lo sia per gli altri.
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Gli anestesisti ospedalieri sono organizzati per turni.
I turni sono tipici: 8-14, 14-20, 20-8.
Chi deve essere sottoposto ad intervento chirurgico riceve la visita anestesiologica da un anestesista (X), è anestesizzato da un altro anestesista (Y) e se l'intervento chirurgico si protrae oltre il turno (oltre le 14.00) subentra un altro anestesista (Z); nel caso sfortunato che si avesse bisogno di essere ricoverati in Terapia Intensiva-Rianimazione si entra in un altro sistema di turni.
Nel caso di ritorno in reparto, dopo l'intervento, ci sarà un altro anestesista (quello di guardia) per le necessità post-operatorie (W).
In tutta questa girandola di anestesisti è ovvio che non tutti la pensano allo stesso modo e quello che è giusto per uno non è detto che lo sia per gli altri.
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martedì, aprile 04, 2006
scelta Altroconsumo
Finalmente una associazione di consumatori, Altroconsumo , ha scoperto la necessità di saperne di più sugli ospedali.
"L’associazione indipendente di consumatori ha voluto in questo modo iniziare a colmare la mancanza di trasparenza su quale sia il livello di qualità dei servizi ospedalieri: ad oggi infatti non esiste un sistema pubblico che, attraverso criteri condivisi, sia utile al consumatore per confrontare la qualità degli ospedali. "
"Un esempio per tutti: i cittadini non hanno ancora accesso ai tassi di mortalità standardizzati o di infezioni ospedaliere delle singole strutture mediche. "
Prima o poi si accorgeranno dei "chirurghi operai" e dei risultati discutibili che offrono.
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"L’associazione indipendente di consumatori ha voluto in questo modo iniziare a colmare la mancanza di trasparenza su quale sia il livello di qualità dei servizi ospedalieri: ad oggi infatti non esiste un sistema pubblico che, attraverso criteri condivisi, sia utile al consumatore per confrontare la qualità degli ospedali. "
"Un esempio per tutti: i cittadini non hanno ancora accesso ai tassi di mortalità standardizzati o di infezioni ospedaliere delle singole strutture mediche. "
Prima o poi si accorgeranno dei "chirurghi operai" e dei risultati discutibili che offrono.
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lunedì, aprile 03, 2006
chirurgo operaio e chirurgo professionista
Per la gente comune il chirurgo è una figura unica.
Nella realtà il chirurgo, in particolare quello ospedaliero, può essere di due tipi:
il chirurgo operaio ed il chirurgo professionista.
Tipico chirurgo ospedaliero è il chirurgo operaio.
L'organizzazione aziendale ospedaliera tende a ridurre sempre più il chirurgo ad un operaio.
Il Direttore si ingegna ad organizzare il lavoro del gruppo come ad una catena di montaggio, per turni.
Il turno accoglienza, il turno visita di reparto, il turno reperibilità, il turno ambulatorio, il turno di guardia.
La continuità assistenziale manca del tutto.
Idealmente norme comportamentali, in teoria accettate dai chirurghi, servono a standardizzare le procedure e quindi spersonalizzano la prestazione.
Il cliente-paziente, nel percosrso diagnostico-terapeutico, ha occasione di conoscere più medici-chirurghi assumendo che la prestazione è fornita dalla istituzione pubblica tramite procedure prestabilite ed attuate da chirurghi operai.
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Nella realtà il chirurgo, in particolare quello ospedaliero, può essere di due tipi:
il chirurgo operaio ed il chirurgo professionista.
Tipico chirurgo ospedaliero è il chirurgo operaio.
L'organizzazione aziendale ospedaliera tende a ridurre sempre più il chirurgo ad un operaio.
Il Direttore si ingegna ad organizzare il lavoro del gruppo come ad una catena di montaggio, per turni.
Il turno accoglienza, il turno visita di reparto, il turno reperibilità, il turno ambulatorio, il turno di guardia.
La continuità assistenziale manca del tutto.
Idealmente norme comportamentali, in teoria accettate dai chirurghi, servono a standardizzare le procedure e quindi spersonalizzano la prestazione.
Il cliente-paziente, nel percosrso diagnostico-terapeutico, ha occasione di conoscere più medici-chirurghi assumendo che la prestazione è fornita dalla istituzione pubblica tramite procedure prestabilite ed attuate da chirurghi operai.
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domenica, aprile 02, 2006
URP - Regione Toscana
Il "Decalogo dei diritti e dei doveri".
La Regione Toscana ha stabilito e deliberato il "Decalogo dei diritti e dei doveri" che deve essere consegnato ai clienti-pazienti in occasione della firma del consenso informato: ( http://soalinux.comune.firenze.it/7/cddm/info.htm) Decalogo dei diritti e dei doveri .
Qualcuno ha avuto occasione di leggerlo?
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La Regione Toscana ha stabilito e deliberato il "Decalogo dei diritti e dei doveri" che deve essere consegnato ai clienti-pazienti in occasione della firma del consenso informato: ( http://soalinux.comune.firenze.it/7/cddm/info.htm) Decalogo dei diritti e dei doveri .
Qualcuno ha avuto occasione di leggerlo?
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sabato, aprile 01, 2006
URP - clienti scontenti
Usualmente si legge di controversie (in genere problemi medico-legali) tra medici e clienti-pazienti.
Esistono anche problemi o controversie tra ricoverati e personale di assistenza ma questi non emergono quasi mai.
I comportamenti del personale di assistenza variano dalla semplice educazione civile interpersonale ai rispetti delle norme della privacy.
Esistono documenti ufficiali che servono di riferimento sui diritti-doveri ( Carta dei diritti e dei doveri degli utenti) .
I ricoverati sono in una condizione di assoluta soggezione, specialmente quelli che non hanno la completa autonomia, e a volte l'educazione ed il rispetto risentono del lavoro di routine o di momenti di sovraccarico.
Mi è capitato di ricevere lamentele ma poi non si sono trasformate in lettere di protesta all'ufficio URP.
Durante il ricovero si subisce, si lamentano disservizi o episodi di umiliazione ma, passato il periodo critico, riconquistata la "libertà", si preferisce dimenticare.
Il rinunciare alle proteste, alle segnalazioni, consolida i comportamenti e ufficialmente, mancando documenti che possano affermare il contrario, "tutto va bene" anzi "meglio non potrebbe essere".
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Esistono anche problemi o controversie tra ricoverati e personale di assistenza ma questi non emergono quasi mai.
I comportamenti del personale di assistenza variano dalla semplice educazione civile interpersonale ai rispetti delle norme della privacy.
Esistono documenti ufficiali che servono di riferimento sui diritti-doveri ( Carta dei diritti e dei doveri degli utenti) .
I ricoverati sono in una condizione di assoluta soggezione, specialmente quelli che non hanno la completa autonomia, e a volte l'educazione ed il rispetto risentono del lavoro di routine o di momenti di sovraccarico.
Mi è capitato di ricevere lamentele ma poi non si sono trasformate in lettere di protesta all'ufficio URP.
Durante il ricovero si subisce, si lamentano disservizi o episodi di umiliazione ma, passato il periodo critico, riconquistata la "libertà", si preferisce dimenticare.
Il rinunciare alle proteste, alle segnalazioni, consolida i comportamenti e ufficialmente, mancando documenti che possano affermare il contrario, "tutto va bene" anzi "meglio non potrebbe essere".
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giovedì, marzo 30, 2006
URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico
L'Uffico Relazioni con il Pubblico (URP) è un ufficio poco conosciuto.
L'URP di fatto è l'ufficio che interfaccia la struttura pubblica con il pubblico, è presente in tutti gli ospedali o ASL.
Il cliente-paziente può rivolgersi all'URP per proteste o richiesta di informazioni, l'URP ha l'obbligo di rispondere.
In particolare per le lamentele e le proteste deve rispondere dopo aver sentito i responsabili delle strutture coinvolte nel disservizio (in pratica funziona da ex" ufficio reclami";).
L'URP non è molto valorizzato nè pubblicizzato ma è utilissimo per i clienti-pazienti perchè deve rispettare degli obblighi precisi.
Tutto quello che passa dall'URP rappresenta lo scontento del pubblico e quindi la Direzione Aziendale non può ignorarlo.
Se desiderate che qualcosa cambi nel rapporto con i servizi pubblici sforzatevi di considerare l'URP come il vostro accesso ai dirigenti pubblici, non possono ignorarvi.
.....continua.....
L'URP di fatto è l'ufficio che interfaccia la struttura pubblica con il pubblico, è presente in tutti gli ospedali o ASL.
Il cliente-paziente può rivolgersi all'URP per proteste o richiesta di informazioni, l'URP ha l'obbligo di rispondere.
In particolare per le lamentele e le proteste deve rispondere dopo aver sentito i responsabili delle strutture coinvolte nel disservizio (in pratica funziona da ex" ufficio reclami";).
L'URP non è molto valorizzato nè pubblicizzato ma è utilissimo per i clienti-pazienti perchè deve rispettare degli obblighi precisi.
Tutto quello che passa dall'URP rappresenta lo scontento del pubblico e quindi la Direzione Aziendale non può ignorarlo.
Se desiderate che qualcosa cambi nel rapporto con i servizi pubblici sforzatevi di considerare l'URP come il vostro accesso ai dirigenti pubblici, non possono ignorarvi.
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mercoledì, marzo 29, 2006
le bufale, aggiornamento professionale
Questa mattina sono stato ad un convegno sulle reazioni ai farmaci.
Tutto gratis compreso il lunch.
Era affollato, solite autorità, saluti riportati, ripetizione dei soliti riti ufficiali.
Tra il pubblico molti medici pensionati.
Esposizione di teorie, le ultime teorie di moda in attesa delle prossime che sconfessino le precedenti.
Uno dei moderatori accenna alla filosofia, alla vita, ai principi della ricerca, gesticola si agita, sembra una sceneggiata (la coda si apre a ruota, soffre di protagonismo e narcisismo cronico).
Il prossimo relatore, dopo i saluti ed i ringraziamenti ( ringrazia tutti-nessuno escluso), comincia prendendola larga, le diapositive non sono leggibili, parole, parole, parole.
Mi ricordo del libro "Attenti alle bufale", rifletto sui criteri di valutazione riportati dall'autore del libro, riguardo il programma, leggo i nomi dei relatori e mi chiedo:
"ma io che ci faccio qui?
è tempo utile?
mi servono i crediti ECM?
no!!!
posso avere le stesse informazioni su internet?
si!!!
mi rendo conto che posso essere più utile altrove!!
mi rendo conto che posso divertirmi meglio altrove!!!!
Mi sono alzato e me ne sono andato.
........continua........
Tutto gratis compreso il lunch.
Era affollato, solite autorità, saluti riportati, ripetizione dei soliti riti ufficiali.
Tra il pubblico molti medici pensionati.
Esposizione di teorie, le ultime teorie di moda in attesa delle prossime che sconfessino le precedenti.
Uno dei moderatori accenna alla filosofia, alla vita, ai principi della ricerca, gesticola si agita, sembra una sceneggiata (la coda si apre a ruota, soffre di protagonismo e narcisismo cronico).
Il prossimo relatore, dopo i saluti ed i ringraziamenti ( ringrazia tutti-nessuno escluso), comincia prendendola larga, le diapositive non sono leggibili, parole, parole, parole.
Mi ricordo del libro "Attenti alle bufale", rifletto sui criteri di valutazione riportati dall'autore del libro, riguardo il programma, leggo i nomi dei relatori e mi chiedo:
"ma io che ci faccio qui?
è tempo utile?
mi servono i crediti ECM?
no!!!
posso avere le stesse informazioni su internet?
si!!!
mi rendo conto che posso essere più utile altrove!!
mi rendo conto che posso divertirmi meglio altrove!!!!
Mi sono alzato e me ne sono andato.
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martedì, marzo 28, 2006
intervallo: blog e wiki
I termini da conoscere per continuare sono: blog e wiki.
"Il termine blog è la contrazione dell'originario Weblog (web-log), usato per la prima volta nel 1997.
Identifica un sito Web che contiene articoli brevi (i post) organizzati generalmente in ordine cronologico.
I blog sono nella maggior parte dei casi siti amatoriali dove l'autore (il blogger) inserisce articoli sui temi di sua preferenza (dal diario personale sino alla propaganda politica, passando per molti temi tecnologici) e lascia che siano i visitatori del sito a commentarli facendo nascere nuovi flussi di discussione."
"Un wiki (dall'espressione hawaiana "wiki wiki", che significa rapido, veloce) è invece un sito al cui contenuto possono contribuire tutti i visitatori, registrati o meno a seconda del caso.
Un wiki è generalmente dedicato a un tema che varia dal generico al molto specifico, quindi il 'pubblico' che vi contribuisce è - o dovrebbe essere - costituito da specialisti o appassionati del tema stesso.
L'idea alla base dei wiki è che la comunità è in grado autonomamente di eliminare i contributi inadatti o errati e di far risaltare quelli corretti, il wiki rappresenta il risultato del lavoro di gruppo, il contenuto è scritto a più mani."
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"Il termine blog è la contrazione dell'originario Weblog (web-log), usato per la prima volta nel 1997.
Identifica un sito Web che contiene articoli brevi (i post) organizzati generalmente in ordine cronologico.
I blog sono nella maggior parte dei casi siti amatoriali dove l'autore (il blogger) inserisce articoli sui temi di sua preferenza (dal diario personale sino alla propaganda politica, passando per molti temi tecnologici) e lascia che siano i visitatori del sito a commentarli facendo nascere nuovi flussi di discussione."
"Un wiki (dall'espressione hawaiana "wiki wiki", che significa rapido, veloce) è invece un sito al cui contenuto possono contribuire tutti i visitatori, registrati o meno a seconda del caso.
Un wiki è generalmente dedicato a un tema che varia dal generico al molto specifico, quindi il 'pubblico' che vi contribuisce è - o dovrebbe essere - costituito da specialisti o appassionati del tema stesso.
L'idea alla base dei wiki è che la comunità è in grado autonomamente di eliminare i contributi inadatti o errati e di far risaltare quelli corretti, il wiki rappresenta il risultato del lavoro di gruppo, il contenuto è scritto a più mani."
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lunedì, marzo 27, 2006
la perla
Molti clienti-pazienti non scelgono il chirurgo, a loro va bene qualsiasi chirurgo di turno.
Su questo principio si basa la scelta dell'azienda ospedale.
Qualsiasi ospedale va bene, qualsiasi chirurgo va bene.
La conseguenza dovrebbe essere che, se in una città ci sono più ospedali e quindi più chirurgie, non dovrebbe esistere una lista di attesa lunga (3-5-7 mesi per operarsi).
Basterebbe sapere dove si aspetta meno, coordinare le chirurgie, e farsi operare dove si aspetta di meno.
Il tutto porterebbe ad un uso razionale delle risorse disponibili e si farebbe aspettare meno la gente che ha necessità di un intervento chirurgico.
Questa mattina ho comunicato ad un cliente-paziente che il suo intervento sarebbe stato fatto ad ottobre 2006 secondo la lista di attesa, sarebbe bastato indirizzare il cliente-paziente ad un altro presidio ospedaliero (altra chirurgia) della stessa azienda e magari avrebbe aspettato solo qualche mese!!
Se una azienda ospedaliera ha più presidi ospedalieri, quindi più chirurgie, basterebbe avere una sola lista di attesa aziendale, coordinare le chirurgie e distribuire il lavoro di elezione (lista di attesa) alle varie chirurgie, infondo tutti i chirurghi sono uguali!!!!!!
Perchè non viene fatto?
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Su questo principio si basa la scelta dell'azienda ospedale.
Qualsiasi ospedale va bene, qualsiasi chirurgo va bene.
La conseguenza dovrebbe essere che, se in una città ci sono più ospedali e quindi più chirurgie, non dovrebbe esistere una lista di attesa lunga (3-5-7 mesi per operarsi).
Basterebbe sapere dove si aspetta meno, coordinare le chirurgie, e farsi operare dove si aspetta di meno.
Il tutto porterebbe ad un uso razionale delle risorse disponibili e si farebbe aspettare meno la gente che ha necessità di un intervento chirurgico.
Questa mattina ho comunicato ad un cliente-paziente che il suo intervento sarebbe stato fatto ad ottobre 2006 secondo la lista di attesa, sarebbe bastato indirizzare il cliente-paziente ad un altro presidio ospedaliero (altra chirurgia) della stessa azienda e magari avrebbe aspettato solo qualche mese!!
Se una azienda ospedaliera ha più presidi ospedalieri, quindi più chirurgie, basterebbe avere una sola lista di attesa aziendale, coordinare le chirurgie e distribuire il lavoro di elezione (lista di attesa) alle varie chirurgie, infondo tutti i chirurghi sono uguali!!!!!!
Perchè non viene fatto?
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sabato, marzo 25, 2006
essere ed apparire
Tutti sappiamo che il personale infermieristico scarseggia.
In particolare gli infermieri professionali sono ridotti e nei reparti di chirurgia il turno di infermieri è ristrutturato, nel senso che da due infermieri professionali per turno vengono sostituiti da 1 infermiere professionale e 1 infermiere o.s.s. (ex infermieri generici).
Il turno di infermieri è rinforzato da 1 infermiere professionale la mattina ed 1 infermiere professionale il pomeriggio.
Il tutto con un evidente ridimensionamento dell'assistenza.
E' attivato un nuovo servizio all'utenza, il servizio di accoglienza del reparto, e cosa si sceglie di fare ?
Si toglie 1 infermiere professionale dal reparto chiedendo, per piacere, di sostituirlo con 1 infermiere o.s.s.!
"Poiché questo servizio distaccherà una diplomata dal reparto per 4 giorni a settimana chiedo che in questi quattro giorni possa essere reintegrata la mattina con un infermiere OSS; mi sembra che sia una richiesta onesta ed equilibrata e che la responsabile del servizio infermieristico dovrebbe soddisfare per non creare dei momenti di difficoltà da un progetto ideato invece per migliorare complessivamente l’offerta assistenziale"
"PERSONALE:
- 2 infermieri professionali dedicati (se facenti parte dell’organico infermieristico della U.O. di chirurgia sono da sostituire in reparto almeno con 1 OSS)
- 1 medico (a rotazione tra 4 componenti dell’equipe chirurgica)
- 1 amministrativo (per la gestione complessiva dell’attività di reparto)."
...il tutto per un servizio essenziamente burocratico!
"Progetto accoglienza della U.O. di Chirurgia"
"Obiettivo specifico nell’ambito del ri-orientamento dei servizi sanitari ospedalieri è anche quello di individuare ed ottimizzare il percorso assistenziale di tutti i possibili utenti, a partire dal loro ingresso in ospedale.
Questo progetto prevede la diffusione di messaggi che favoriscano la promozione della salute e del confort dei pz. all’interno dell’ospedale, anche tramite materiale informativo."
Avremo una accoglienza ottimizzata per i clienti-pazienti a scapito di una riduzione della qualità professionale dell'assistenza in reparto!
A quanto sembra è più importante apparire che essere!
In chirurgia?!
......continua......
In particolare gli infermieri professionali sono ridotti e nei reparti di chirurgia il turno di infermieri è ristrutturato, nel senso che da due infermieri professionali per turno vengono sostituiti da 1 infermiere professionale e 1 infermiere o.s.s. (ex infermieri generici).
Il turno di infermieri è rinforzato da 1 infermiere professionale la mattina ed 1 infermiere professionale il pomeriggio.
Il tutto con un evidente ridimensionamento dell'assistenza.
E' attivato un nuovo servizio all'utenza, il servizio di accoglienza del reparto, e cosa si sceglie di fare ?
Si toglie 1 infermiere professionale dal reparto chiedendo, per piacere, di sostituirlo con 1 infermiere o.s.s.!
"Poiché questo servizio distaccherà una diplomata dal reparto per 4 giorni a settimana chiedo che in questi quattro giorni possa essere reintegrata la mattina con un infermiere OSS; mi sembra che sia una richiesta onesta ed equilibrata e che la responsabile del servizio infermieristico dovrebbe soddisfare per non creare dei momenti di difficoltà da un progetto ideato invece per migliorare complessivamente l’offerta assistenziale"
"PERSONALE:
- 2 infermieri professionali dedicati (se facenti parte dell’organico infermieristico della U.O. di chirurgia sono da sostituire in reparto almeno con 1 OSS)
- 1 medico (a rotazione tra 4 componenti dell’equipe chirurgica)
- 1 amministrativo (per la gestione complessiva dell’attività di reparto)."
...il tutto per un servizio essenziamente burocratico!
"Progetto accoglienza della U.O. di Chirurgia"
"Obiettivo specifico nell’ambito del ri-orientamento dei servizi sanitari ospedalieri è anche quello di individuare ed ottimizzare il percorso assistenziale di tutti i possibili utenti, a partire dal loro ingresso in ospedale.
Questo progetto prevede la diffusione di messaggi che favoriscano la promozione della salute e del confort dei pz. all’interno dell’ospedale, anche tramite materiale informativo."
Avremo una accoglienza ottimizzata per i clienti-pazienti a scapito di una riduzione della qualità professionale dell'assistenza in reparto!
A quanto sembra è più importante apparire che essere!
In chirurgia?!
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venerdì, marzo 24, 2006
riassumendo
Riassumendo è utile leggere....
anzi è indispensabile aver letto:
Salvo complicazioni (http://www.fusiorari.it/gawande.htm)
Attenti alle bufale (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html)
Cosa sognano i pesci rossi (http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880454533.html;jsessionid=B48A135726E66985F694131C7ED1727F)
per non interpretare come fatti personali quello che scrivo sul blog chirurgia.
Se vogliamo scegliere con consapevolezza, se vogliamo capire quello che ci offre l'istituzione pubblica b
anzi è indispensabile aver letto:
Salvo complicazioni (http://www.fusiorari.it/gawande.htm)
Attenti alle bufale (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html)
Cosa sognano i pesci rossi (http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880454533.html;jsessionid=B48A135726E66985F694131C7ED1727F)
per non interpretare come fatti personali quello che scrivo sul blog chirurgia.
Se vogliamo scegliere con consapevolezza, se vogliamo capire quello che ci offre l'istituzione pubblica b
mercoledì, marzo 22, 2006
acquario
Acquario, dove vivono i pesci rossi.
Cosa sognano i pesci rossi (http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880454533.html;jsessionid=B48A135726E66985F694131C7ED1727F).
Altro link: intervista all'autore di "Cosa sognano i pesci rossi" (http://www.bol.it/libri/ms?id=001779).
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Cosa sognano i pesci rossi (http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880454533.html;jsessionid=B48A135726E66985F694131C7ED1727F).
Altro link: intervista all'autore di "Cosa sognano i pesci rossi" (http://www.bol.it/libri/ms?id=001779).
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domenica, marzo 19, 2006
bufale e venditori di fumo 5
Precisazioni indispensabili.
Quando si scrive di "esperienza" del chirurgo si intende la sua esperienza professionale di sala operatoria: quanti interventi chirurgici ha fatto come primo operatore, quanti e quali tipi di interventi chirurgici ha fatto, quali e quante complicazioni ha avuto con i suoi interventi chirurgici.
Le informazioni citate non sono disponibili, nessun chirurgo e nessuna struttura sanitaria fornisce queste informazioni che pure sono essenziali, fondamentali, necessarie per valutare ed essere in condizioni di scegliere essendo informati e, quindi, potendo fare una scelta oculata nell'interesse della propria salute.
Non tutti i chirurghi hanno esperienza di sala operatoria, meglio non tutti i chirurghi operano.
Anche i documenti ufficiali a volte sono falsi, può capitare che sul referto di sala operatoria sia indicato il nome di un chirurgo ed invece l'intervento è stato fatto da un altro chirurgo.
L'età anagrafica, gli anni di presenza in chirurgia possono indirizzare verso una indicazione o l'altra; certamente, se nello stesso gruppo chirurgico coesistono più fasce di età, quello più anziano ha più esperienza professionale e quindi più affidabile indipendentemente dal ruolo o compito affidatogli dal Direttore della Struttura Complessa.
E' da ricordare che le persone di fiducia del Direttore lo sono per fedeltà, amicizia o conoscenza non per professionalità.
Attualmente è in vigore il principio della "persona giusta nel posto giusto" e non del "migliore nel posto giusto" e le conseguenze di questi parametri di scelta le paghiamo tutti.
......continua......
Quando si scrive di "esperienza" del chirurgo si intende la sua esperienza professionale di sala operatoria: quanti interventi chirurgici ha fatto come primo operatore, quanti e quali tipi di interventi chirurgici ha fatto, quali e quante complicazioni ha avuto con i suoi interventi chirurgici.
Le informazioni citate non sono disponibili, nessun chirurgo e nessuna struttura sanitaria fornisce queste informazioni che pure sono essenziali, fondamentali, necessarie per valutare ed essere in condizioni di scegliere essendo informati e, quindi, potendo fare una scelta oculata nell'interesse della propria salute.
Non tutti i chirurghi hanno esperienza di sala operatoria, meglio non tutti i chirurghi operano.
Anche i documenti ufficiali a volte sono falsi, può capitare che sul referto di sala operatoria sia indicato il nome di un chirurgo ed invece l'intervento è stato fatto da un altro chirurgo.
L'età anagrafica, gli anni di presenza in chirurgia possono indirizzare verso una indicazione o l'altra; certamente, se nello stesso gruppo chirurgico coesistono più fasce di età, quello più anziano ha più esperienza professionale e quindi più affidabile indipendentemente dal ruolo o compito affidatogli dal Direttore della Struttura Complessa.
E' da ricordare che le persone di fiducia del Direttore lo sono per fedeltà, amicizia o conoscenza non per professionalità.
Attualmente è in vigore il principio della "persona giusta nel posto giusto" e non del "migliore nel posto giusto" e le conseguenze di questi parametri di scelta le paghiamo tutti.
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venerdì, marzo 17, 2006
bufale e venditori di fumo 4
Per non perdere il filo.
Il primo valore in assoluto per un chirurgo è l' "Esperienza".
Il secondo valore è la conoscenza della "Letteratura", in pratica l'aggiornamento continuo.
Leggendo il libro (http://www.fusiorari.it/gawande.htm) "Salvo complicazioni" (Appunti di un chirurgo americano su una scienza imperfetta) è possibile farsi una idea sulla formazione del chirurgo e su che cosa è la chirurgia.
Il libro narra dell'ambiente chirurgico degli USA ma ci sono molte similitudini e la verità di base è comune.
Fondamentalmente quando parlate con un chirurgo è possibile sentirsi dire "secondo la mia esperienza" oppure la "Letteratura dice che" o anche "tutti fanno così, tutti dicono di fare così".
In genere il chirurgo esperto cita la propria esperienza e indica la letteratura a conforto della sua tesi (se è aggiornato), mentre il chirurgo meno esperto cita prima cosa dice la letteratura giustificando la sua scelta in funzione della letteratura.
La differenza è di sostanza e fondamentale anche perchè bisogna saper leggere e saper valutare la Letteratura così come sostiene e descrive "Attenti alle bufale" (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html) .
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Il primo valore in assoluto per un chirurgo è l' "Esperienza".
Il secondo valore è la conoscenza della "Letteratura", in pratica l'aggiornamento continuo.
Leggendo il libro (http://www.fusiorari.it/gawande.htm) "Salvo complicazioni" (Appunti di un chirurgo americano su una scienza imperfetta) è possibile farsi una idea sulla formazione del chirurgo e su che cosa è la chirurgia.
Il libro narra dell'ambiente chirurgico degli USA ma ci sono molte similitudini e la verità di base è comune.
Fondamentalmente quando parlate con un chirurgo è possibile sentirsi dire "secondo la mia esperienza" oppure la "Letteratura dice che" o anche "tutti fanno così, tutti dicono di fare così".
In genere il chirurgo esperto cita la propria esperienza e indica la letteratura a conforto della sua tesi (se è aggiornato), mentre il chirurgo meno esperto cita prima cosa dice la letteratura giustificando la sua scelta in funzione della letteratura.
La differenza è di sostanza e fondamentale anche perchè bisogna saper leggere e saper valutare la Letteratura così come sostiene e descrive "Attenti alle bufale" (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html) .
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giovedì, marzo 16, 2006
bufale e venditori di fumo 3
La conseguenza più immediata è che tutti i chirurghi sono differenti, conservano una parziale omogeneità quelli che provengono dallo stesso ambiente chirurgico.
Dopo il parametro "esperienza" consideriamo il parametro "Letteratura".
Se leggiamo il libro "Attenti alle bufale" , di cui possiamo leggere una recensione del Sole 24 ore (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html), 2005, ci rendiamo conto che il campo è minato.
Limitiamo il campo ai chirurghi, stando a quello che si può leggere in "Attenti alle bufale" , si può affermare che la "Letteratura" è inquinata.
Il principale nemico del paziente è il "conflitto di interesse".
L'industria è altamente meritevole per i progressi attuali ma spesso spinge oltre quello che potrebbe essere il sostenibile.
Molte procedure e tecniche chirurgiche sono sponsorizzate, molte scelte sono condizionate dal risparmio.
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Dopo il parametro "esperienza" consideriamo il parametro "Letteratura".
Se leggiamo il libro "Attenti alle bufale" , di cui possiamo leggere una recensione del Sole 24 ore (http://www.attentiallebufale.it/libro/recensione_sole24ore.html), 2005, ci rendiamo conto che il campo è minato.
Limitiamo il campo ai chirurghi, stando a quello che si può leggere in "Attenti alle bufale" , si può affermare che la "Letteratura" è inquinata.
Il principale nemico del paziente è il "conflitto di interesse".
L'industria è altamente meritevole per i progressi attuali ma spesso spinge oltre quello che potrebbe essere il sostenibile.
Molte procedure e tecniche chirurgiche sono sponsorizzate, molte scelte sono condizionate dal risparmio.
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mercoledì, marzo 15, 2006
bufale e venditori di fumo 2
L'esperienza la si costruisce giorno per giorno, la casistica si acquisisce quotidianamente, più è varia la casistica maggiore è l'esperienza, il tutto ha tempi di calendario e non può essere compresso nè accellerato.
Per quanto riguarda il chirurgo è ovvio che se si lavora in un ospedale di periferia l'acquisizione dell'esperienza è limitata alla casistica che affluisce a quel tipo di ospedale.
La conseguenza è che esiste una differenza tra chirurghi per il percorso professionale, chi ha lavorato in ospedali maggiori ha una esperienza maggiore e più diversificata rispetto a quelli che hanno maturato la propria esperienza nell'ospedale di periferia e maggiormente se è stato sempre nello stesso ospedale.
Sono tutti elementi che "fanno" il chirurgo.
Il tempo più importante è la fase di formazione, dove si ha l' "inprinting" e che condizionerà i tempi successivi.
Nella fase di formazione il "maestro" rappresenta la figura cardine della professionalità.
Conoscendo l'ambiente di provenienza del chirurgo si può avere una idea della formazione fatta e dell'esperienza acquisita.
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Per quanto riguarda il chirurgo è ovvio che se si lavora in un ospedale di periferia l'acquisizione dell'esperienza è limitata alla casistica che affluisce a quel tipo di ospedale.
La conseguenza è che esiste una differenza tra chirurghi per il percorso professionale, chi ha lavorato in ospedali maggiori ha una esperienza maggiore e più diversificata rispetto a quelli che hanno maturato la propria esperienza nell'ospedale di periferia e maggiormente se è stato sempre nello stesso ospedale.
Sono tutti elementi che "fanno" il chirurgo.
Il tempo più importante è la fase di formazione, dove si ha l' "inprinting" e che condizionerà i tempi successivi.
Nella fase di formazione il "maestro" rappresenta la figura cardine della professionalità.
Conoscendo l'ambiente di provenienza del chirurgo si può avere una idea della formazione fatta e dell'esperienza acquisita.
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martedì, marzo 14, 2006
bufale e venditori di fumo
La malattia è vissuta in modo differente a seconda che si sia pazienti o medici.
Il paziente vive la malattia fondamentalmente con l' "emozione".
Il medico affronta la malattia fondamentalmente con il "raziocinio".
Da questa fondamentale differenza nascono aspettative e delusioni a volte sconcertanti.
I media presentano tutto ciò che è medicina come scienza e il pubblico ha fiducia nella scienza.
Una verità concreta è che la medicina non è una scienza!
La medicina, in particolare la chirurgia, ha basi scientifiche che con il tempo possono variare in funzione del progresso della conoscenza.
Quello che conosciamo è una minima parte della realtà e si procede per ipotesi e probabilità.
La chirurgia è artigianato nobile che ha come base l'esperienza e quindi il primo valore tra i medici è l'esperienza!
Il secondo valore è la conoscenza dei risultati dell'esperienza degli altri, i risultati dell'esperienza degli altri medici sono documentati nella "Letteratura".
La "Letteratura" , faro che illumina l'ignoranza e guida gli incerti, è quell'insieme di articoli più o meno scientifici che descrivono le esperienze degli altri medici, in altre parole un medico comunica i risultati della propria esperienza agli altri medici scrivendo un articolo che viene pubblicato su una rivista, la rivista fa da tramite tra i medici.
I congressi sono un momento di incontro tra i medici che puntualizzano i risultati di esperienze su determinate malattie.
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Il paziente vive la malattia fondamentalmente con l' "emozione".
Il medico affronta la malattia fondamentalmente con il "raziocinio".
Da questa fondamentale differenza nascono aspettative e delusioni a volte sconcertanti.
I media presentano tutto ciò che è medicina come scienza e il pubblico ha fiducia nella scienza.
Una verità concreta è che la medicina non è una scienza!
La medicina, in particolare la chirurgia, ha basi scientifiche che con il tempo possono variare in funzione del progresso della conoscenza.
Quello che conosciamo è una minima parte della realtà e si procede per ipotesi e probabilità.
La chirurgia è artigianato nobile che ha come base l'esperienza e quindi il primo valore tra i medici è l'esperienza!
Il secondo valore è la conoscenza dei risultati dell'esperienza degli altri, i risultati dell'esperienza degli altri medici sono documentati nella "Letteratura".
La "Letteratura" , faro che illumina l'ignoranza e guida gli incerti, è quell'insieme di articoli più o meno scientifici che descrivono le esperienze degli altri medici, in altre parole un medico comunica i risultati della propria esperienza agli altri medici scrivendo un articolo che viene pubblicato su una rivista, la rivista fa da tramite tra i medici.
I congressi sono un momento di incontro tra i medici che puntualizzano i risultati di esperienze su determinate malattie.
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lunedì, marzo 13, 2006
bufale
Il blog chirurgia tratta di argomenti che non troverete in nessun altro sito.
E' l'altra faccia della medaglia della chirurgia.
Usualmente potete leggere di tutto sulla chirurgia e sui chirurghi ma non sull'ambiente della chirurgia e sui chirurghi visti come dietro le quinte.
Ogni tanto è pubblicato qualche libro critico ma non ha fortuna di vendite, anche perchè manca la giusta pubblicità.
Un libro importante, scritto da un medico, focalizza l'attenzione sulle "bufale" che circolano nell'ambiente medico-chirurgico.
L'autore è
Tom Jefferson,
il titolo è
"Attenti alle bufale",
la casa editrice è
"Il Pensiero Scientifico Editore", 2005,
il sottotitolo è
"Come usare la evidence-based medicine per difendersi dai cattivi maestri".
Il libro è destinato ai medici ma il pubblico può apprendere cose che diversamente non saprebbe mai e che servono a riconoscere (se si vuole) i venditori di fumo.
Il libro ha anche un sito internet, che può essere visitato liberamente, per avere una idea degli argomenti che tratta:
attenti alle bufale.
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E' l'altra faccia della medaglia della chirurgia.
Usualmente potete leggere di tutto sulla chirurgia e sui chirurghi ma non sull'ambiente della chirurgia e sui chirurghi visti come dietro le quinte.
Ogni tanto è pubblicato qualche libro critico ma non ha fortuna di vendite, anche perchè manca la giusta pubblicità.
Un libro importante, scritto da un medico, focalizza l'attenzione sulle "bufale" che circolano nell'ambiente medico-chirurgico.
L'autore è
Tom Jefferson,
il titolo è
"Attenti alle bufale",
la casa editrice è
"Il Pensiero Scientifico Editore", 2005,
il sottotitolo è
"Come usare la evidence-based medicine per difendersi dai cattivi maestri".
Il libro è destinato ai medici ma il pubblico può apprendere cose che diversamente non saprebbe mai e che servono a riconoscere (se si vuole) i venditori di fumo.
Il libro ha anche un sito internet, che può essere visitato liberamente, per avere una idea degli argomenti che tratta:
attenti alle bufale.
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