sabato, marzo 04, 2006

la dritta 2

Quali sono i momenti più pericolosi in ospedale?

Dalle 6.30 alle 7.30
dalle 12.30 alle 13.30
dalle 19.30 alle 20.30

sono gli orari dei cambi dei turni.
Quelli che devono smontare sono già mentalmente fuori mezz'ora prima della scadenza del turno.
Quelli che devono montare ancora devono ambientarsi all'inizio del turno e ci vuole almeno mezz'ora per immedesimarsi nel lavoro.
Questo significa che, istintivamente, tutto si rallenta all'avvicinarsi della fine del turno e lentamente inizia il lavoro del nuovo turno.
La conclusione è che, conoscendo questi momenti critici, è consigliabile evitare di ricoverarsi in questi orari.
La notte è il periodo più pericoloso, tutto viene giudicato come "ma non si può rinviare a domani mattina?"
Il tutto vale sia per gli infermieri che per i medici che lavorano per turni.

....continua.....

venerdì, marzo 03, 2006

la "dritta"

Nel caso vi trovaste nella situazione del "chirurgo di guardia 2" il consiglio è quello di prendere tempo e chiedere di trasfervi nell'ospedale più grande e centrale.
L'ospedale che ha il chirurgo operatore reperibile non è dei più desiderabili, potenzialmente non c'è responsabilità diretta ma per interposta persona.
Alla fine si lavora meccanicamente come ad una catena di montaggio.
Il chirurgo operatore deve essere quello che vi visita per la prima volta e decidete insieme cosa è meglio fare, il consenso informato deve essere fatto con il chirurgo operatore, non deve essere un atto burocratico.
Non c'è niente di peggio di quando più chirurghi hanno pareri differenti e non c'è una responsabilità diretta.
Qualcuno potrebbe dire "il parere di più chirurghi vale come secondo parere" ma non è vero, il "secondo parere" è valido se siete Voi a scegliere l'altro chirurgo!

.....continua....

giovedì, marzo 02, 2006

il chirurgo di guardia 2

La scena più ridicola.
"Signora si deve operare"
"Dottore mi opera lei?"
"No, sarà un altro chirurgo ad operarla"!

Arriva il chirurgo reperibile.
"Signora, non è necessario operarla subito, sarà visitata più tardi e si vedrà!"
"Dottore perchè non mi opera subito?"
"Non sono convinto che l'intervento sia necessario "
"ma l'altro dottore mi ha detto che devo essere operata!"

???????????

......continua..........

mercoledì, marzo 01, 2006

il chirurgo di guardia

Il chirurgo di guardia in ospedale è il professionista chirurgo più variabile che si possa incontrare in caso di urgenza.

Il destino (se di destino si può parlare) del cliente, che per necessità improvvisa, è ricoverato d'urgenza in ospedale è condizionato (determinato) dal primo medico (chirurgo nel caso di urgenza chirurgica) che incontra in ospedale.
In caso di diagnosi certa, che senza dubbio necessita di intervento chirurgico d'urgenza, dipende dal chirurgo di guardia se condivide o meno la necessità dell'intervento d'urgenza.
Esiste il chirurgo "conservatore" (aspettiamo, proviamo prima la terapia medica), il chirurgo "aggressivo" (subito in sala operatoria, presto), il chirurgo "riflessivo" (scegliamo quando è il momento più adatto per l'intervento, compensiamo prima e poi operiamo).
C'è anche il chirurgo di guardia che non è quello che deve decidere se operare oppure no, deve decidere se chiamare il chirurgo reperibile.
E' tipico degli ospedali piccoli, decentrati, avere di guardia un chirurgo che non opera ma deve chiamare il chirurgo reperibile.

.....continua.....

lunedì, febbraio 27, 2006

il chirurgo, tendenza attuale 2

L'attuale tendenza nel differenziare la figura del chirurgo non risparmia la funzione del "chirurgo di guardia".
Non in tutti gli ospedali ma in alcuni (dove il Direttore è più protagonista "pro domo sua";), il chirurgo di guardia è una figura del tutto secondaria.

Abitualmente, secondo leggi e regolamenti oltre che secondo contratto di lavoro e deontologia medica, il chirurgo di guardia è il protagonista, il primo operatore per le emergenze-urgenze che dovessero presentarsi in ospedale sia provenedo dall'esterno che dall'interno.

Nel concetto distorto il chirurgo di guardia è quello che serve per il disbrigo delle faccende secondarie, es.:
- la prima visita al DEA e poi chiamare il chirurgo reperibile
- fare la medicazione richiesta da qualche reparto di medicina
- tamponare una urgenza in attesa del chirurgo reperibile che decide se operare oppure no
etc....
di fatto è una figura sussidiaria professionalmente declassata.

Qualcuno potrebbe dire che viene fatto a turno da tutti i chirurghi del gruppo ma allora quale è il vantaggio?

Come mai non c'è un comportamento univoco in tutti gli ospedali?

Quale è il vantaggio per i clienti?

Perchè creare contrasti in un ambiente già di suo ad alto rischio?

Il problema più grave è quello che si presenta quando ci sono opinioni differenti tra il chirurgo di guardia ed il chirurgo reperibile (vedi fare o no un intervento di urgenza) !!

ma lancillotto?

....continua....


domenica, febbraio 26, 2006

il chirurgo, tendenza attuale

L'attuale tendenza è quella di selezionare, all'interno del gruppo di chirurghi, quelli che operano e quelli che fanno assistenza.

Il Direttore, agendo sull'organizzazione dei servizi e gestendo la lista operatoria, condiziona la formazione e la fortuna dei propri collaboratori chirurghi.
Di fatto la presenza in sala operatoria è più frequente per alcuni (come primo operatore, come chirurgo operatore) che per altri.
Il risultato di queste scelte è la differenziazione tra i chirurghi ma, sopratutto, il diverso destino di ognuno.
La fiducia del Direttore è l'elemento discriminante (la fiducia è del tutto soggettiva e molto spesso viene strumentalizzata per fini propri) che vanifica tutto quello che può essere previsto da Leggi, Regolamenti, Ordinamenti Interni, Contratto di Lavoro e Codice Deontologico (Ordine dei Medici).
La conseguenza di questa tendenza (non codificata ma personalizzata) è che esiste una facciata e dietro tutt'altro.
L'immagine che si ricava è del tutto differente rispetto alla realtà.
I vantaggi del cliente?
Nessuno. Non esistono!
Tutti i vantaggi sono "ad personam" (i chirurghi privilegiati), peggio per chi ci capita!

....continua....

venerdì, febbraio 24, 2006

il chirurgo

Il chirurgo è una personalità complessa.
Il chirurgo, per il tipo di lavoro e per il tipo di concorrenza, è costretto a comportamenti vicini a quelli del pescatore e del cacciatore.

Ovviamente in generale, con le dovute eccezioni.
Ogni cacciatore è il meglio.
Ogni cacciatore, quando ritorna dalla caccia, ha ucciso più degli altri (a volte comprando la selvaggina).
Il pescatore pesca sempre più degli altri, i suoi pesci sono sempre più grandi di quelli degli altri.
Nei racconti agli amici, sia il cacciatore che il pescatore, hanno ucciso più animali degli altri, hanno pescato più pesci degli altri.
Il chirurgo, nei racconti agli amici, a volte ai clienti, ha fatto 100 colecisti, 50 colon, 200 ernie, 50 tumori di stomaco, etc... etc.....
Non bisogna riflettere perchè altrimenti non si riesce a capire come ha potuto avere tanta casistica stante l'alto numero di chirurghi e la relativa concorrenza.
Tra chirurghi si confronta il contenuto del carniere ma è difficile verificare la verità.
Un indizio c'è: la diffidenza tra chirurghi è sintomatica.
Io preferisco sempre vedere come vengono utilizzate le mani in sala operatoria, è il momento della verità!

....continua.....

mercoledì, febbraio 22, 2006

avvertenze 2

Si potrebbe fare una similitudine, con le dovute differenze, con la propria automobile.
L' "uomo" è un mondo complesso che esula dalla semplificazione ma è necessario avere una idea approssimativa per poter capire.

Quando è necessario fare una riparazione alla propria automobile ci si rivolge:
-in caso di urgenza, all'officina più vicina
-all'officina di fiducia, il meccanico di fiducia
-alla filiale della propria marca
-alla concessionaria della propria marca
-all'officina autorizzata della propria marca
-al meccanico dell'amico
-al meccanico amico.

Anche quando ci si rivolge alla filiale o alla concessionaria si cerca sempre un riferimento sicuro, una conoscenza interna (diretta o indiretta, amico degli amici) che possa garantirci (rassicurarci) sulla prestazione.

Per assurdo succede uguale anche quando abbiamo un problema chirurgico, in fondo si tratta di aggiustare il corpo.
Il corpo può essere assimilato ad una automobile?

.....continua.....

martedì, febbraio 21, 2006

avvertenze

Leggendo quanto scritto si potrebbe equivocare ed interpretare in modo distorto lo scopo degli scritti.
Tutto quello che leggete è frutto della propria esperienza.

Lo scopo principale è quello di fornire informazioni che non sono reperibili altrove.
Di sprovveduti ce ne sono quanti si vuole, più informazioni significa ridurre le scelte avventate ma sopratutto rendere più consapevoli.
In genere si dice che "ognuno è causa dei propri mali e quindi pianga sè stesso".
Più informazioni si hanno e meglio si può scegliere, quanto meno per ridurre i danni.
La "fiducia" è la base del rapporto medico-paziente, anzi costituisce il 50% (?) dell'efficacia della terapia.
Meglio ancora è la "fiducia consapevole" !

.....continua....

lunedì, febbraio 20, 2006

la migliore organizzazione 3

Ciascuno di noi preferisce avere un solo riferimento come chirurgo, un solo responsabile.
Stante l'attuale organizzazione è un lusso avere un unico chirurgo responsabile personale, con eccezione per gli amici e conoscenti.

Gli amici e conoscenti sanno a chi rivolgersi e non si rivolgono alla struttura ma al professionista indipendentemente dalla struttura.
E' la procedura più naturale, "biologica", è la procedura più vicina alla natura umana ma anche quella più garantista dei risultati.
Attualmente è possibile usufruire di questo trattamento solo a pagamento oppure per amicizia/conoscenza.
Tutti quelli che dirigono la struttura ospedaliera al momento del bisogno non utilizzano l'organizzazione che dirigono ma si rivolgono al "professionista", non è sintomatico e significativo?
Cittadini di serie "A", di serie "B" e di serie "C"?

......continua......

sabato, febbraio 18, 2006

la migliore organizzazione 2

La dimissione del cliente deve essere tempestiva per permettere ad altri di essere operati, il letto ospedaliero deve essere utilizzato più possibile per più clienti possibili (risparmiare).

La dimissione è stabilita dal chirurgo di turno alla visita di reparto, in genere non è lo stesso che ha eseguito l'intervento chirurgico.
Il cliente è dimesso con la sua cartellina cartacea con le prescrizioni, le medicine deve ritirarle presso la farmacia dell'ospedale (risparmiare).
La visita di controllo dopo dimissione sarà fatta presso l'ambulatorio di chirurgia dal chirurgo di turno, non sarà lo stesso chirurgo che ha eseguito l'intervento chirurgico, non sarà il chirurgo che ha deciso la dimissione.
Da quanto scritto si può leggere che per un intervento chirurgico decidono più chirurghi durante il percorso, quindi la responsabilità da personale di un chirurgo diventa condivisa da più chirurghi: questa è l'attuale organizzazione ospedaliera (risparmiare).
Quando c'è un problema medico-legale, inerente l'intervento chirurgico, solo il chirurgo operatore è indagato, la legge riconosce 1 solo responsabile: il chirurgo operatore (anche se non è stato lui a controllare il decorso post-operatorio, non è stato lui a trattare l'eventuale complicazione post-operatoria, non è stato lui a decidere la dimissione, non è stato lui a controllare nel decorso dopo dimissione).
La responsabilità è personale, almeno finchè non verrà cambiata la legge.
In libera professione (a pagamento), intra-moenia oppure in extra-moenia, è 1 solo chirurgo che segue il cliente dalla diagnosi, all'intervento chirurgico, al decorso post-operatorio, al trattamento dell'eventuale complicazione, alla dimissione, al decorso dopo dimissione, tutto in linea con l'attuale legge sulla responsabilità personale.
C'è da chiedersi: quale è meglio per il cliente?

........continua.......

venerdì, febbraio 17, 2006

la migliore organizzazione

Il cliente che deve operarsi, nel suo percorso, viene interrogato 1° dal chirurgo, successivamente dall'anestesista ed dall'infermiere.
Al momento del ricovero viene interrogato ancora dal chirurgo e dall'infermiere (accoglienza).

Il cartaceo comprende la cartella clinica (medico-chirurgica) che racchiude la cartella infermieristica e la cartella anestesiologica.
E' come un lavoro a catena, molto simile alla catena di montaggio (a proposito i metalmeccanici hanno dimostrato che la catena di montaggio non è la migliore organizzazione per il lavoro).
Il chirurgo che ha visto il cliente in ambulatorio (per ora è ancora così ma per il fututo?) sarà lo stesso ad operarlo (dopo una attesa di circa 3 mesi per la patologia benigna).
La visita in reparto sarà fatta a turno per cui ogni giorno cambia il medico (la continuità assistenziale manca).
La visita, per 24 clienti ricoverati, dura 2.30 ore (dalle 9.00 alle 11.30), 10 minuti per ogni cliente.
Di questi 10 minuti, 8 servono per la burocrazia:
-riempire i moduli per ciascun cliente
-copiare la terapia (sì, la terapia viente copiata ogni mattina su un modulo nuovo), per ciascun cliente
-aggiornare il diario (del tipo: il paziente sta bene, etc. etc.) per ciascun cliente.
La visita della mattina è fatta da un medico, il pomeriggio da un medico differente, e così via.....

......continua......

giovedì, febbraio 16, 2006

la migliore organizzazione possibile 2

L'attuale organizzazione della chirurgia ha come priorità il risparmio.
Si risparmia organizzando il lavoro per turni.

Ogni giorno sono programmati i reperibili (2-24 ore), quelli di guardia (giorno/notte), quelli per gli ambulatori esterni, gli interventi con il chirurgo corrispondente, gli altri (in tutto 13) devono telefonare ogni sera per sapere se il giorno dopo sono impegnati in qualche cosa.
In pratica ogni mattina cambia il chirurgo che fa la visita in reparto (mancanza assoluta di continuità assistenziale).
Le notizie ai parenti sono date sempre da chirurghi differenti (a turno), con difformità di indicazioni.
Il lunedì si dice che "bisogna essere sempre presenti", il martedì si dice che "bisogna essere presenti solo se si ha un compito".
Il contratto di lavoro richiede, per i dirigenti medici chirurghi, un orario minimo di lavoro settimanale (38 ore settimanali) ed un massimo di 150 ore annuali di straordinario (le ore fatte in più devono essere recuperate, non sono pagate) ma dice anche che i dirigenti medici chirurghi lavorano per obiettivi indipendentemente dalle ore che servono per raggiungere gli obiettivi.
Morale: "la botte piena e la moglie ubriaca".
I bisogni dei clienti?
La continuità assistenziale?
La responsabilizzazione personale?
Lancillotto?
Con i doveri istituzionali si completano le ore di servizio pagate ed il resto gratis!

......continua......

lunedì, febbraio 13, 2006

la migliore organizzazione possibile

L'organizzazione attuale risponde a determinati obiettivi.
E' la migliore possibile.
Non considera la necessità del cliente ma il risparmio.

Il chirurgo di guardia ha compiti multipli:
-fare la visita in reparto
-fare accoglienza per i pazienti che devono operarsi il giorno dopo
-fare l'ambulatorio per i pazienti post-operati
-rispondere alle esigenze del PS
-rispondere alle esigenze dei reparti dell'ospedale
il tutto nello stesso turno di guardia!
Il chirurgo di guardia non opera, in caso di intervento chirurgico chiama il chirurgo reperibile.
Ma chi decide se operare oppure no?
Il chirurgo reperibile decide se operare oppure no, qualche volta in contrasto con il parere del chirurgo di guardia.
Tutto il reparto di chirurgia si avvale di due chirurghi reperibili ed un chirurgo di guardia (i reperibili 24 ore- la guardia di 12 ore)
E' la migliore organizzazione per il risparmio!

.....continua.....


domenica, febbraio 12, 2006

conflittualità tra chirurghi 2

Tipico episodio di conflittualità è quando un chirurgo riopera, per complicazione, un paziente operato il giorno prima da un altro chirurgo senza avvertire il chirurgo operatore precedente.

In tal caso vengono violate tutte le regole.
Il buon senso, perchè il primo chirurgo sa quello che ha fatto e quello che può essere successo.
La deontologia medica, (regolamento dell'Ordine dei medici) che regola i comportamenti tra medici.
L'interesse del paziente, perchè il reintervento potrebbe essere non necessario.
Un atto del genere dimostra disprezzo del collega, arroganza professionale, mancanza assoluta del buon senso.
Vantaggi? nessuno!
Svantaggi? discredito dell'ambiente, dimostrazione di conflittualità, innesco di meccanismi inconsci di risentimenti, diffidenza tra colleghi quindi ambiente ad alto rischio per i pazienti-clienti e potenziali beghe legali.

....continua.....

sabato, febbraio 11, 2006

conflittualità tra chirurghi

13 chirurghi, 13 prime donne, 13 grandi chirurghi.
Il responsabile è umano come gli altri e deve coordinare oltre che badare ai propri interessi e primeggiare.

Quale sistema dirigenziale migliore di quello che divide?
Dispetti, ripicche, provocazioni sono la regola.
Le regole sono apparentemente giuste, ma per gli altri; che gusto c'è ad avere l'ultima parola se poi non si abusa del proprio ufficio?
Se, per caso o per necessità, doveste capitare in un reparto di chirurgia come cliente e vi accorgete che esiste conflittualità, fuggite!
L'ambiente di lavoro conflittuale è quello più pericoloso per la salute dei clienti.
Succedono le cose più strane e che non rispettano nessuna regola tantomeno regole di etica.
La deontologia è pura teoria, le leggi ed i regolamenti si interpretano o si applicano (dipende se si è amici), la morale e l'etica sono di facciata (con le dovute eccezioni).
Provare per credere! (...ma non vi consiglio di provare!)

....continua....

venerdì, febbraio 10, 2006

differenza tra il consumo chirurgico dei medici e quello della popolazione

La medicina, contrariamente a quanto generalmente si crede, non è una scienza esatta: è un sapere caratterizzato da un’ampia incertezza.
Proprio per ridurre questa incertezza è nata all’interno della medicina una corrente di pensiero che intende sottoporre il sapere medico a una verifica rigorosa dei reali fondamenti scientifici: si tratta della Medicina basata sull’evidenza (Evidence Based Medicine-EBM).
Per saperne di più sulla EBM consultate il sito del Centre for Evidence-Based Medicine a Oxford o quello della Indiana University School of Medicine.

In una situazione in cui il medico è pagato all’atto, vi è sempre il rischio che la situazione di incertezza porti a cure e a terapie non strettamente necessarie.

Differenza tra il consumo chirurgico dei medici e quello della popolazione generale:
IMG IMG
Studi condotti in Svizzera hanno mostrato che, rispetto ai medici e alle loro famiglie, la popolazione generale è operata più di frequente di tonsille, di emorroidi, di ernia, di calcoli biliari e, più di frequente, alle donne viene asportato l’utero o eseguito un raschiamento.
Siccome dispone di tutte le informazioni ed è in grado di valutarle, il medico si farà operare e farà operare i suoi famigliari solo se è effettivamente necessario. Il consumo chirurgico dei medici è quindi probabilmente il più adeguato.

Interventi chirurgici IMG consumo in più nella popolazione IMG rispetto ai IMG medici
calcoli biliari IMG +84%
emorroidi IMG +83%
asportazione dell'utero IMG +58%
ernia inguinale IMG +53%
tonsille IMG +46%
raschiamento IMG +19%
Fonte: Bollettino dell'Ufficio federale della sanità pubblica (n.18,17.5.1993)
da:si e no

giovedì, febbraio 09, 2006

referenti 2

Il medico di famiglia è il centro delle prestazioni sanitarie.
In media ogni medico di famiglia assiste 1.000 clienti (da 500 a 1300), calcolando che non tutti frequentano l'ambulatorio, si può presumere che il 50% dei clienti rappresentano il carico effettivo di lavoro.

Di questi 500 clienti meno della metà (100-150?) hanno patologie chirurgiche, ovviamente non tutti hanno necessità di intervento chirurgico (50?).
In teoria, non esistono dati in merito (almeno non mi risulta, mi farebbe piacere se qualcuno mi segnalasse qualcosa del genere), ogni medico di famiglia fornisce 30 (?) clienti all'anno al chirurgo.
Il reparto di chirurgia generale ogni anno (in media) fa 1300-1500 interventi chirurgici che divisi per 13 chirurghi sono circa 100 interventi ciascuno all'anno, quindi i fornitori sono almeno 40 medici di famiglia.
Sono numeri approssimativi che però rendono l'idea del carico di lavoro senza avere il dettaglio della tipologia.

......continua.......

mercoledì, febbraio 08, 2006

referenti

Il medico di famiglia è il referente più importante per il cliente.
Ogni medico di famiglia, per trascorsi universitari, ospedalieri, per preparazione e per l'aggiornamento continuo ha le informazioni attendibili per la scelta del chirurgo.

Il medico di famiglia ha la possibilità di constatare i risultati degli interventi chirurgici, ha la possibilità di constatare il livello di qualità delle risposte della struttura pubblica, della struttura privata, del singolo specialista.
Il medico di famiglia, lui stesso oppure qualche familiare o amici hanno sicuramente avuto necessità di rivolgersi a qualche chirurgo ed hanno avuto esperienza delle conseguenze.
E' al medico di famiglia che potrebbe essere rivolta la solita domanda: "da chi andrebbe?".
In genere le domande sono: "da chi mi consiglia di andare?, "dove mi consiglia di andare?" "Lei personalmente da chi andrebbe?".
.......continua.......

martedì, febbraio 07, 2006

riepilogo 10

Chi ha le informazioni giuste per scegliere il chirurgo?
Il primo in classifica è il chirurgo.

Il chirurgo conosce gli altri chirurghi, gli ambienti di provenienza sono abbastanza limitati, si conoscono quasi tutti e tutti conoscono i limiti degli altri.
Sopratutto ciascun chirurgo conosce quale esperienza e qualità di apprendimento hanno avuto gli altri chirurghi.
"Dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei".
In prima approssimazione se si riesce a sapere da chi si farebbe operare quel chirurgo (oppure da chi si è fatto operare), o almeno a quale ambiente affiderebbe la propria vita, sarebbe già un orientamento preciso ed affidabile.

......continua.......

sabato, febbraio 04, 2006

riepilogo 9

Dove c'è una alta concentrentrazione di chirurghi è possibile l'abuso di interventi chirurgici.
E' possibile difendersi?
Il segreto è il "secondo parere".
Spesso consultando due chirurghi per lo stesso problema si hanno risposte contrastanti!
Perchè?
In questi casi bisogna sospettare che il problema non ha una soluzione unica oppure che uno dei chirurghi ha una preparazione-esperienza inferiore.
Considerando che una indagine svizzera ha evidenziato comportamenti differenti tra i medici (interventi necessari e no>) è lecito domandarsi quale è la realtà.
Il "secondo parere" è uno strumento utile tipo "bussola" per orientarsi nella "giungla", specialmente per chi non avesse possibilità, voglia e tempo di documentarsi.

.....continua.......

giovedì, febbraio 02, 2006

riepilogo 8

Nell'urgenza, spesso, si tratta di risolvere problemi che possono compromettere la vita.
Molto spesso si tratta di problemi che potrebbero compromettere la vita.

Di certo nell'urgenza è necessario fare un atto terapeutico.
Lo stesso concetto vale per le urgenze in cui ci sono complicazioni di tumori.
Classico è l'esempio della occlusione intestinale da tumore del colon.
La prognosi, e quindi il futuro del cliente, dipende dal chirurgo che lo opera.
L'atto chirurgico, con le dovute eccezioni, deve essere fatto nel rispetto dei principi di chirurgia oncologica; non sempre il chirurgo di turno è pratico dei principi di chirurgia oncologica, in teoria sa tutto ma in pratica?
Il fatto concreto è che i risultati sono in funzione dell'esperienza del chirurgo di turno e non tutti i chirurghi di turno hanno competenze di chirurgia oncologica per cui alla sventura di avere un tumore si somma la sventura di capitare con il chirurgo sbagliato.
Eppure si sbandiera che i tumori devono essere operati dagli specialisti, e le urgenze?
Di fatto ci sono clienti di serie A, B e qualche volta anche C.
Ma lancillotto?

.......continua.......

mercoledì, febbraio 01, 2006

riepilogo 7

Le urgenze vengono fatte a turno da tutti i chirurghi del gruppo.
Quelli che sanno operare meno aspettano l'urgenza per farsi la mano oppure potrebbero non operare per evitare l'impegno gravoso (per loro)..

Improvvisamente il chirurgo che opera meno diventa un grande chirurgo ed opera l'urgenza .
Decide se operare o meno, decide che tipo di intervento fare.
Quello che ci "capita" non lo sa, nè potrebbe saperlo.
Chi ha necessità di un intervento chirurgico di urgenza si affida con fiducia (il consenso informato è quanto di più "formale" ci possa essere) alla struttura pubblica e al chirurgo di turno, sperando che tutto andrà bene ma senza garanzie.
Ma perchè bisogna essere "sudditi" e non "cittadini" che pagano le tasse e finanziano la struttura pubblica?
Avere accesso alle informazioni è una decisione politica a costo "zero".
E' sufficiente rendere le informazioni disponibili e le "scelte" farebbero la selezione.
Paura della selezione?

......continua......

martedì, gennaio 31, 2006

riepilogo 6

Da quanto detto fin'ora risulta che non è possibile avere informazioni sul professionista chirurgo, nessuno le fornisce.

Non è possibile avere informazioni sul reparto di chirurgia dell'ospedale, nessuno le fornisce.

Siamo nella impossibilità di fare una scelta informata.

La situazione è peggiore nel caso delle urgenze.
In condizioni normali ci si può informare dal medico curante, dagli amici, da conoscenti e quindi si ha il tempo di scegliere (bene o male) dove andare.

In condizioni di urgenza non esiste nessuna possibilità di scegliere ed il destino del cliente dipende dal primo chirurgo che ha la ventura di incontrare.

In condizioni di urgenza non c'è tempo di riflettere, si sta male, non si è lucidi abbastanza da poter valutare la situazione per cui "chi c'è c'è", "fate qualcosa"!

La "chirurgia d'urgenza" fa la qualità dell'ospedale.

......continua......

lunedì, gennaio 30, 2006

riepilogo 5

Di fatto il Direttore, per i motivi citati in precedenza (vedi la scelta del chirurgo 8 ), è quello più interessato ad operare.
Si riserva il maggior numero di interventi possibili. assegnando qualche intervento (come premio) ai collaboratori più vicini (amicizia-fedeltà).

Questa condizione particolare realizza una differenza tra i vari chirurghi del gruppo in organico.
La differenza si concretizza in una differenza di professionalità e quindi una differenza di risultati degli interventi chirurgici fatti dal gruppo.
Tutti i chirurghi sono sempre alla ricerca di clienti da operare, si potrebbe sospettare che,dove ci fosse una alta concentrazione di chirurghi, potrebbe esserci un abuso di indicazione all'intervento chirurgico (specialmente di urgenza che è il momento per tutti i chirurghi di farsi la mano).
Il giorno è di 24 ore, considerando che 6-8 sono di sonno, restano 16 ore da cui bisogna toglier 8 ore di lavoro quindi restano 8 ore, togliendo 2 ore per pranzo e cena restano 6 ore.
Da queste 6 ore bisogna togliere le ore dedicate alla famiglia (3 ore?), restano 3 ore/giorno per:
-relazioni interpersonali
-amicizie
-tempo libero (piaceri)
-aggiornamento professionale
Si può essere aggiornati su tutto (in tutti i settori della chirurgia generale) ?

.......continua.....

sabato, gennaio 28, 2006

riepilogo 4

Qualche numero per avere idea della realtà.
In media un reparto di chirurgia generale, in un anno, fa 1400 interventi chirurgici.
I chirurghi in organico, in genere, sono 13.

Di 1400 interventi, in genere, 400 sono di urgenza.

Sono numeri grossolani ma che possono dire qualche cosa.

Come per la statistica secondo la quale tutti gli italiani mangiano mezzo pollo al giorno ciascuno, così dividendo gli interventi per i chirurghi si ha:

76 interventi non di urgenza, all'anno, per ogni chirurgo,

30 interventi di urgenza, all'anno, per ogni chirurgo.

In tutto 106 interventi, in un anno, per ogni chirurgo.

10 interventi al mese (escluso 1 mese per ferie), suddivisi in 3 interventi di urgenza e 7 interventi non di urgenza (arrotondando le cifre).

In base a queste cifre non ci possono essere grandi chirurghi, eppure tutti si ritengono grandi chirurghi.

Considerando che esiste una notevole disparità tra i chirurghi (nel senso che c'è chi opera di più e chi meno), si può vedere che esiste una potenzialità di rischio di capitare con incompetenti.

Da queste considerazioni si capisce l'importanza di sapere quanti interventi, e di che tipo, fa ogni chirurgo.

Questi numeri possono essere rilevati dai registri di sala operatoria.

Nessuno lo farà mai!

Sarebbe una tragedia, si scoprirebbero gli altarini, un po' di nebbia si alzerebbe e si scoprirebbe la realtà triste in cui si lavora ed il servizio che viene offerto.

Siete convinti di poter scegliere?

Avete le informazioni giuste?

Riflessione modesta:
e dove gli interventi sono in numero inferiore?
L'organico (il numero di chirurghi) è sempre lo stesso, dovendo ricoprire i ruoli istituzionali obbligatori (guardie, reperibilità, ambulatori, reparto, sala operatoria).
Provate ad immaginare strutture che fanno 800-1000 interventi/anno e dividete per 13 chirurghi e per 11 mesi, avrete il numero di interventi al mese per ogni chirurgo, ricordando che tutti gli italiani mangiano mezzo pollo al giorno ciascuno!

.......continua.......

mercoledì, gennaio 25, 2006

riepilogo 3

Certi ospedali, se dovessero fornire le informazioni sui rendimenti delle chirurgie, potrebbero rischiare di essere evitati.
Ci sarebbe una scelta più oculata dei chirurghi e quindi possibili crisi.

A chi conviene?
Non certo alle istituzioni pubbliche.
Non è conosciuto ma molti si spacciano per specialisti senza esserlo.
Alcuni ambulatori ospedalieri offrono prestazioni specialistiche ma i chirurghi che ci lavorano non hanno il titolo di specialista rilasciato dall'Università!
L' accuratezza con cui si sorvegliano le strutture private non vale per le strutture pubbliche.
Spesso quello che è obbligatorio per la struttura privata non lo è per la struttura pubblica.
Tutto, ovviamente, si fa per il "cliente" e nell'interesse del "cliente" ma non gli si dà la possibilità di una scelta informata.
......continua......

lunedì, gennaio 23, 2006

riepilogo 2

Obiettivamente sceglire da chi farsi operare non è semplice!
Ci sono i venditori di fumo, come in tutte le professioni; la pubblicità è l'anima del commercio anche in chirurgia.

Quelli che ti fregano, in genere, sono al di sopra di ogni sospetto.
Quali sono i valori da osservare?
I risultati!
Come risultati si intendono:
-mortalità
-morbilità
-complicazioni
-sopravvivenza
quindi recupero integrale o parziale, presto o tardi, dello stato di salute.
Chi fornisce queste informazioni?
Nessuno!
Sarebbe opportuno conoscere queste informazioni riguardanti il reparto di chirurgia dell'Ospedale.
Sarebbe opportuno conoscere queste informazioni riguardanti ogni singolo chirurgo.
Forse parecchi perderebbero il lavoro.

......continua.......

domenica, gennaio 22, 2006

riepilogo 1

Essere chirurgo, fare il chirurgo non significa saper fare gli interventi chirurgici che ci si aspetta.
Come conseguenza il reparto di chirurgia generale non può garantire che vengano fatti tutti gli interventi di pertinenza da parte di tutti i chirurghi.

Il cliente che si rivolge alla chirurgia della struttura pubblica non sa niente di quello che potrebbe o non potrebbe ricevere.
Ci sono gli interventi di routine (ernia, laparocele, calcoli alla colecisti, appendicite, tumore di stomaco, tumore del colon retto, emorroidi) che tutti i chirurghi, piu' o meno, sono in condizioni di trattare.
Altre patologie sono da verificare.
Possibile?
Provare per credere!
Il resto degli interventi sono una incognita.
Fino a quando sarà così?
.......continua.......

sabato, gennaio 21, 2006

riepilogo

E' il momento di riepilogare quanto scritto.
Cominciamo con il concetto che avere il titolo di chirurgo non garantisce che si sappia operare.
Saper fare interventi chirurgici, fare il chirurgo in sala operatoria, non è di tutti gli specialisti in chirurgia generale.

La laurea in medicina e chirurgia ci dovrebbe garantire di avere a che fare con un medico.
La specializzazione in chirurgia generale dovrebbe garantirci di avere a che fare con un chirurgo.
Di fatto avere il titolo di Specialista in Chirurgia Generale non significa che sappiamo fare il chirurgo.
Considerando che un professionista deve "sapere", "saper fare", "saper essere", il titolo di specialista in chirurgia generale garantisce il "sapere", parzialmente "saper essere", in teoria "saper fare".
Questo significa che, dopo la specializzazione, il chirurgo deve imparare a "saper fare", completare il "saper essere", mantenere aggiornato il "sapere".
La chirurgia non è una scienza, ha basi scientifiche soggette a variazione, si legittima nell'esperienza del "fare" e del "sapere"; la chirurgia è un artigianato nobile.
Delusi?
Qualcuno paragona il lavoro del chirurgo al pilotaggio di un aereo!
Forse è un po' disorientato oppure vuole semplificare (ho vuole strumentalizzare?)
Il concetto burocratico del chirurgo è che un cliente quando vuole volare non si affida al pilota ma qualche volta preferisce una compagnia rispetto ad un'altra, usualmente sceglie quell'aereo che gli conviene per l'ora di partenza e di arrivo.
Il pilota di aereo ha una preparazione specifica pratica oltre che teorica, garantisce un risultato atteso.
Il chirurgo ha una preparazione specifica teorica, deve imparare la pratica facendo, non ha il dovere del risultato atteso.
Ma lancillotto??
.........continua.........

lunedì, gennaio 16, 2006

il valore del gruppo

Il gruppo di chirurghi di un reparto è condizionato fondamentalmente dal Direttore.
L'armonia del gruppo, l'omogeneità, le relazioni interpersonali sono tutte situazioni che risentono dei comportamenti del Direttore.
Il valore professionale non fa eccezione.

Il valore professionale del Direttore rappresenta il limite che gli altri chirurghi è bene non superino.
Fatto cento il valore professionale del Direttore, sarà fatto tutto perchè i collaboratori non si avvicinino a questo valore.
E' cura del Direttore affinchè il valore degli altri chirurghi si mantenga al di sotto del suo.
Questa è una regola generale di ogni gruppo di lavoro nell'interesse del responsabile del gruppo.
Questo significa che viene scoraggiato ed ignorato ogni tentativo di miglioramento che possa fare ombra al Direttore.
Tutto deve venire da Lui e tutto deve rapportarsi a Lui.
L'interesse pubblico non esiste.L'istituzione serve all'interesse del Direttore.
Il Direttore mediocre rende il gruppo mediocre e tutto è sottolivellato a Lui.
Attenzione, se vi rendete conto che avete a che fare con un Direttore mediocre, come persona e come professionista, sappiate che il resto non può essere diverso (salvo eccezioni individuali che non hanno vita facile all'interno del gruppo e non hanno nessuna speranza).
.........continua.......

sabato, gennaio 14, 2006

la scelta del chirurgo (intervallo)

Il Direttore è il fulcro che determina la caratteristica e la funzionalità del gruppo.
Il grande organizzatore nella sua azione pensa per tutti i suoi collaboratori (dei quali non ha molta stima).
Una azione tipica da grande organizzatore è quella di dare più importanza all'apparire anzichè all'essere.

Un esempio tipico.
Spostare lo spogliatoio dei collaboratori, da una stanza con servizio (wc+doccia) ad una stanza senza servizio.
Tutti sanno che spesso, dopo l'attività di sala operatoria che a volte impegna oltre le 8 ore, è necessario fare una doccia, ora non è più possibile!
Il grande organizzatore per rendere lo spogliatoio più bello toglie i vecchi armadini in legno (capienti e funzionali) e li sostituisce con nuovi, belli, armadini in metallo ma non funzionali; la capacità di questi armadini è ridotta, quello che era contenuto in due armadini adesso necessita di 3 armadini (del tipo "togli ai poveri per dare ai ricchi).
Attualmente quando si arriva in servizio c'è uno spogliatoio bello, senza wc nè doccia, possiamo essere contenti (dimenticavo, c'è un lavandino che in caso di necessità fa da orinatoio, acque chiare-acque scure?).
Il principio del grande organizzatore è che nel disagio si lavora meglio e più volentieri.
Sicuramente questo tipo di decisioni (facendo parte di una forma mentis) sono adottate anche per quello che riguarda i clienti chirurgici.
Viva l'apparenza!
(ignorare la sostanza?)
...continua......

giovedì, gennaio 12, 2006

la scelta del chirurgo 10

La scelta del chirurgo in ambito ospedaliero non è mai a caso.
Tutti gli ospedali, più o meno, hanno un gruppo egemone che condiziona il lavoro.
In particolare i Direttori si coordinano secondo interessi particolari, interessi che possono essere di vario tipo, facilmente immaginabili.
In pratica cosa succede.
Per la richiesta di consulenze tra reparti si stabiliscono accordi su chi chiamare e questo promuove un medico rispetto ad altri (la professionalità o la preparazione non centrano niente).
Di fatto si creano delle differenze tra i medici, quelli che sono di fiducia del Direttore e gli altri (sempre avendo presente che la preparazione, la professionalità, la "bravura", la competenza, non hanno niente a che fare con queste scelte).
In un ambiente "normale", in un gruppo coordinato, nell'istituzione pubblica, non dovrebbero esserci queste differenze, il fulcro dovrebbe essere il medico di guardia.
Questo discorso potrebbe sembrare banale ma vi serve a capire che i contrasti tra medici nascono anche dall'ambiente e da come è gestito il gruppo da parte del Direttore.
Lo stile di direzione più diffuso e più semplice da applicare è il "divide et impera", tutto a vantaggio del Direttore.
.....continua......

martedì, gennaio 10, 2006

la scelta del chirurgo 9

Considerando che:
-la gestione della lista operatoria è del Direttore
(vedi post del 2 Novembre nuovi termini 2>),
-l'attribuzione degli interventi ai chirurghi la fa il Direttore,
-le complicazioni post-operatorie sono gestite dal Direttore,
-il personale tutto del reparto è molto sensibile agli umori del Direttore,

se non si hanno indicazioni su chi scegliere, è meglio scegliere di rivolgersi al Direttore direttamente passando dal suo studio privato (è il massimo della prudenza, per il migliore risultato valutando costi/benefici).

Tutto il sistema è orientato a favorire la scelta del Direttore come chirurgo.

La lista di attesa operatoria è sempre lunga, si aggiungono prenotazioni e spesso non vengono cancellati quelli operati o che rinunciano all'intervento (perchè preferiscono rivolgersi ad altri ospedali).

Al momento della decisione per l'intervento chirurgico viene sempre prospettata l'attesa lunga per la lista (in media 3-4 mesi per la patologia benigna, in certi casi si attende 1 mese per la patologia maligna) al contrario per i paganti che vengono operati nel giro di qualche settimana.

Non è possibile? provare per credere!

.....continua.....

domenica, gennaio 08, 2006

la scelta del chirurgo 8

Il Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale (chissà a chi è venuto in mente di ricorrere a questi termini nella stesura della riforma, non poteva esserci scelta peggiore), è una figura particolare.
Contrariamente al solito la legge di riforma è più avanti della realtà.
Infatti, modernamente inteso, il compito del Direttore è quello di organizzare, è scelto dal Direttore Generale per le doti organizzative preferendo queste doti alle doti professionali chirurgiche.

Ma il professionista Direttore (organizzatore) non può dimenticare i suoi interessi di chirurgo. (v. post "nuovi termini 2" del 2.11.05)
Ha faticato molto per raggiungere quella poltrona (in termini di "relazioni interpersonali";), finalmente può "farsi la mano", finalmente può aumentare il proprio reddito con i "paganti", figuriamoci se si limita ad organizzare!
Qualunque professionista che raggiunge la poltrona di Direttore non è completo come chirurgo, sa a mala pena fare interventi di routine; come Direttore, finalmente, potrà imparare a fare il chirurgo in tutte le sue espressioni.
Il concetto base che guida i comportamenti è:
finalmente posso fare quello che voglio, è tutto mio! guai a chi mi intralciasse! (con i dovuti rispetti per il superiore, seguendo la piramide gerarchica).
....continua....

sabato, dicembre 31, 2005

la scelta del chirurgo 7

Da quanto detto si capisce che si parla di "fornitori" di clienti.
Chi altri sono i fornitori di clienti?

Bisogna premettere alcuni concetti di psicologia "spicciola".
Usualmente il chirurgo "simpatico" è ovviamente anche "bravo".


Nella considerazione quotidiana (tutti lo possono verificare) la simpatia è associata al valore professionale.
L'estroversione è associata al valore professionale, il buon umore, la disponibilità, la gentilezza, il "compagnone" è obbligatoriamente "bravo".

Chi ha il potere è "bravo".

Immaginate il tutto nell'ambiente ospedaliero, i potenziali clienti (a parte eccezioni) diventano il personale infermieristico, il personale a diretto contatto con il pubblico.

Estrapolando dall'ambiente ospedaliero, considerate il reparto di chirurgia, tutti i chirurghi sono interessati alla libera professione (alta concorrenzialità) e quindi il lavoro si divide in doveri istituzionali e professione.

Il Direttore? E' il primo ad essere interessato alla libera professione, è riuscito ad arrivare su quella poltrona ed ora deve sfruttare il più possibile la situazione.

.....continua.....

lunedì, dicembre 26, 2005

la scelta del chirurgo 6

Ad una prima impressione si potrebbe pensare che il cliente del chirurgo sia il paziente ma non e' cosi'.
Il cliente del chirurgo e' il medico di famiglia.
Il medico di famiglia invia il paziente all'ambulatorio di chirurgia dell'ospedale oppure allo studio privato del chirurgo.

Si calcola che occorrono 10 medici di famiglia per procurare un flusso di clienti minimo accettabile per il lavoro privato del chirurgo (per una attivita' privata minima).
Lo studio privato del chirurgo e' frequentato da pazienti ("clienti";) ma non tutti hanno necessita' di un intervento chirurgico.
Da queste considerazioni si capisce che per procurarsi lavoro il chirurgo deve affidarsi alla benevolenza del medico di famiglia e non sempre dipende dalla professionalita'!
Puo' essere per amicizia, per appartenenza allo stesso gruppo partitico, per appartenenza alla stessa associazione, per appartenenza allo stesso circolo, per appartenenza allo stesso "giro", per collaborazione dovuta alla frquentazione di stessi luoghi o chiesa, per frequentazione dello stesso sport.
Quando i chirurghi sono molti e fanno le stesse cose nascono i problemi di concorrenza, problemi di sopravvivenza.
.......continua.......

venerdì, dicembre 23, 2005

la scelta del chirurgo 5

Come arrivano i clienti al chirurgo?
cominciamo con il caso del chirurgo come professionista (dipendente o no da una struttura pubblica).
Per la libera professione valgono tutti i criteri del marketing dei servizi ma qualcosa di diverso c'è per il chirurgo.
Il marketing dei servizi considera la visibilità, quindi per essere visibili:
-"la pubblicità è l'anima del commercio"
-il passaparola

-le "cene"
-relazioni a congressi
-organizzazione di congressi
-organizzare corsi di aggiornamento
-relazioni a corsi di aggiornamento
-organizzare convegni
-relazionare a convegni
-essere presenti in tutte quelle manifestazioni che prevedono l'invio di carta stampata su cui si può leggere il nome
-scrivere su giornali, riviste, fogli vari
-"frequentare" ed "essere presenti"
-scrivere news da distribuire
-essere in associazioni varie
-"il circolo"
-essere in mezzo alla gente, farsi riconoscere, avere molti amici
.....continua......

janus

domenica, dicembre 18, 2005

la scelta del chirurgo 4

Con queste premesse si capisce che "non è tutto oro quello che luce"!
In un reparto di chirurgia i chirurghi sono diversi l'uno dall'altro e tutti in concorrenza tra loro (la libera professione richiede la concorrenzialità) ed è una realtà che fondamentalmente i chirurghi sono "prime donne" e quindi facilmente esprimono opinioni differenti sullo stesso problema ai parenti.

La sala operatoria ("the theatre" per gli inglesi) è il palcoscenico dove si esibisce il chirurgo.
La composizione generazionale dei chirurghi del reparto è differenziata per cui non tutti hanno la stessa esperienza e questo si riflette sui risultati degli interventi chirurgici.
L'amministrazione aziendale non ha in nessun conto queste differenze, per l'amministrazione un chirurgo è un chirurgo, fa i suoi servizi e questo è quanto.
Quando si comincerà a scrivere dei risultati di ogni chirurgo (se non del reparto chirurgia) ?
Offriamo ai clienti la possibilità di scegliere, almeno ognuno sarebbe artefice del proprio destino.
.........continua........

martedì, dicembre 13, 2005

la scelta del chirurgo 3

Tutti pensano che in un ospedale, nel reparto chirurgia generale, i medici del reparto sono tutti chirurghi, nel senso che tutti i medici del reparto chirurgia sanno operare, sanno fare tutti gli interventi chirurgici di cui si potrebbe avere bisogno (limitatamente alla chirurgia generale). E' falso!!Non è vero! I chirurghi del reparto chirurgia generale hanno una esperienza limitata agli interventi addominali più frequenti. Per gli interventi meno frequenti alcuni si improvvisano specialisti, altri leggono sull'enciclopedia di tecnica chirurgica e fanno l'intervento il giorno dopo; quelli più onesti vanno ad imparare e poi, prima aiutati da quelli più esperti e poi da soli, eseguono l'intervento.I risultati, ovviamente, risentono di queste situazioni ma non esiste un sistema che controlli i risultati, il tutto è a spese di chi ci capita!Tipica è la situazione della recidiva neoplastica a distanza di 1 anno, a volte meno, dal primo intervento (capita! capita.
.......continua......

janus

venerdì, dicembre 09, 2005

la scelta del chirurgo 2

Il problema di scegliere da chi farsi curare è così importante che la rivista Panorama ha iniziato una serie di inchieste sugli ospedali italiani. E' del tutto impossibile fare una inchiesta su come valutare un professionista, in particolare il chirurgo. Nel quotidiano il "passaparola" è il sistema di marketing fondamentale per il chirurgo, ci si rivolge ad un certo chirurgo perchè ce ne hanno parlato bene il parente, l'amico, il conoscente, l'infermiere, gli amici..etc.. E' attendibile? Il metodo più frequentemente utilizzato è l'indicazione del medico di famiglia, è tipica la domanda: dottore da chi mi consiglia di andare? Ogni medico di famiglia ha i suoi referenti specialisti così come indirizza ai vari ospedali (vedi i criteri di valutazione degli ospedali utilizzati da Panorama)">. Leggendo la guida sui "Grandi Ospedali" di Panorama si potrebbe concludere che è l'Ospedale che garantisce la professionalità del chirurgo mentre nella realtà è l'uomo, il professionista, il chirurgo che fa "grande" l'ospedale. ......continua.... janus icon_smile

sabato, dicembre 03, 2005

la scelta del chirurgo

La scelta del chirurgo è la cosa più importante se bisogna subire un intervento chirurgico. Usualmente è un argomento tralasciato ma è essenziale se si vuole avere una possibilità di avere i migliori risultati.
Qualcuno potrebbe pensare che basta pagare bene per avere il meglio, ma tutti possono pagare?Tutti hanno una assicurazione privata?
La maggioranza utilizza la struttura pubblica o la clinica convenzionata.
In genere si va a caso, sarà il chirurgo che ci ha visitato in ambulatorio (prendiamo ad esempio l'ernia inguinale) e che era di turno quel giorno.
Di lui non sappiamo niente, sa operare?
Ha esperienza dell'intervento per ernia inguinale?
Quanti interventi per ernia ha fatto?
Che tipo di complicazioni hanno avuto i suoi interventi per ernia?
In definitiva, il professionista che ci ha visitato e che ci opererà che credenziali ha?
Come scegliereste un avvocato?Come scegliereste un ingegnere?
.............continua........

janus

mercoledì, novembre 30, 2005

la scelta

Il cliente che deve operarsi di ernia (l'intervento più frequente in chirurgia generale e patrimonio professionale di tutti i chirurghi generali) come sceglie dove e da chi operarsi?
Non ha riferimenti (strumenti) per poter scegliere.
Nella maggioranza dei casi è il medico di famiglia che fa la diagnosi con la conferma dello specialista chirurgo generale.

Il percorso più comune è:
visita del medico di famiglia, richiesta di consulenza specialistica presso ambulatorio di chirurgia della ASL,
il chirurgo specialista avuto il consenso all'intervento inserisce il cliente nella lista di attesa operatoria della struttura di competenza; in questo percorso il cliente non ha scelta, si adegua e questa è l'offerta della struttura pubblica.
Ma chi garantisce della qualità della prestazione? Nessuno!
Nessuno controlla la pertinenza della lista di attesa, nessuno garantisce il risultato della prestazione, la struttura pubblica offre solo l' impegno per dare una risposta al bisogno e la qualità della risposta è solo teorica.
.......continua..... (1-scelta del chirurgo, 2-controllo della lista di attesa, 3-qualità della risposta)


janus

nuovi termini 6

Il nuovo termine (si fà per dire) "cliente", apparentemente, sembra solo formalità.
Riflettete:
-il cliente ha sempre ragione
-il cliente è sacro
-si ricerca la soddisfazione del cliente
-il cliente ha più diritti che doveri
-il potere del cliente è che può rivolgersi ad altri
etc.....
questo per il chirurgo libero professionista è scontato, ma per la struttura pubblica?
Per l'Azienda ospedale dovrebbe essere uguale, invece si vive la contradizione che gli slogan parlano di "clienti" mentre l'erogazione dei servizi è rivolta a "sudditi".
Quando comprate una macchina la scegliete!
Qualcuno pensa che dovreste fare uguale per il recupero della "salute", ma siete veramente in condizioni di scegliere?
.........continua............

venerdì, novembre 25, 2005

nuovi termini 5

Nuovi termini citati fino ad ora:

"azienda ospedaliera", aziendalizzazione dell'ospedale:
ospedale=azienda (come la FIAT)

"cliente dell'ospedale", "il cliente" del medico:
ex "il paziente", ex "il malato"

"area funzionale"

"Struttura Complessa" (SC) = ex "Unità Operativa" (UO)

"Struttura Semplice" (SS) = ex "Sezione Aggregata" (SA)

Direttore di Struttura Complessa = ex Primario

Il cambiamento dei termini non è solo formale ma ha anche un significato sostanziale diverso.
Prima della riforma il Primario era il "chirurgo" che aveva degli aiuti e degli assistenti. Attualmente, dopo la riforma. il "Direttore" è un organizzatore che ha l'ultima parola rispetto agli altri medici che di fatto (secondo normativa vigente) hanno autonomia di diagnosi e cura quindi sono tutti chirurghi (tutti "dirigenti" come posizione aziendale).
.....continua......

lunedì, novembre 21, 2005

nuovi termini 4

Per il lettore comune è difficile capire quanto scritto fino ad ora.
Dall'altra parte si ragiona in termini di malattia, "ho questo, ho bisogno di, devo fare gli esami, devo fare l'ecografia, devo operarmi, devo ricoverarmi".
Ci si rivolge però sempre a gente che lavora, che fa un certo tipo di lavoro, che con il tempo tutto può diventare routine.
Per la quasi totalità dei personaggi tutto diventa routine tranne i casi piu' rari o complessi (con le dovute eccezioni).
D'altra parte un certo distacco è necessario per la sopravvivenza, il coinvolgimento emotivo costringe, in genere, a cambiare lavoro.
Ma che significa?
Il chirurgo per il suo lavoro ha una struttura psicologica particolare, sa controllare l'emotività o quanto meno sa gestire bene la propria emotività. "deve essere freddo" altrimenti non sopravviverebbe al continuo stress della sala operatoria.
Qualcuno ha indagato in questo senso e si è rilevato che lo stato di continuo stress mantiene costante un certo livello ematico di catecolamine per cui con l'andare del tempo si potrebbe identificare quel tasso ematico di catecolamine come stato di benessere.
Certi chirurghi stanno bene quando operano, fuori della sala operatoria stanno male.......continua........

giovedì, novembre 17, 2005

nuovi termini 3

Dal punto di vista pratico tutto questo cosa significa?

Semplice, gli amici del Direttore operano di più rispetto agli altri chirurghi perchè sono più bravi o perchè devono imparare, d'altra parte il Direttore ha più fiducia in alcuni rispetto ad altri! (?).

Ma chi controlla i controllori?? Nessuno!!

Dalla parte dei pazienti: gli conviene essere clienti del Direttore come và và, sono operati prima e trattati meglio!!!!

E gli altri chirurghi? si arrangiano!

Cosa significa che si arrangiano? Fanno quello che possono per lavorare e recuperare gratificazioni, la ditta non prevede gratificazioni!

Il Direttore Generale ha un premio a fine anno se risparmia.

Il Direttore Sanitario Aziendale ha un premio a fine anno se risparmia.

Il Direttore Amministrativo ha un premio a fine anno se risparmia.

A cascata tutti hanno un premio a fine anno se risparmiano tranne quelli a contatto diretto con il pubblico, sono la prima linea che deve attenersi alle disposizioni ricevute ma rispondono in prima persona non potendo neanche giustificarsi.

Ma che significa?

Significa che non posso ricettare liberamente altrimenti non c'è risparmio,
significa che certe cose vanno fatte in una certa maniera altrimenti non c'è risparmio.

Le parole magiche? Appropriatezza, linee guida, protocolli, clinical patways!!!

Tutto, ovviamente, nell'interesse del paziente che ora si chiama "cliente" e quindi si ricerca la "soddisfazione del cliente"!


Se i clienti sapessero il potere che hanno!!!!!

Ma d'altra parte i clienti del Direttore sono i clienti di seria "A"

Ma lancillotto?

La scienza dove è?

.........continua.........(alla prossima).

martedì, novembre 15, 2005

nuovi termini (2)

La "Struttura Complessa" di Chirurgia Generale è costituita da un Direttore e da medici dirigenti, il Direttore avendo funzioni organizzative e di indirizzo del gruppo è uguale agli altri ma ha diritto all'ultima parola.

Nel suo stato giuridico il Direttore assegna il lavoro ai suoi collaboratori in funzione delle capacità dei singoli ma anche in funzione delle loro professionalità acquisite o in itinere (formazione).

La Legge, come al solito si interpreta oppure si applica. Infatti le scelte sono sempre nel rispetto dei valori attualmente in vigore: l'amicizia e la fedeltà.

Valori rispettati nell'ambito Aziendale, infatti si parla dell'uomo giusto nel posto giusto e non del migliore nel posto giusto.

Che cosa significherà mai? Le solite cose, "gli amici vanno avanti, gli altri tirano la carretta".

Ma lancillotto?

Il Direttore "fa" le "note caratteristiche" dei medici collaboratori, chi lavora in Azienda sa che questo è un meccanismo ricattatorio specialmente se queste note condizionano una percentuale dello stipendio.

Il Direttore gestisce la lista di attesa operatoria.

Premesso questo, dovete sapere che nell'ambito della Struttura Complessa esiste anche la libera professione.

Il che significa che esiste una concorrenzialità tra i vari chirurghi, altrimenti che libera professione è?

Ed il conflitto di interesse?

Il Direttore fa libera professione e gestisce la lista operatoria, assegna gli interventi ai collaboratori, i clienti del Direttore sono uguali a quelli degli altri medici?

Conclusioni: la lista di attesa è lunga, i clienti del Direttore sono operati prima? (ed il conflitto di interesse?).

.......continua.......

janus

domenica, novembre 13, 2005

nuovi termini

La riorganizzazione dell'Ospedale ha cambiato molti termini, in particolare in funzione dell'aziendalizzazione.

L'ospedale attualmente è una Azienda oppure è un presidio di una Azienda (come la Fiat ed i suoi stabilimenti). Lo stabilimento Ospedale è costituito di aree funzionali che a loro volta sono costituite da Strutture Complesse (SC) e Strutture Semplici (SS).

A chiarimento bisogna sapere che la "Struttura Complessa" è la precedente "Unità Operativa" che corrispondeva alla "Divisione" della vecchia organizzazione ospedaliera, mentre la "Struttura Semplice" corrisponde alla precedente "Sezione Aggregata".

Nello stesso tempo il responsabile che prima si chiamava "Primario" adesso si chiama "Direttore" nel caso della "Struttura Complessa" mentre si chiama "Responsabile" per le "Strutture Semplici".Nella sostanza mentre prima il Primario era la massima espressione della "professionalità" (quello che sapeva fare tutto e sapeva tutto, quindi il "migliore" adesso il "Direttore" equivale al dirigente "Direttore" di qualsiasi azienda sia privata che pubblica.

Nella figura di "Direttore" c'è un professionista che è responsabile della organizzazione della Struttura Complessa, organizza il lavoro dei suoi collaboratori ed è responsabile di ogni aspetto organizzativo della struttura a lui affidata. Per assurdo può essere "Direttore" un chirurgo che sa operare poco (è sufficiente che sappia sbrigare la routine), non gli si richiede di sapere operare (di avere una grande esperienza operatoria) ma di sapere organizzare.

...continua.....

domenica, novembre 06, 2005