sabato, luglio 29, 2006
a proposito di ingiurie e diffamazione
Da Doctor News
24 luglio 2006 - Anno 4, Numero 133
Corte di Appello di Milano
Frasi ingiuriose tra medici o espressione del diritto di critica?
Per valutare il carattere ingiurioso e diffamatorio e' necessario aver riguardo alle espressioni usate, in relazione al contesto in cui le stesse si inseriscono e in relazione alla qualità dei soggetti a cui pervengono. Affermare che un medico abbia "un discutibile senso di responsabilità, disinteresse decisionale verso i malati, scomparsa dalla gestione e dai contati col paziente e i familiari", è addebito oltremodo lesivo perché colpisce la deontologia professionale del medico, minandone l'immagine davanti ai colleghi in un particolare aspetto della professione, quello del rapporto di fiducia tra sanitario e paziente, che è di altissimo profilo morale.(avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
lunedì, luglio 24, 2006
ascoltare è determinante per la conoscenza
In un sistema di comunicazione ideale si hanno differenti rappresentazioni delle diverse forme di comunicazione.
Normalmente le percentuali di tempo dedicata alla comunicazione sono:
-ascoltare: 40%
-parlare : 35%
-leggere: 16%
-scrivere: 9%
Attualmente la comunicazione durante la visita medica in reparto di chirurgia generale è rappresentata da:
-ascoltare: 9%
-parlare: 16%
-leggere: 35%
-scrivere: 40%
Siamo sicuri che questa sia la situazione ottimale nel rapporto medico-paziente?
E' questo che riduce gli errori e soddisfa il cliente?
O forse serve solo a soddisfare le esigenze medico-legali?
venerdì, luglio 21, 2006
il mobbing a cardiochirurgia di Firenze-Careggi
Un quotidiano di oggi riporta l'aggiornamento sul mobbing a cardiochirurgia di Firenze-Careggi ( Richiesto risarcimento danni ).
Il mobber deve essere licenziato, il mobbizzato deve essere risarcito prima dei danni biologici , deve essere sufficiente la dimostrazione del demansionamento.
Il licenziamento ed il risarcimento dei danni sono gli unici strumenti validi per risolvere il problema del mobbing!!!
I dipendenti pubblici sono pagati con le tasse pagate dal pubblico, quelli che provocano danni all'istituzione pubblica ( come in caso di mobbing ) devono essere licenziati perchè l'unico vantaggio del mobbing è l'interesse privato in atti di ufficio e ci guadagna solo il mobber.
martedì, luglio 18, 2006
a proposito di sprechi
In genere si generalizza dicendo che i medici sono la causa della spesa inutile, ma sono pochi i medici che firmano le polizze di richiesta di acquisti e sono bene individuabili (se si vuole), gli altri devono accodarsi ed adeguarsi.
Sono pochi, e sempre gli stessi, i medici che hanno la stanza pagata all'Hilton Hotel (o in alberghi meno impegnativi a seconda dell'importanza di potenziale di spesa del medico) in occasione del congresso.
Sono pochi (rispetto alla massa di medici ospedalieri) quelli che usufruiscono di viaggi negli USA sponsorizzati.
Stranamente i medici che usufruiscono di sponsorizzazioni sono quelli che possono influenzare gli altri colleghi (non per maggiore preparazione professionale ma per posizione dominante, per referenzialità o per "opinion maker";).
Esiste un sistema indiretto per valutare l'importanza commerciale di un medico ospedaliero:
quanto è cercato dai rappresentanti!
Chi controlla gli acquisti?
Chi verifica l'utilità degli acquisti?
Chi controlla che fine fanno gli acquisti?
Basterebbe collegare le sponsorizzazioni agli acquisti e verificare.
Qualche anno fa fu regalata al reparto una telecamera digitale per le esigenze di documentazione, non si sa dove' è nè chi ce l'ha, è sparita e non c'è denuncia di smarrimento.
Tutti conoscono il meccanismo psicologico (a chi non è capitato di vedersi offrire un fiore e poi richiesti di una offerta? vedi gli arachrisna) per cui quando si riceve un dono si ha una pulsione interna a ricambiare, a "disobbligarsi" ! non necessariamente bisogna pensare al comparaggio o a favori di scambio.
Provare per credere.
...continua...
giovedì, giugno 22, 2006
risparmiare si può, esempio ernia inguinale
In Chirurgia Generale l'intervento più frequente e che incide sul budget, perchè utilizza materiale monouso protesico, è l'intervento chirurgico di "riparazione dell'ernia inguinale con protesi".
L'intervento chirurgico di riparazione dell'ernia inguinale con protesi è gestito in "day surgery" ed incide significativamente sul budget del reparto.
L'intervento ha risultati simili tra i vari chirurghi (Effects of training and supervision on recurrence rate after inguinal hernia repair) per cui si può considerare il risultato finale costante.
Si potrebbe sicuramente risparmiare.
Consideriamo la media di 500 interventi chirurgici per ernia inguinale, in 1 anno:
-riparazione con protesi, costo medio della protesi 100,00 euro, costo totale delle protesi 50.000,00 euro,
recidive per riparazioni con protesi 1%;
-riparazione senza protesi, risparmio di 50.000,00 euro,
recidive per riparazioni senza protesi 5%;
Proposta:
-selezionare i pazienti che necessitano di riparazione con protesi,
-riservare le protesi per le recidive,
-il paziente può scegliere la riparazione con protesi e quindi paga il costo della protesi (100,00 euro),
E' ragionevole?
Conflitti di interesse?
...continua...
mercoledì, giugno 21, 2006
tipica polemica in chirurgia
L'anastomosi intestinale è la sutura che unisce due margini intestinali (quindi la ricostruzione della continuità dell'intestino) o più in generale la sutura di due strutture canalicolari.
La tecnica deve essere accurata e le condizioni devono essere ideali per la garanzia di tenuta.
Qualche volta, per motivi vari ma sempre per difetti di tecnica, qualche punto può saltare e quindi si verifica la deiscenza con aggravarsi delle condizioni del paziente (a seconda dell'entità della deiscenza) e necessità di reintervento; il paziente può diventare "settico" e spesso morire (a volte dopo ripeturi reinterventi).
Quando questa complicazione succede ad un paziente operato da un collaboratore l'avvenimento è gravissimo (il grado di gravità dipende da chi è il collaboratore).
Quando questa complicazione succede ad un paziente operato dal Direttore in genere è colpa della sfortuna oppure "sono cose che possono succedere" oppure è colpa di qualche altra cosa oppure è colpa dell'aiuto (tipica ricerca del colpevole "altro" e colpevolizzazione altrui) sempre, comunque, innocenza del Direttore.
...continua...
martedì, giugno 20, 2006
un rischio ospedaliero ignorato
Il Direttore sbaglia come gli altri collaboratori ma nessuno dei collaboratori si permetterebbe di segnalare l'errore.
E' esperienza comune che quando il Direttore commette un errore (e ce ne sono tanti! specialmente in chirurgia) nessuno si permette di segnalarlo, tutti i collaboratori diventano complici nel dissimulare l'errore e nel coprire (= mafia) l'accaduto.
Il Direttore si trasforma in segnalatore per gli errori (o supposti tali) dei propri collaboratori ma mai discuterebbe un proprio errore (errori che sono uguali a quelli dei collaboratori, leggi "vedere la pagliuzza ma non la trave";) ma sopratutto e' sempre "quello che scaglia la prima pietra!).
In tutto questo non c'entra niente l'interesse del paziente.
Si fanno uffici e poltrone per il "risk management", cosa sacrosanta ma e' un fatto che sarebbe anche necessario veificare quello che succede per ignoranza che abbonda (..o malafede?).
A quando gli esami dei decessi e delle complicazioni come indagine retrospettiva per valutare la qualita' ?
...continua...
lunedì, giugno 19, 2006
a proposito di rischi ospedalieri
In ospedale si hanno maggiori rischi al cambio del turno.
Lavorare per turni comporta rischi tipici di questo sistema di lavoro, sia per infermieri che per medici.
I momenti più rischiosi sono da mezz'ora prima a mezz'ora dopo il cambio del turno, nessun reparto fa eccezione.
Quelli che devono smontare sono già con la testa "ad andar via", quelli che montano "devono entrare con la testa" a quello che li aspetta.
I cambi dei turni, in genere, sono tre:
-mattina
-metà giornata
-sera (per la notte).
Il consiglio è di non andare in ospedale in corrispondenza dei cambi dei turni (potendo), per le urgenze......
sabato, giugno 17, 2006
fondata la prima scuola di Medicina d'Emergenza-Urgenza
Doctornews
12 giugno 2006 - Anno 4, Numero 103
Formazione
Fondata la prima scuola in Medicina d'Emergenza-Urgenza.
A scuola di emergenza-urgenza. E' riservata ai medici. Una scuola di cui l'Italia ha assolutamente bisogno, basterebbe seguire le cronache che purtroppo spesso raccontano di eventi drammatici. E' nata, attesa da molti anni, qualcuno ha detto anche troppi, la Scuola di Specializzazione in "Medicina d'Emergenza-Urgenza". L'Italia, Paese dell'emergenza continua, non aveva una Scuola medica dedicata a questo scopo. Una battaglia che premia anni di impegno della Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza (SIMEU), presieduta da Vito Giustolisi, Direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza nell'Azienda Ospedaliera Universitaria Vittorio Emanuele Ferrarotto e S. Bambino di Catania. Ne dà notizia un decreto del MIUR a firma del ministro Moratti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 maggio. "La Scuola di Specializzazione - dice Giustolisi - permetterà di dare cultura, formazione e professionalità ai medici che operano in Emergenza-Urgenza sul Territorio e negli Ospedali (Emergenza territoriale, 118, Pronto Soccorso e Medicina d'Urgenza). Fino ad ora, infatti, il reclutamento del personale medico per i servizi di Emergenza-Urgenza è stato assicurato da medici di estrazione diversa e pertanto senza un'identica base culturale e con una formazione ottenuta sul campo. Una bella notizia per il mondo medico ma anche per i cittadini tutti che adesso, davanti all'emergenza e all'urgenza possono sentirsi più tranquilli e garantiti.
Non è che fino ad ora l'emergenza e l'urgenza non siano state al servizio totale degli italiani, è stato svolto un ottimo servizio. Solo che adesso entra in campo una professionalità specifica. E si sa quanto sia importante questa professionalità in momenti drammatici e concitati che fanno seguito ad un intervento in cui c'è bisogno di prontezza e capacità. La realizzazione della Scuola è il successo di una lunga battaglia a tutti i livelli portata avanti da tanti anni dalla nostra Società ma anche delle altre Società a noi vicine nella istituenda Federazione Intersocietaria d'Emergenza-Urgenza".
"E' importante sottolineare - aggiunge Giustolisi - che l'obiettivo prioritario della Scuola di Specializzazione è quello di preparare i medici che dovranno affrontare con competenza e professionalità le situazioni di emergenza-urgenza, gestendo i problemi connessi con la maggiore garanzia possibile per i pazienti che accedono ogni giorno alle strutture di Pronto Soccorso, ai Presidi territoriali di Emergenza e di Guardia Medica o che fruiscono del 118. Adesso la scuola è una realtà, bisognerà procedere alla sua attivazione in tutte le Università".
--------------------
...e fino ad oggi?
....e per altri 5 anni?
venerdì, giugno 16, 2006
il chirurgo d'urgenza aspetta a casa
Per fortuna non in tutti gli ospedali fiorentini, forse è l'unico ospedale ad avere questa organizzazione.
A tutt'oggi, 2006, il chirurgo che deve operare di urgenza aspetta a casa la telefonata per recarsi in ospedale e fare l'intervento d'urgenza.
Qualcuno, un suo collega, "gli apparecchia la tavola e lui va a mangiare" a chiamata.
Povero DEA, con tutti gli sforzi che fanno per essere moderni!
Organizzazione moderna, ovviamente nell'interesse del paziente.
......continua....
giovedì, giugno 15, 2006
i centri di eccellenza
Se il paziente deve operarsi per una ernia inguinale è bene inviarlo al centro di eccellenza per le ernie inguinali.
Se il paziente deve operarsi per laparocele (ernia post-chirurgica) è bene inviarlo al centro di eccellenza per gli interventi chirurgici della parete addominale.
Se il paziente deve operarsi per emorroidi è bene inviarlo al centro di eccellenza per gli interventi di proctologia.
Se la paziente deve operarsi per tumore al seno è bene inviarla al centro di eccellenza per tumori al seno.
Se la paziente deve operarsi alla tiroide è bene inviarla al centro di eccellenza per gli interventi chirurgici alla tiroide.
Se il paziente deve operarsi per calcoli alla colecisti è bene inviarlo al centro di eccellenza per gli interventi epato-biliari in laparoscopia.
Se il paziente deve operarsi per un tumore gastrico è bene inviarlo al centro di eccellenza per gli interventi di oncologia.
Se il paziente deve operarsi per un tumore intestinale è bene inviarlo al centro di eccellenza per gli interventi di oncologia in laparoscopia.
Se il paziente deve essere operato per trauma al fegato è bene inviarlo al centro di eccellenza per gli interventi al fegato in laparoscopia.
Se il paziente deve operarsi per un tumore al polmone è bene inviarlo al centro di eccellenza per gli interventi al polmone.
Sarebbe utile avere un elenco dei centri di eccellenza per ogni tipo di patologia.
Gli altri cosa fanno?
Quelli sfortunati che non vanno al centro di eccellenza hanno un trattamento peggiore?
Potremmo chiudere tutti i reparti di chirurgia e lasciare solo i centri di eccellenza, per onestà e risparmio.
I risultati dei centri di eccellenza quali sono?
I risultati dei reparti di chirurgia "normali"="non di eccellenza" quali sono?
Misteri.
Evviva il marketing ed i furbi, in fondo la pubblicità è l'anima del commercio!
Io speriamo che me la cavo!
.......continua........
mercoledì, giugno 14, 2006
chi lancia la prima pietra?
......sicuramente saranno loro!
martedì, giugno 13, 2006
la diffamazione
pensiero, che rileva, ai fini della consumazione del reato, nella misura in
cui l'espressione offensiva venga a conoscenza di un'altra persona o
comunque sia da altri percepita.
L'offesa è rivolta nei confronti della reputazione della persona - che al
momento possiamo intendere come la "personalità sociale", il valore sociale
di un determinato individuo - che può essere lesa o messa in pericolo da
chiunque attribuisca al soggetto interessato qualità o fatti in qualche modo
disonoranti."
lunedì, giugno 12, 2006
il segnalatore
L'autorita' istituzionale (che spesso e' lo stesso segnalatore) si incarica di delegare un collega (in genere persona di sua fiducia) ad istruire un processo per (ovviamente e' tutto deciso prima) condannare gli errori commessi e di conseguenza il o i colleghi che sono colpevoli (che sono ignari di quello che li aspetta).
Il tutto in riunione organizzata con informazione alla direzione sanitaria.
Non c'e' peggiore giudice del proprio collega specialmente se e' componenete del gruppo e persona di fiducia del Direttore (conflitto di interesse?).
E' uno spettacolo in cui vengono sovvertiti tutti i concetti e le regole del vivere civile oltre del reciproco rispetto tra professionisti.
Obiettivo dell'iniziativa? Tutelare l'interesse dei pazienti e dell'Azienda Ospedale!
Segnalo l'avvenimento affinche' qualcuno premi i segnalatori ed i colleghi che si prestano (contenti) a fare da giudici (entusiasti perche' finalmente possono dire agli altri cosa bisogna fare, come bisogna fare, come bisogna comportarsi).
Il segnalatore ed i giudici rilevano come la mancanza o la deficitaria comunicazione sia alla base degli errori, la loro "trave" quando verra' giudicata? da chi?
La cultura della sinistra dell'europa dell'est e' sempre presente e viene utilizzata con piacere anche da quelli che si dichiarano diversi!
.....continua.....
sabato, giugno 10, 2006
i ladri di Pisa
Fare come i ladri di Pisa. Che di giorno litigano e fanno a bòtte e di notte si ritrovano insieme per andare a commettere ribalderie.
venerdì, giugno 09, 2006
il gattopardo
I cambiamenti attuali, condizioni di lavoro e rapporti gerarchici, sono simili a quelli degli anni '60; tutto cambia affinche' tutto resti uguale.
Avremo un prossimo '68?
giovedì, giugno 08, 2006
il sanzionatore
i collaboratori che non condividono devono essere sanzionati!
ma chi sanziona i sanzionatori?
mercoledì, giugno 07, 2006
chiarimenti per i non chirurghi
Ogni intervento chirurgico ha dei tempi di esecuzione piu' o meno standard.
L'intervento chirurgico per ernia inguinale e' quello che si presta maggiormente come riferimento perche' piu' costante come durata.
Consideriamo le fasi dell'intervento chirurgico:
-sistemazione del paziente sul tavolo operatorio, monitoraggio,
-anestesia locale, 10-15 minuti tra iniezione ed inizio dell'effetto,
-intervento chirurgico, durata da incisione della cute a sutura della cute, 30-45 minuti a seconda delle difficolta' che si trovano,
-cambio del paziente, cioe' si toglie un paziente e si colloca un altro paziente, 30 minuti,
tra un paziente e laltro bisogna fare una pulizia della sala operatoria sommaria?
comunque si calcola che i tempi sono di 60 ( 40-90 ) minuti per ogni intervento chirurgico per ernia inguinale.
Riferendosi a 60 minuti per una ernia inguinale quante se ne possono fare in una mattina (dalle 8.00 alle-14.00) ?
Si entra in servizio alle 8.00, ci si cambia, si entra in sala operatoria, si inizia alle 8.30.
1) 8.30-9.30
2) 9.30-10.30
3) 10.30-11.30
4) 11.30-12.30
5) 12.30-13.30
se si e' precisi come macchine, e senza imprevisti, si possono fare 5 ernie inguinali in una mattina di sala operatoria.
Come e' possibile prevedere di operare 6 o piu' pazienti ( nel tempo 8-14 ) senza abbassare la guardia contro il rischio?
Alla Fiat hanno le tabelle dei tempi di esecuzione delle prestazioni (esiste un volume che riporta i tempi)
e quando portate la macchina per il tagliando fanno riferimento a quei tempi per fare la fattura, se l'ospedale deve essere azienda adeguiamoci.
Siamo sulla strada!
...continua...
martedì, giugno 06, 2006
ospedale/azienda, solo azienda
Una mattina in day surgery.
Orario 8-14, se si sfora il personale non viene pagato.
Lista operatoria della mattina:
1- ernia inguinale bilaterale, anestesia spinale (2 ernie inguinali)
2- ernia inguinale monolaterale (inguino-scrotale), anestesia spinale
3- ernia inguinale monolaterale, anestesia locale
4- ernia inguinale monolaterale, anestesia locale
5- lipoma racemoso
6- cisti pilonidale
Per problemi clinici vengono operati i primi 4 pazienti e gli ultimi due sono rinviati, cioe' il 4o paziente viene operato ma l'intervento finisce alle 13.45 per cui gli altri sono rinviati dal momento che alle 14.00 finisce il turno infermieristico.
I chirurghi sono rimproverati perche' non sono riusciti a completare la lista operatoria entro le 14.00.
Esempio di chirurghi-operai controllati dal collega controllore che e' preoccupato del rendimento in termini numerici.
Anni fa si leggeva di medicalizzazione della salute, oggi si organizza in funzione dei numeri e contemporaneamente si erigono muri alla sicurezza riflettendo che bisogna erigere muri al rischio e discutendo di qualita' .
Non sarebbe meglio lavorare a cottimo?
Ma Ippocrate dove e'?
...continua...
lunedì, giugno 05, 2006
errori medici in ospedale
32 mila morti l'anno per errori medici in ospedale
Un decesso su sei causato da errata valutazione dei camici bianchi, un libro 'racconta' l'errore cognitivo
Sono circa 32 mila, ogni anno in Italia, le morti in ospedale dovute a errori medici: più o meno il 2,5% del totale dei decessi che si registrano nella penisola ogni 12 mesi. Ben oltre il numero delle vittime della strada. Questi numeri, elaborati dall'Istat, rivelano un problema serio. Anche perché ai decessi veri e propri vanno aggiunti altri 300 mila casi in cui, sempre per errore, viene pregiudicata e seriamente danneggiata la salute del malato. Ma c'è di più: una fetta consistente degli sbagli commessi dai camici bianchi italiani, più o meno uno su sei (vale a dire 5.000 l'anno) è attribuibile a un ragionamento sbagliato, definito errore cognitivo, e non a negligenza o incompetenza del medico. Questo fa presupporre che almeno una parte di essi possa essere evitata. Da questa considerazione nasce il libro 'La dimensione cognitiva dell'errore in medicina', presentato ieri a Roma alla presenza degli autori.
"Gli errori cognitivi - spiega Vincenzo Crupi, ricercatore del dipartimento di Scienze della cognizione e della formazione all'università di Trento e al Laboratoire de Psychologie cognitive dell'ateneo di Marsiglia, in Francia, uno degli autori - si verificano nel selezionare ed elaborare le informazioni rilevanti per prendere decisioni. Per questo possono commetterli anche gli specialisti più competenti". I campi dove si sbaglia di più sono, come prevedibile "l'emergenza-urgenza, cioè il Pronto soccorso, e la chirurgia".
A rimarcare il concetto è l'altro autore Gian Franco Gensini, presidente della Fondazione Smith Kline e preside della Facoltà di Medicina dell'università di Firenze. "Nonostante i medici conoscano il calcolo delle probabilità e la statistica - dice - nell'affrontare problemi decisionali complessi con limitate disponibilità di tempo, i camici bianchi possono affidarsi a 'scorciatoie' mentali che producono errori sistematici e prevedibili". Cosa fare, allora, per ridurre al minimo le probabilità di errore? "Innanzi tutto è necessario lavorare in team. Per confrontare diagnosi, scelte, opinioni e dunque decisioni. E poi - spiega Riccardo Tartaglia, direttore del Centro gestione del rischio clinico della Regione Toscana - avvalersi della tecnologia oggi a disposizione, anche per la formazione dei futuri camici bianchi". L'esperto si riferisce ai tanti "programmi di simulazione, che purtroppo sono ancora poco utilizzati nel nostro Paese".
E proprio per sottolineare l'importanze di una corretta sensibilizzazione della classe medica, "il prossimo giugno partirà, all'università di Firenze, un corso con l'obiettivo di introdurre i fondamenti della teoria normativa della decisione gli esiti della ricerca cognitiva sulla decisione medica. Il corso - dice Vincenzo Corbetta, dell'Unità funzionale di medicina respiratoria dell'ospedale Careggi, vicino al capoluogo toscano - darà spazio a esempi ed esercitazioni che suggeriscono come gli errori cognitivi possano essere riconosciuti ed evitati nei diversi compiti clinici in cui si presentano".
sabato, giugno 03, 2006
il gruppo chirurgico 3
Con quali criteri il cliente sceglie l'Ospedale?
Il cliente di solito sceglie l'Ospedale più vicino, non gli interessa sapere le caratteristiche dell'Ospedale nè gli interessa conoscere la prestazioni del gruppo chirurgico, le sue aspettative sono che in genere va tutto bene.
Se il cliente volesse avere notizie sull'Ospedale non le potrebbe avere perchè nessuno gliele fornirebbe!
Tanto meno può ottenere informazioni sul gruppo chirurgico!
Sul sito internet dell'Ente Ospedaliero Cantonale del Ticino (Svizzera) è reso pubblico il consuntivo 2005 dell'EOC.
E' un esempio che dovrebbe essere la norma.
...continua...
venerdì, giugno 02, 2006
il gruppo chirurgico 2
Il cliente ha necessità di un intervento chirurgico per ernia inguinale, l'Azienda offre l'intervento chirurgico richiesto.
Con questa logica il cliente può rivolgersi ad una azienda-ospedale e richiedere l'intervento chirurgico.
Non è importante il chirurgo che effettua l'intervento chirurgico, tanto meno è importante chi è il Direttore del gruppo chirurgico.
Quando si acquista un'automobile ci si interessa delle caratteristiche dell'automobile e poi si sceglie la marca (Lancia-Fiat-Ford-etc...) non ci interessa sapere chi è il Direttore del reparto carrozzeria o del reparto assemblaggio nè ci interessa conoscere i nomi degli operai della squadra che ha fatto l'assemblaggio della macchina quindi una completa spersonalizzazione degli operatori, solo il prodotto.
Il progresso nella sanità porta alla spersonalizzazione della prestazione sanitaria, si acquista il prodotto e non ci interessa l'operatore artefice del prodotto.
Purtroppo alla maggior parte dei clienti piace scegliere o farsi indicare da quale chirurgo andare.
Contrasto tra voglia di Azienda (risparmio sulle prestazioni) e necessità umana di personalizzazione della prestazione chirurgica.
La conclusione è che la massa deve rivolgersi all'Azienda mentre l'individuo preferisce scegliere e quindi paga di persona la scelta .
...continua...
giovedì, giugno 01, 2006
il gruppo chirurgico
In riferimento alla riforma sanitaria "Bindi" ( Dlgs 229/99, art.15 ) esiste un solo livello di dirigenti medici chirurghi, di questi 1 è il Direttore della "Struttura Complessa" responsabile del gruppo con funzioni definite dalla legge.
Nella "Struttura Complessa" di Chirurgia Generale i dirigenti medici chirurghi devono essere tutti specialisti in Chirurgia Generale.
Il Direttore (specialista in Chirurgia Generale) coordina ed organizza il lavoro dei dirigenti medici chirurghi specialisti in Chirurgia Generale.
Ognuno degli specialisti in Chirurgia Generale ha un incarico che varia dall' "incarico organizzativo" all' "incarico professionale".
I dirigenti medici chirurghi generali possono avere anche altre specializzazioni ed, in genere, il loro incarico professionale si identifica con la seconda specializzazione come arricchimento del gruppo chirurgico.
Non tutti i chirurghi sanno fare tutto (non è auspicabile perchè i progressi in chirurgia sono incalzanti) per cui la diversificazione è una garanzia, per i clienti/pazienti, di ricevere la prestazione giusta, dal professionista giusto, nel posto giusto, al momento giusto, nel modo giusto, al costo giusto (cioè in modo "appropriato").
Tutto questo è una realtà di oggi!
In passato esisteva il "Primario" che sapeva tutto, sapeva fare tutto, sapeva come comportarsi in ogni situazione, ed aveva i collaboratori (non necessariamente specialisti) che lo aiutavono in questa funzione, una figura assurda che è stata cancellata dalla Legge per evidente anacronismo e pericolosità (pericoloso per i clienti/pazienti)!
...continua...
mercoledì, maggio 31, 2006
la valutazione dei chirurghi 2
Giudizi aziendali espressi attraverso il Direttore a suo insindacabile giudizio, soggettivo, personale.
Ma riferiti a cosa?
I livelli di giudizi sono riferiti agli indicatori aziendali:
Indicatori:
1. Area dell’investimento su di se
a. Impegno verso l’organizzazione
b. Flessibilità
c. Spirito di iniziativa
2. Area dell’investimento nell’azienda
a. Comunicazione
b. Collaborazione
c. Sensibilità economica e utilizzo appropriato delle risorse strumentali
3. Area dell’investimento all’esterno
a. Orientamento agli utenti
b. Gestione relazioni
4. Area dell’investimento nei risultati
a. Efficacia/orientamento degli obiettivi
b. Gestione delle situazioni di lavoro/problem solving
I giudizi sono riservati, non possono essere resi pubblici.
Vi sareste aspettati tipi di indicatori più professionali ?
Come, per es.,
-quanti interventi chirurgici di elezione/urgenza/emergenza in 1 anno
-quali tipi di interventi chirurgici
-quali complicazioni per ogni tipo di intervento chirurgico
-quante complicazioni per ogni tipo di intervento chirurgico
Questi dati, pur essendo a costo zero, non si avranno mai !
Sono i dati che interessano maggiormente i clienti/pazienti e che fanno la qualità/affidabilità del gruppo chirurgico e quindi dell'Ospedale.
Non sarebbe nell'interesse dell'Azienda diffonderli?
...continua......
martedì, maggio 30, 2006
la valutazione dei chirurghi
Le note vengono esaminate poi dal nucleo di valutazione dei dirigenti.
I livelli di giudizi sono:
1- Insoddisfacente: Il valutato ha effettuato comportamenti che si sono rilevati non adeguati talvolta anche passivi ed indifferenti
2- Soddisfacente: Il valutato in situazioni normali ha attuato i comportamenti richiesti mentre in situazioni critiche e complesse ha avuto bisogno di essere sollecitato e supportato
3 - Pienamente Soddisfacente: Il valutato ha attuato in modo autonomo i comportamenti richiesti anche in situazioni critiche e incerte
4 - Eccellente: Il valutato ha attuato i comportamenti richiesti operando in autonomia e con senso di
responsabilità anche in situazioni critiche e incerte andando oltre le attese costituendo punto di riferimento per i colleghi
0 - Non Valutato: Impossibile esprimere un giudizio sul valutato
Le valutazioni, ovviamente, sono soggettive, personali, risentono dei metri e dei pesi che il Direttore ha interesse ad utilizzare per favorire nella carriera questi o quello oppure per giustificare scelte fatte in precedenza.
Siamo in pieno regime aziendale e quelli che vivono le realtà aziendali capiscono la situazione, possono utilizzare i filtri adatti a decriptare i comportamenti dei medici chirurghi aziendali.
.....continua....
lunedì, maggio 29, 2006
finalmente i numeri
Leggendo l'articolo pubblicato su "il Giornale" del 24.03.06 si apprende che si cominciano ad usare i numeri per interpretare gli avvenimenti
"Careggi, cardiochirurgia : troppi interventi da rifare" , il pubblico dovrebbe familiarizzare con questi dati ed i giornalisti dovrebbero ricercarli più frequentemente, pretenderli, hanno costo zero.
Il Direttore di cardiochirurgia deve essere sostituito, non difende gli interessi del "pubblico" (per cui è pagato con i soldi delle tasse che paghiamo) ma del suo "privato", vada a lavorare nel privato!
Avrà più gratificazione? Auguri!
I Direttori che, nel pubblico, non sanno utilizzare le risorse umane che hanno a disposizione, devono essere sostituiti, il loro posto è nel privato !
A quando una indagine (con numeri !) nelle chirurgie generali ?
....continua....
mercoledì, maggio 24, 2006
la giornalata
Il terrore dei dipendenti ospedalieri e dei dirigenti aziendali ospedalieri (massimo per i chirurghi) è la "giornalata", cioè la pubblicazione sul giornale di notizie che riguardano fatti accaduti in ospedale.
La giornalata, che aumenta le vendite del giornale, è sempre in riferimento a notizie negative.
Devo riconoscere che ce ne sarebbe da pubblicare!
Per fortuna la gran parte dei fatti non raggiunge la cronaca.
Vista dall'interno si considera con terrore la giornalata, a volte si utilizza il termine per minacciare e spesso la minaccia ha esito.
La giornalata è positiva per i clienti perchè, indirettamente, funziona come meccanismo di riflessione e di autoregolamentazione; dopo la giornalata si assiste ad un miglioramento (a volte temporaneo) della situazione.
Per il Direttore chirurgo arrogante (vedi vicende ospedaliere pregresse) la giornalata è punitiva (evidenzia un ambiete chirurgico conflittuale e quindi poco sicuro), se non ci fosse la giornalata nessuno saprebbe niente e tutto continuerebbe immodificato.
Per il chirurgo collaboratore, che subisce l'arroganza del Direttore chirurgo, la giornalata è l'unica speranza perchè qualcosa cambi; gli organi istituzionali aziendali non sono sensibili alla atmosfera dell'ambiente lavorativo, a loro interessano i numeri degli indicatori di funzionalità finale, se i numeri sono buoni=tutto va bene.
La giornalata che riporta una disgrazia avvenuta ad un paziente lascia una traccia nell'ambiente, modifica i comportamenti ed in definitiva permette un miglioramento per il futuro.
La giornalata è sicuramente un freno per i professionisti mediocri, supera le complicità ambientali e permette una crescita positiva dell'ambiente.
Sarebbe auspicabile una maggiore presenza dei giornalisti nell'ambiente ospedaliero, forse si limiterebbe il lavoro dei magistrati perchè la paura dell'opinione pubblica (=potere politico) è superiore alla paura del giudice ed i risultati sono in tempo reale.
...continua...
martedì, maggio 23, 2006
la colpa dell'organizzazione
In chirurgia si identifica anche una colpa dell'organizzazione.
E' una colpa dovuta a che cosa?
L'organizzazione non è una astrazione, non è un astratto, è una cornice o una struttura entro la quale è costretto a muoversi il chirurgo e che può facilitare o meno un errore professionale.
L'organizzazione ha sempre un attore, un responsabile, un uomo/donna che dice l'ultima parola su cosa va fatto e cosa no.
Le sale operatorie hanno una responsabile che organizza i turni del personale e che assegna il personale per le varie esigenze oltre ad essere responsabile del materiale che è presente nei locali.
Se questa organizzazione è fatta ad uso e per esigenze del personale ne risente la necessità clinica.
Il reparto ha un personale infermieristico, la responsabile organizza e determina il funzionamento del reparto.
Il sabato e i giorni festivi ci sono meno presenze indipendentemente dalle esigenze cliniche.
Chi controlla queste cose?
I turni sono stabiliti dal Direttore, se qualcosa succede per la caratteristica dei turni si dice che è colpa dell'organizzazione.
In conclusione dietro un problema dell'organizzazione (che può condizionare un errore professionale) c'è sempre un responsabile uomo/donna che ha condizionato l'organizzazione ma si parla sempre della responsabilità personale del chirurgo.
...continua...
lunedì, maggio 22, 2006
demansionamento=dequalificazione professionale
Il demansionamento consiste nella "dequalificazione professionale" che la Suprema Corte di Cassazione non ritiene sussistere automaticamente in ogni modifica quantitativa delle mansioni, con riduzione delle stesse, ma solo laddove esse finiscano per impedire la piena utilizzazione e l’ulteriore arricchimento della professionalità acquisita nella fase pregressa del rapporto, tenendo conto che la dequalificazione implica una sottrazione di mansioni tale – per la sua natura e portata, per la sua incidenza sui poteri del lavoratore e sulla sua collocazione nell’ambito aziendale – da comportare un abbassamento del globale livello delle prestazioni del lavoratore con sottilizzazione delle capacità dello stesso acquisite ed un consequenziale impoverimento della sua professionalità (V. Cassaz. n. 10284/00).
In ambito chirurgico il Direttore rappresenta l'amministrazione aziendale come estrema propaggine del Direttore Sanitario aziendale.
Non è certo interesse dell'Azienda demansionare un proprio chirurgo, cosa ci guadagnerebbe?
Invece è interesse del Direttore demansionare un chirurgo collaboratore, nello specifico si identifica un interesse privato in atti di ufficio=reato previsto dalla Legge.
Non è utile aspettare i danni psicologici (identificati in danni biologici), merita iniziare subito una vertenza per "interesse privato in atti di ufficio" contro il Direttore.
Immaginate che un ufficiale demansioni un proprio sottufficiale ed in campo operativo si ritrova una squadra parzialmente affidabile, quali risultati potrà avere per raggiungere l'obiettivo ordinatogli dal superiore?
Sarebbe interesse dell'esercito avere un tale ufficiale?
...continua...
sabato, maggio 20, 2006
azienda ospedale=fabbrica di automobili=compagnia aerea
Il miglior prodotto ottenibile con le risorse disponibili, al di fuori del sostenibile c'è solo l'illusione, le false aspettative sono solo per gli illusi.
L'interesse privato è il vero motivo del demansionamento del chirurgo da parte del Direttore quindi la soluzione è nel cambiare il Direttore nell'interesse del pubblico=ospedale=compagnia aerea=fabbrica di automobili.
Non servono i grandi chirurghi ma solo onesti professionisti, che sappiano svolgere l'attività di routine, rassegnati alla perdita dell'autonomia professionale, che sappiano creare ambienti di lavoro con collaboratori motivati e soddisfatti, che sappiano usare le risorse disponibili, nell'interesse della attività pubblica sostenibile e della comunità.
...continua....
venerdì, maggio 19, 2006
aggiornamento sulla vicenda mobbing medici chirurghi a Firenze
Se è vero quello che si legge, è lecita la domanda: interesse pubblico o interesse privato?
In tutti i casi di demansionamento di un chirurgo da parte di un Direttore c'è un interesse privato!
E' lecito un interesse privato in compiti di ufficio ?
Il Direttore di una struttura pubblica chirurgica ha come "mission" l'interesse del pubblico, deve, è suo compito, è pagato per questo, sapere utilizzare le risorse umane che ha a disposizione diversamente deve essere cambiato.
E' lecito, più economico, leggittimo, nell'interesse pubblico, cambiare il Direttore!
L'attuale usanza di scegliere i collaboratori senza considerare la professionalità oggettiva (ma solo per conoscenza e fedeltà) serve solo all'interesse privato della persona, basta con l'interesse privato nella struttura pubblica!
....continua....
giovedì, maggio 18, 2006
verso la perdita dell'autonomia professionale
da:
Il Sole 24 ore Sanità, 28/2-6/3 2006 Speciale.
«Ma la colpa non è (quasi) mai
del singolo professionista»
(di Guido Marcon * )
Il 90% degli errori
dipende dal sistema.
Il problema degli incidenti e dei danni derivanti dalle cure si sta ponendo come uno dei grandi problemi della medicina a livello internazionale. L’attuale percezione del problema degli incidenti causati dalle cure mediche evoca nel pubblico e nei professionisti sanitari una serie di emozioni che vanno dall’incredulità allo stupore e alla richiesta che il problema degli incidenti venga risolto alla radice.
È ormai sempre più invalsa la tendenza a “dare la caccia” al colpevole e da più parti si chiedono a gran voce punizioni esemplari per i responsabili degli errori medici e dei relativi danni.
Nella percezione comune (e non solo tra il pubblico ma anche tra i professionisti sanitari e nel sistema giudiziario) si crede che sia stata una o più persone identificabili a causare materialmente il danno. Ma questa visione, purtroppo semplicistica, non tiene conto che, nelle organizzazioni complesse come quella sanitaria, la responsabilità del danno non è che in minima parte ascrivibile a una sola persona.
Questa affermazione può anche stupire, ma è quasi sempre vera: di fatto l’analisi degli incidenti che avvengono nelle attività complesse (come Sanità, industria chimica, aviazione civile, trasporti ferroviari, centrali nucleari), basate sulla collaborazione tra più persone, dimostra certamente che una o più persone hanno causato il danno. E le responsabilità personali sono solo un elemento della genesi del danno, in quanto la maggiore responsabilità della catena di eventi che hanno causato il danno sta molto più in alto e va ricercata nel sistema.
Le cause degli incidenti infatti sono immediate e latenti: le prime si riferiscono ad azioni errate commesse da una o più persone, le seconde alle condizioni di lavoro nelle quali le persone operano.
Gli studi condotti da James Reason sugli incidenti nelle organizzazioni complesse hanno messo in luce che esiste certamente un individuo (o talvolta più individui) che materialmente ha causato il danno, ma che questo individuo (o questi individui) è stato messo nelle condizioni di creare un danno a causa del contesto in cui stava operando.
In altre parole il danno è l’effetto per il 10% degli individui e per il 90% dell’organizzazione.
Le nuove teorie del clinical risk management.
Sono emerse recentemente due nuove linee di pensiero relative alla prevenzione del rischio clinico. La prima si deve a J.S.
Spear, studioso statunitense di organizzazioni complesse, che ha come obiettivo la ricerca del miglioramento della qualità delle cure mediche mediante la risoluzione delle “ambiguità” nella fornitura delle cure e del servizio.
Secondo Spear l’ospedale non è organizzato intorno al paziente, ma in base alle diverse responsabilità e funzioni operative, che spesso non sono collegate tra di loro. Alla domanda «perché, nonostante i grandi avanzamenti della medicina, non si riescono a ridurre i difetti nella fornitura delle cure?», Spear risponde: la complessità del sistema sanitario crea un grave divario tra la competenza delle persone e la performance globale del sistema, causato da una serie di cause imputabili al sistema piuttosto che alle singole persone. Il sistema di fornitura delle cure è ricco di ambiguità (si pensi alle opinioni discordanti dei professionisti su un caso clinico).
Una seconda visione è quella di René Amalberti, uno studioso francese che ha ribaltato la rappresentazione del problema dei rischi e degli incidenti derivanti dalle cure. Per rendere la medicina un’attività sicura, dice Amalberti, è necessario riflettere attentamente sul fatto che alcune tradizioni radicate e consacrate dal tempo (come l’autonomia professionale) non solo non sono scolpite nella pietra, ma possono anche costituire un grosso ostacolo all’innovazione e al miglioramento delle modalità di prestazione delle cure. La persistenza di queste tradizioni ormai datate costituisce una barriera alla sicurezza dei pazienti (si veda Il Sole-24 Ore Sanità n. 40/2005).
I successi ottenuti nel miglioramento della sicurezza da parte dalle attività ad alto rischio (centrali nucleari, industria chimica, aviazione civile) sono stati resi possibili dall’abbattimento delle barriere alla sicurezza e dall’innalzamento di barriere al rischio, costituite dall’eliminazione di alcuni ostacoli strutturali capaci di impedire il progresso verso la sicurezza delle attività stesse. In sostanza, secondo Amalberti, è necessario identificare e rimuovere le barriere alla sicurezza (costituite da tutte le decisioni
o attività che mettono a rischio la sicurezza del paziente) e innalzare invece le barriere al rischio.
* Direttore Uo Lungodegenza
Ulss 13 Mirano (Veneto)
Professore a. c. di management clinico
Università di Padova
Risk manager clinico
mercoledì, maggio 17, 2006
ospedale=fabbrica di automobili
Cosa si intende per qualità?
Nessuno ha definito i parametri per identificare la qualità della prestazione di un ospedale nè di un gruppo chirurgico (il riferimento è a quando si ha bisogno di un intervento chirurgico).
Il paragone dell'ospedale ad una fabbrica di automobile ci semplifica la comprensione della "qualità" della chirurgia o dell'ospedale.
Quando si compra una automobile si esaminano diversi parametri e poi si sceglie (nessuno sceglie a caso), quando ci si accorge di essere stati truffati non si acquista più quella "marca" e quella fabbrica rischia la chiusura, succederà uguale anche per gli ospedali?
Negli USA gli ospedali sono classificati con stelle, pubblicano i loro risultati ( treatment results ) e la scelta dove andare è fatta basandosi su informazioni disponibili, inoltre le assicurazioni non si convenzionano con ospedali non affidabili ed al di sotto di uno standard stabilito dalle stesse assicurazioni.
Da noi queste informazioni potrebbero già essere disponibili ed a costo zero.
Al solito prendiamo dagli USA e dal NHS inglese quello che ci conviene.
Cominciamo a pretendere quello che ha costo zero=informazioni sui risultati dei trattamenti degli ospedali ed in particolare delle chirurgie!
Il risparmio verrà da sè (forse bisognerà chiudere qualche ospedale o licenziare qualche chirurgo) e dopo !.
....continua.....
ospedale=fabbrica di automobili
Cosa si intende per qualità?
Nessuno ha definito i parametri per identificare la qualità della prestazione di un ospedale nè di un gruppo chirurgico (il riferimento è a quando si ha bisogno di un intervento chirurgico).
Il paragone dell'ospedale ad una fabbrica di automobile ci semplifica la comprensione della "qualità" della chirurgia o dell'ospedale.
Quando si compra una automobile si esaminano diversi parametri e poi si sceglie (nessuno sceglie a caso), quando ci si accorge di essere stati truffati non si acquista più quella "marca" e quella fabbrica rischia la chiusura, succederà uguale anche per gli ospedali?
Negli USA gli ospedali sono classificati con stelle, pubblicano i loro risultati ( treatment results ) e la scelta dove andare è fatta basandosi su informazioni disponibili, inoltre le assicurazioni non si convenzionano con ospedali non affidabili ed al di sotto di uno standard stabilito dalle stesse assicurazioni.
Da noi queste informazioni potrebbero già essere disponibili ed a costo zero.
Al solito prendiamo dagli USA e dal NHS inglese quello che ci conviene.
Cominciamo a pretendere quello che ha costo zero=informazioni sui risultati dei trattamenti degli ospedali ed in particolare delle chirurgie!
Il risparmio verrà da sè (forse bisognerà chiudere qualche ospedale o licenziare qualche chirurgo) e dopo !.
....continua.....
martedì, maggio 16, 2006
dopo l'aereonautica arriva la fabbrica di automobili
Stiamo (noi chirurghi) imparando a comportarci come i piloti di aereo; i clienti scelgono la compagnia aerea per il viaggio (in genere si sceglie l'orario ed il giorno di partenza in funzione dell'arrivo indipendentemente dalla compagnia) non i piloti.
Nello stesso modo i clienti del Servizio Sanitario Nazionale scelgono l'Ospedale (o così dovrebbero fare) non il chirurgo.
Purtroppo i piloti escono da una scuola che garantisce omogeneità di qualità di pilotaggio per ogni singolo modello di aereo mentre non è così per i chirurghi, ogni chirurgo è differente dall'altro!
In corso di cambiamenti si apprende che è meglio organizzare e lavorare come in una fabbrica di automobili.
Ospedale=fabbrica di automobili.
L'idea proviene dagli USA, da Seattle "Toyota Assembly Line Inspires Improvements at Hospital" .
Il caso è ripreso dal Corriere della sera del 6.03.06, "L'ospedale modello? Come una fabbrica" .
Il risultato principale di questa ultima equazione è il risparmio per cui conosciamo quale sarà il nostro futuro!
Quanto costerà l'adeguamento? Per ora "io speriamo che me la cavo" !
.....continua....
icon_smile
sabato, maggio 13, 2006
tutti in sala operatoria
E' la vicenda della Cardiochirurgia di Firenze dove si manifestano episodi di mobbing con esclusione di chirurghi dalla sala operatoria.
E la chirurgia generale?
Succedono le stesse cose in chirurgia generale, chirurghi sono esclusi dalla attività di routine della sala operatoria, è sempre il "Direttore" che determina queste situazioni!
E' il "Direttore" che assegna gli interventi chirurgici, ufficialmente in funzione della capacità degli altri chirurghi ma di fatto in funzione di precise preferenze personali soggettive.
Se i Direttori Generali degli ospedali volessero veramente verificare l'attività dei chirurghi, e quindi riflettere sulle liste di attesa, potrebbero semplicemente ricavare dai registri di sala operatoria i dati occorrenti e cioè:
per ogni chirurgo conteggiare quanti interventi chirurgici fa di urgenza e di elezione (cioè programmati), elencati per tipo.
Dai registri di sala operatoria si possono ricavare dati precisi e, di conseguenza, verificare a chi vengono assegnati gli interventi chirurgici dai Direttori delle Chirurgie.
Se si cominciasse a pubblicare questo tipo di dati molto cambierebbe nell'ambiente chirurgico.
L'interesse del paziente sarebbe maggiormente tutelato a costo "zero".
....continua.....
venerdì, maggio 12, 2006
il modulo dell'urgenza
Quando il chirurgo decide di fare un intervento chirurgico di emergenza o di urgenza deve compilare un modulo di richiesta e consegnarlo al comparto operatorio nelle mani del o della responsabile presente al momento.
Il modulo deve essere sempre compilato e non viene attivata la sala operatoria se il modulo non è completo e consegnato.
Notate che (come si può leggere nel modulo) il chirurgo "propone" l'intervento chirurgico che un infermiere e l'anestesista devono "convalidare" (se non convalidassero? ).
La presentazione del modulo compilato vale anche per le emergenze (mi sono sempre sentito chiedere anche per le emergenze "...dottore ha presentato il foglio? dove è il foglio?")
Quando contatto l'anestesista per l'emergenza-urgenza la prima domanda è: "hai consegnato il foglio alle sale?".
Quando contatto le sale la prima domanda è: "ha presentato il foglio? a parlato con l'anestesista?
Nel modulo si segna la data e l'ora della consegna del modulo, questo particolare è molto importante perchè documenta l'eventuale ritardo del trattamento chirurgico e quindi la delimitazione della responsabilità del chirurgo e dell'organizzazione aziendale (attivazione della sala operatoria ed orario di inizio dell'intervento chirurgico).
Da notare la finezza della "convalida" della "richiesta scritta" da parte dell'infermiere e dell'anestesista (cioè l'infermiere e l'anestesista "convalidano" la decisione del chirurgo di procedere ad un intervento chirurgico di emergenza o di urgenza! ) ovviamente il tutto nell'interesse del paziente.
Come cambiano i tempi!!!!
....continua.....
giovedì, maggio 11, 2006
l'intervento chirurgico d'urgenza
L'emergenza:
c'è pericolo di vita per il paziente e l'intervento chirurgico serve a salvare la vita (es.: grave emorragia, grave insufficienza respiratoria da trattare chirurgicamente).
L'urgenza:
1-immediata
2-differibile
3-programmabile
L'urgenza immediata:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 3-4 ore per evitare complicazioni che possano compromettere la vita o che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica (es.: perforazione viscerale, appendicite acuta, ernia strozzata, etc.....).
L'urgenza differibile:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 6 ore per evitare complicazioni che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica e compromettere le funzioni vitali (es.: occlusione intestinale senza compromissione vascolare, etc.....).
l'urgenza programmabile:
l'intervento chirurgico deve essere effettuato entro le 24 ore per evitare complicazioni che possano aggravare le condizioni del paziente nonostante la terapia medica e compromettere le funzioni vitali (es.: second look in patologie già trattate, etc.....).
Il problema nasce quando ci sono più emergenze in contemporanea e quando ci sono più urgenze immediate in contemporanea, il tutto si identifica con il punto di saturazione del comparto operatorio (quindi la capacità dell'ospedale a dare una risposta all'emergenza-urgenza chirurgica) condizionata dalla presenza dell'equipe chirurgica (sala operatoria disponibile, 3 infermieri, 2 chirurghi, 1 anestesista).
....continua.....
mercoledì, maggio 10, 2006
la responsabilita' del chirurgo e quella dell'organizzazione
Un classico esempio della differenza di responsabilità si ha nella chirurgia di urgenza.
Il chirurgo pone indicazione ad intervento chirurgico di urgenza per occlusione intestinale alle ore 15.00.
L'organizzazione delle sale operatorie deve poter consentire l'intervento chirurgico entro le tre ore.
Il caso dell'occlusione intestinale può interessare una situazione di sofferenza vascolare dei visceri per briglia o torsione intestinale per cui, con il passare del tempo, si ha un aumento della massa viscerale compromessa dalla deficienza della circolazione sanguigna.
Se l'intervento chirurgico è effettuato entro le tre ore potrebbe essere necessario resecare 1 metro di intestino ma se trascorrono 6 o più ore potrebbe essere necessario resecare anche quasi tutta la massa intestinale (ileo o colon) con differente danno per il paziente.
In questo caso, ritardo dell'intervento chirurgico, la responsabilità è dell'organizzazione (a meno di necessità particolari) per cui risponde (è imputata) l'Azienda per il risarcimento dei danni e non il chirurgo.
Usualmente si scrive e si parla di responsabilità del medico-chirurgo ma, per fortuna o sfortuna a seconda dei casi, si comincia a considerare la responsabilità dell'organizzazione (dell'Azienda-Ospedale).
Era ora!!
....continua....
martedì, maggio 09, 2006
la via inglese alla riduzione delle liste di attesa in chirurgia
"INDEPENDENT TREATMENT CENTRES
Il caso degli Independent Treatment Centres desta per questo molto interesse in quanto ha rappresentato una delle prime esperienze in cui providers privati sono stati contrattati dal NHS per erogare prestazioni rilevanti.
Nel 2002 infatti fu lanciato il Treatment Centre Programme un programma di ampliamento delle attività diagnostica e di chirurgia elettiva che, con l’obiettivo dichiarato dell’abbattimento delle lunghe liste di attesa per alcune prestazioni di grande rilevanza in sanità pubblica (interventi per la cataratta, protesi ginocchio, ecc…), prevedeva l’attivazione di una cinquantina di Centri di erogazione in parte all’interno di ospedali e strutture specialistiche del NHS e in parte direttamente in capo al settore privato"
"La previsione iniziale era di 25 centri gestiti direttamente dal NHS e di altri 27 avviati dal settore privato (Independent Tretament Centres - ITC); alla fine 2005 erano attivi 37 centri NHS e 14 del settore privato."
"Alcuni autori sostengono che l’introduzione del privato abbia già prodotto almeno un cambiamento importante dei comportamenti all’interno degli ospedali del NHS. La possibilità dell’apertura di un centro nelle vicinanze del proprio territorio, ha spinto probabilmente i managers degli ospedali a migliorare l’efficienza dei propri reparti, ad aumentare produttività e allargare la capacità di erogazione utilizzando il lavoro straordinario dei propri chirurghi ed anestesisti."
"Dal dicembre 2005, i pazienti dovranno poter scegliere tra 4-5 differenti providers (secondo lo slogan del “Choose and Book” ) quando il loro medico di famiglia decida che abbiano bisogno di un intervento chirurgico o diagnostico specialistico; tra le possibili scelte almeno una dovrà essere riferita ad un ITC."
"L’avvio di questa prima esperienza di introduzione sistematica di providers privati nel NHS, seppure parziale e di modesta rilevanza economica, ha scatenato una stimolante riflessione e discussione su quale sarà il punto di approdo finale della riforma avviata."
(Riforma del NHS e utilizzo di providers privati
Il caso degli Independent Treatment Centres.
GAVINO MACIOCCO*, LAURA OMBRONI*, LORENZO ROTI**
* Dipartimento Sanità Pubblica Università di Firenze
** Agenzia Regionale di Sanità della Toscana)
"Toscana Medica", N° 2 FEBBRAIO 2006, pag 40.
Ieri, per essere operati di urgenza, pazienti prenotati al reparto operatorio alle 15, sono stati operati alle 23.00 (urgenze chirurgiche ! !)
.....continua.....
lunedì, maggio 08, 2006
il lavoro in equipe
Il lavoro in equipe è importantissimo; affinché questo sia possibile è necessario che ogni membro si dimentichi delle proprie vanità personali in beneficio del gruppo; è necessario conoscere e rispettare le necessità di ciascuno, ossia, lo spazio d'ogni componente l'equipe, i suoi diritti e doveri.
Formare una équipe multidisciplinare è il primo passo, ma a niente servirebbe se ogni membro agisse individualmente, senza preoccuparsi di integrarsi con il tutto.
L'ideale è la formazione del gruppo interdisciplinare, dove ogni singolo professionista si occupa dell'area specifica e si preoccupa di ciò che succede parallelamente, essendo fondamentale lo scambio d'informazioni, in modo che il trattamento sia globale ed integrativo.
È necessario l'ampia valutazione iniziale del paziente, con il coinvolgimento di tanti professionisti quanti ne siano necessari.
Verranno tracciate le linee principali del trattamento, i procedimenti di prima scelta, così come i metodi alternativi.
Periodicamente saranno realizzate riunioni per valutare i progressi del trattamento; inoltre, è importante la partecipazione a corsi d'aggiornamento professionale che ci permettano il costante rinnovamento delle conoscenze scientifiche.
Tutta teoria!!!
Alla fine prevale chi ha maggiore carisma o maggiore potere o maggiore interesse: sarà sempre così?
...continua.....
sabato, maggio 06, 2006
l'errore del chirurgo
Come si può definire se c'è stato errore?
Analizzando il fatto e dimostrando l'esistenza di danno o danni, a carico del cliente-paziente, quale diretta conseguenza (correlazione causa-effetto) dell'azione del chirurgo.
Il chirurgo può sbagliare per:
1- imperizia
2- imprudenza
3- negligenza
Imperizia:
è l'esecuzione di una funzione senza la piena capacità per svolgerla.
È commettere un errore per mancanza di conoscenze o abilità (es.:un accademico o un professionista non abilitato che realizza un atto chirurgico in forma inadeguata). Per evitare ciò deve essere fornita una buona formazione accademica, durante la quale devono essere trasmessi i concetti utili ad aumentare i nostri interessi, stimolando i ragionamenti.
Imprudenza:
è l'errore fatto pur conoscendo le regole ma non eseguendo le operazioni necessarie alla perfezione.
Prendendo l'esempio precedente è come se il professionista preparato insistesse per realizzare un atto in forma inadeguata o, nel caso si trattasse di uno studente, eseguisse, senza la presenza del suo istruttore, un atto e in modo errato. Il buon senso deve essere preponderante.
Negligenza:
è l'errore fatto con coscienza.
E' considerato il più grave errore dei tre.
È l'equivalente di saper come deve essere eseguito un compito e, senza l'esistenza di nessun fattore d'impedimento, non farlo. Sarebbe come se qualcuno abilitato trattasse il paziente in forma scorretta.
L'esistenza di uno, o l'associazione di uno o più dei criteri citati, determina il grado di colpevolezza fino alla "colpa grave".
....continua....
venerdì, maggio 05, 2006
la fiducia
Come è possibile che la gente crede a tutto!
Basta saper vendere, spesso questa capacità è innata.
Sapere argomentare oppure si stabilisce quel certo feeling tra medico e paziente e si riesce ad ottenere tutto.
Viene annullata qualsiasi capacità di critica.
Verrebbe da pensare che per la propria salute sia diverso, invece è la stessa cosa che per ogni altro campo.
Spesso non si rivolgono ad altri per un "secondo parere" per non offendere il proprio medico.
Tempo fa ascoltai un colloquio tra un medico ed un suo paziente ed il medico diceva al paziente "se non fa quello che le dico allora cambi medico".
Ci si rende conto della presenza del "gregge" e dell'enorme potere che hanno quelli che riescono ad orientare il "gregge" .
....continua......
giovedì, maggio 04, 2006
il potere della fiducia
Il rapporto medico-paziente ha come base la fiducia.
La fiducia a volte è così forte che la valutazione professionale del medico da parte del paziente è inadeguata.
Un paziente con peritonite si fida del suo medico chirurgo che gli dice che si può aspettare a fare un intervento chirurgico.
E' un chirurgo con poca esperienza (si può sapere tutto ma per un chirurgo l'esperienza è fondamentale e fa la differenza tra il giorno e la notte).
Il chirurgo dice al paziente che si può aspettare, invece l'intervento chirurgico è assolutamente necessario per evitare il peggio.
Se non fosse intervenuto il "superiore" ad obbligare il chirurgo all'intervento chirurgico il povero paziente sarebbe rovinato.
In questo, l'istituzione, con la sua gerarchia, ha salvato il paziente.
....continua.....
mercoledì, maggio 03, 2006
tensione nell'ambiente di lavoro
Le polemiche ma sopratutto i comportamenti e le scelte dei dirigenti superiori condizionano gli umori degli "operai" trasformando l'ambiente di lavoro in un ambiente scomodo.
Il pubblico utente, inconsapevole di tutte le dinamiche, subisce involontariamente le azioni negative che possono realizzarsi in occasioni di richieste, a volte anche di semplici informazioni.
Gli ambienti lavorativi scomodi dovrebbero essere monitorati e sanificati ma invece ci si trasforma in "furbi" opportunisti che per istinto di conservazione si agisce al minimo indispensabile e si ricerca un utile al di là della morale ed etica di facciata.
Daltronde "volsi così colà dove si pote" e sicuramente torna utile a qualcuno che così sia.
....continua....
martedì, maggio 02, 2006
si predica bene e si razzola male
paziente e alla alimentazione che risulta una comunicazione dalla sala operatoria
indispensabile agli infermieri di reparto".
Tutto perfetto se non fosse che nella visita del pomeriggio una "solerte" infermiera mi fa notare che un paziente tornato dalla sala operatoria non aveva nessuna indicazione per il post-operatorio.
Eccoci aveva ragione il "Direttore" a lamentarsi, ci risiamo!
Da chi è stato operato? dal "Direttore"!!!
E allora? si predica bene e si razzola male!
Chi deve dare l'esempio nei comportamenti? ma!!
....continua...
sabato, aprile 29, 2006
risparmiare!
Si possono uniformare i comportamenti per evitare gli sprechi.
Si possono uniformare i comportamenti in funzione degli aggiornamenti, se si è tutti aggiornati su un argomento ne consegue che tutti si comportano di conseguenza e in modo omegeneo.
Perchè bisogna comportarsi su indicazione del Direttore e non su indicazione dell'aggiornamento professionale?
Siamo nel 2006 ma l'arretratezza mentale esiste ancora specialmente tra i dirigenti "superiori".
....continua.....
venerdì, aprile 28, 2006
il Primario ed il Direttore
Prima esisteva il "Primario" con i suoi "Aiuti" e gli "Assistenti".
Con la riforma del SSN sono stati aboliti i "Primari", gli "Aiuti" e gli "Assistenti", è una realtà!!!
Chi continua ad utilizzare questi termini lo fa per convenienza (si gioca sugli equivoci), infatti la gente (per ignoranza) continua ad utilizzare questi termini con i relativi significati.
Non esistono più la "Divisione" (Div), le "U.O." (Unità Operative), esistono le "Strutture Complesse" (SC), le "Strutture Semplici" (SS), i "Dipartimenti" (Dip), l' "Area Funzionale" (AF)
Con il Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229 il "Primario" è stato sostituito con il "Direttore" e gli altri medici sono "Dirigenti Medici" Specialisti (lì dove è richiesta una specializzazione).
Il "Direttore" organizza ed è responsabile dell'organizzazione della "Struttura Complessa" che dirige ed ha un contratto di 5 anni rinnovabile.
I "Dirigenti Medici", i normali medici, hanno completa autonomia professionale di "diagnosi e terapia" (professionale, tecnica, giuridica, normativa, amministrativa) in urgenza ed in elezione (cioè nei casi urgenti e nei casi programmati).
Il "Direttore" è il medico " primo tra eguali " (a norma di Legge).
Utilizzare i termini precedenti serve solo ai propri interessi (agli interessi dei medici che li utilizzano) non certo ai pazienti, nè all'Azienda, nè ai cittadini e sopratutto no agli interessi degli altri medici.
.....continua.....
giovedì, aprile 27, 2006
il superchirurgo non ci fa operare
Nella cronaca di Firenze, del quotidiano "la Repubblica", si riporta la denuncia di due chirurghi che si ribellano e ricorrono alla Procura perchè "Il superchirurgo non ci fa operare".
Nell'Azienda Ospedale, che sia o meno locale, secondo la Legge di riforma "Bindi" ( ancora in vigore), la Struttura Complessa di chirurgia è affidata ad un "Direttore" che ha compiti organizzativi.
Il "Direttore" organizza il lavoro svolto dagli altri chirurghi e per assurdo potrebbe anche essere quello con meno esperienza professionale, cioè quello che ha meno esperienza operatoria.
La figura del "Primario" della precedente organizzazione (U.O.-Unità Operativa) era riferita al "chirurgo" per eccellenza, era quello che aveva la maggiore esperienza professionale di sala operatoria e quindi di conseguenza tendeva ad operare tutto lui con gli aiuti e gli assistenti, procedendo anche a percorsi formativi per la progressione professionale dei collaboratori.
Tutti sanno che il monopolio del "bisturi" incrementa l'attività privata e quindi anche l'attuale "Direttore" di fatto ha convenienza a comportarsi come il vecchio "Primario".
Se è solo il "Direttore" ad operare ............
Nell'interesse dell'Azienda un "Direttore" che si comportasse come un "Primario" dovrebbe essere licenziato, di organizzatori ce ne sono quanti se ne vuole.
La filosofia Aziendale attuale è quella di offrire un servizio alla popolazione non di promuovere "stelle" della chirurgia.
Diversa è la situazione universitaria.
Il "Direttore", Professore universitario di chirurgia, ha compiti istituzionali di didattica (oltre a quelli di ricerca ed assistenza) per cui è suo compito insegnare e preparare (con percorsi formativi) i chirurghi di domani, gli specialisti chirurghi che opereranno nelle Aziende Ospedali.
....continua....
mercoledì, aprile 26, 2006
esempio di circolare indirizzata ai chirurghi operai
"Egr. Colleghi e Collaboratori
da una prima disamina dei dati del gennaio 2006 risulta un aumento di spesa
nella gestione del reparto.
Invito quindi Tutti Voi ad un uso appropriato dei farmaci uniformandosi
scrupolosamente alle indicazioni già emerse in tanti incontri pomeridiani.
In particolare voglio sottolineare e ricordare la prescrizione degli
antibiotici in profilassi sec. le indicazioni concordate, la terapia
antibiotica che deve essere in prima istanza proseguita con i farmaci
utilizzati in profilassi e solo successivamente, se necessario, sostituita con
antibiotici più mirati, l'uso corretto della profilassi antitrombotica,l'uso
temporalmente limitato della gastroprotezione come scritto nelle regole
comportamentali approvate,l'uso di una terapia infusionale che non sia sempre
nel post-operatorio estesa alla sacca da
2000ml quando in particolare, in alcuni interventi, i pazienti già la sera
possono assumere dieta idrica ( mammella, tiroide, ernia e laparocele, la
colecistectomia laparoscopica etc. ); in questi casi è sufficiente una terapia
infusionale ridotta senza lo spreco di sacche che spesso la mattina dopo non
sono ancora terminate.A questo proposito Vi invito calorosamente a riempire
nella scheda di sala operatoria lo spazio riservato alla mobilizzazione del
paziente e alla alimentazione che risulta una comunicazione dalla sala operatoria
indispensabile agli infermieri di reparto.
Invito inoltre Tutti Voi a segnalarmi situazioni anche del tutto
involontarie che si discostano da quanto già concordato in modo da potere
sollecitamente adottare dei correttivi per tenere sotto controllo i costi e
riversare l'eventuale risparmio sulla spesa della sala operatoria che continua a
lievitare in maniera inarrestabile."
.....continua.....