Per capire il post precedente e' necessario avere alcune informazioni che mancano a chi non fa il chirurgo generale.
Ogni intervento chirurgico ha dei tempi di esecuzione piu' o meno standard.
L'intervento chirurgico per ernia inguinale e' quello che si presta maggiormente come riferimento perche' piu' costante come durata.
Consideriamo le fasi dell'intervento chirurgico:
-sistemazione del paziente sul tavolo operatorio, monitoraggio,
-anestesia locale, 10-15 minuti tra iniezione ed inizio dell'effetto,
-intervento chirurgico, durata da incisione della cute a sutura della cute, 30-45 minuti a seconda delle difficolta' che si trovano,
-cambio del paziente, cioe' si toglie un paziente e si colloca un altro paziente, 30 minuti,
tra un paziente e laltro bisogna fare una pulizia della sala operatoria sommaria?
comunque si calcola che i tempi sono di 60 ( 40-90 ) minuti per ogni intervento chirurgico per ernia inguinale.
Riferendosi a 60 minuti per una ernia inguinale quante se ne possono fare in una mattina (dalle 8.00 alle-14.00) ?
Si entra in servizio alle 8.00, ci si cambia, si entra in sala operatoria, si inizia alle 8.30.
1) 8.30-9.30
2) 9.30-10.30
3) 10.30-11.30
4) 11.30-12.30
5) 12.30-13.30
se si e' precisi come macchine, e senza imprevisti, si possono fare 5 ernie inguinali in una mattina di sala operatoria.
Come e' possibile prevedere di operare 6 o piu' pazienti ( nel tempo 8-14 ) senza abbassare la guardia contro il rischio?
Alla Fiat hanno le tabelle dei tempi di esecuzione delle prestazioni (esiste un volume che riporta i tempi)
e quando portate la macchina per il tagliando fanno riferimento a quei tempi per fare la fattura, se l'ospedale deve essere azienda adeguiamoci.
Siamo sulla strada!
...continua...
mercoledì, giugno 07, 2006
martedì, giugno 06, 2006
ospedale/azienda, solo azienda
Esperienza di day surgery, rimproverati i chirurghi che non hanno completato la lista operatoria del giorno.
Una mattina in day surgery.
Orario 8-14, se si sfora il personale non viene pagato.
Lista operatoria della mattina:
1- ernia inguinale bilaterale, anestesia spinale (2 ernie inguinali)
2- ernia inguinale monolaterale (inguino-scrotale), anestesia spinale
3- ernia inguinale monolaterale, anestesia locale
4- ernia inguinale monolaterale, anestesia locale
5- lipoma racemoso
6- cisti pilonidale
Per problemi clinici vengono operati i primi 4 pazienti e gli ultimi due sono rinviati, cioe' il 4o paziente viene operato ma l'intervento finisce alle 13.45 per cui gli altri sono rinviati dal momento che alle 14.00 finisce il turno infermieristico.
I chirurghi sono rimproverati perche' non sono riusciti a completare la lista operatoria entro le 14.00.
Esempio di chirurghi-operai controllati dal collega controllore che e' preoccupato del rendimento in termini numerici.
Anni fa si leggeva di medicalizzazione della salute, oggi si organizza in funzione dei numeri e contemporaneamente si erigono muri alla sicurezza riflettendo che bisogna erigere muri al rischio e discutendo di qualita' .
Non sarebbe meglio lavorare a cottimo?
Ma Ippocrate dove e'?
...continua...
Una mattina in day surgery.
Orario 8-14, se si sfora il personale non viene pagato.
Lista operatoria della mattina:
1- ernia inguinale bilaterale, anestesia spinale (2 ernie inguinali)
2- ernia inguinale monolaterale (inguino-scrotale), anestesia spinale
3- ernia inguinale monolaterale, anestesia locale
4- ernia inguinale monolaterale, anestesia locale
5- lipoma racemoso
6- cisti pilonidale
Per problemi clinici vengono operati i primi 4 pazienti e gli ultimi due sono rinviati, cioe' il 4o paziente viene operato ma l'intervento finisce alle 13.45 per cui gli altri sono rinviati dal momento che alle 14.00 finisce il turno infermieristico.
I chirurghi sono rimproverati perche' non sono riusciti a completare la lista operatoria entro le 14.00.
Esempio di chirurghi-operai controllati dal collega controllore che e' preoccupato del rendimento in termini numerici.
Anni fa si leggeva di medicalizzazione della salute, oggi si organizza in funzione dei numeri e contemporaneamente si erigono muri alla sicurezza riflettendo che bisogna erigere muri al rischio e discutendo di qualita' .
Non sarebbe meglio lavorare a cottimo?
Ma Ippocrate dove e'?
...continua...
lunedì, giugno 05, 2006
errori medici in ospedale
Da DoctorNews del 6 Aprile 2006 – Anno 4, Numero 63
32 mila morti l'anno per errori medici in ospedale
Un decesso su sei causato da errata valutazione dei camici bianchi, un libro 'racconta' l'errore cognitivo
Sono circa 32 mila, ogni anno in Italia, le morti in ospedale dovute a errori medici: più o meno il 2,5% del totale dei decessi che si registrano nella penisola ogni 12 mesi. Ben oltre il numero delle vittime della strada. Questi numeri, elaborati dall'Istat, rivelano un problema serio. Anche perché ai decessi veri e propri vanno aggiunti altri 300 mila casi in cui, sempre per errore, viene pregiudicata e seriamente danneggiata la salute del malato. Ma c'è di più: una fetta consistente degli sbagli commessi dai camici bianchi italiani, più o meno uno su sei (vale a dire 5.000 l'anno) è attribuibile a un ragionamento sbagliato, definito errore cognitivo, e non a negligenza o incompetenza del medico. Questo fa presupporre che almeno una parte di essi possa essere evitata. Da questa considerazione nasce il libro 'La dimensione cognitiva dell'errore in medicina', presentato ieri a Roma alla presenza degli autori.
"Gli errori cognitivi - spiega Vincenzo Crupi, ricercatore del dipartimento di Scienze della cognizione e della formazione all'università di Trento e al Laboratoire de Psychologie cognitive dell'ateneo di Marsiglia, in Francia, uno degli autori - si verificano nel selezionare ed elaborare le informazioni rilevanti per prendere decisioni. Per questo possono commetterli anche gli specialisti più competenti". I campi dove si sbaglia di più sono, come prevedibile "l'emergenza-urgenza, cioè il Pronto soccorso, e la chirurgia".
A rimarcare il concetto è l'altro autore Gian Franco Gensini, presidente della Fondazione Smith Kline e preside della Facoltà di Medicina dell'università di Firenze. "Nonostante i medici conoscano il calcolo delle probabilità e la statistica - dice - nell'affrontare problemi decisionali complessi con limitate disponibilità di tempo, i camici bianchi possono affidarsi a 'scorciatoie' mentali che producono errori sistematici e prevedibili". Cosa fare, allora, per ridurre al minimo le probabilità di errore? "Innanzi tutto è necessario lavorare in team. Per confrontare diagnosi, scelte, opinioni e dunque decisioni. E poi - spiega Riccardo Tartaglia, direttore del Centro gestione del rischio clinico della Regione Toscana - avvalersi della tecnologia oggi a disposizione, anche per la formazione dei futuri camici bianchi". L'esperto si riferisce ai tanti "programmi di simulazione, che purtroppo sono ancora poco utilizzati nel nostro Paese".
E proprio per sottolineare l'importanze di una corretta sensibilizzazione della classe medica, "il prossimo giugno partirà, all'università di Firenze, un corso con l'obiettivo di introdurre i fondamenti della teoria normativa della decisione gli esiti della ricerca cognitiva sulla decisione medica. Il corso - dice Vincenzo Corbetta, dell'Unità funzionale di medicina respiratoria dell'ospedale Careggi, vicino al capoluogo toscano - darà spazio a esempi ed esercitazioni che suggeriscono come gli errori cognitivi possano essere riconosciuti ed evitati nei diversi compiti clinici in cui si presentano".
32 mila morti l'anno per errori medici in ospedale
Un decesso su sei causato da errata valutazione dei camici bianchi, un libro 'racconta' l'errore cognitivo
Sono circa 32 mila, ogni anno in Italia, le morti in ospedale dovute a errori medici: più o meno il 2,5% del totale dei decessi che si registrano nella penisola ogni 12 mesi. Ben oltre il numero delle vittime della strada. Questi numeri, elaborati dall'Istat, rivelano un problema serio. Anche perché ai decessi veri e propri vanno aggiunti altri 300 mila casi in cui, sempre per errore, viene pregiudicata e seriamente danneggiata la salute del malato. Ma c'è di più: una fetta consistente degli sbagli commessi dai camici bianchi italiani, più o meno uno su sei (vale a dire 5.000 l'anno) è attribuibile a un ragionamento sbagliato, definito errore cognitivo, e non a negligenza o incompetenza del medico. Questo fa presupporre che almeno una parte di essi possa essere evitata. Da questa considerazione nasce il libro 'La dimensione cognitiva dell'errore in medicina', presentato ieri a Roma alla presenza degli autori.
"Gli errori cognitivi - spiega Vincenzo Crupi, ricercatore del dipartimento di Scienze della cognizione e della formazione all'università di Trento e al Laboratoire de Psychologie cognitive dell'ateneo di Marsiglia, in Francia, uno degli autori - si verificano nel selezionare ed elaborare le informazioni rilevanti per prendere decisioni. Per questo possono commetterli anche gli specialisti più competenti". I campi dove si sbaglia di più sono, come prevedibile "l'emergenza-urgenza, cioè il Pronto soccorso, e la chirurgia".
A rimarcare il concetto è l'altro autore Gian Franco Gensini, presidente della Fondazione Smith Kline e preside della Facoltà di Medicina dell'università di Firenze. "Nonostante i medici conoscano il calcolo delle probabilità e la statistica - dice - nell'affrontare problemi decisionali complessi con limitate disponibilità di tempo, i camici bianchi possono affidarsi a 'scorciatoie' mentali che producono errori sistematici e prevedibili". Cosa fare, allora, per ridurre al minimo le probabilità di errore? "Innanzi tutto è necessario lavorare in team. Per confrontare diagnosi, scelte, opinioni e dunque decisioni. E poi - spiega Riccardo Tartaglia, direttore del Centro gestione del rischio clinico della Regione Toscana - avvalersi della tecnologia oggi a disposizione, anche per la formazione dei futuri camici bianchi". L'esperto si riferisce ai tanti "programmi di simulazione, che purtroppo sono ancora poco utilizzati nel nostro Paese".
E proprio per sottolineare l'importanze di una corretta sensibilizzazione della classe medica, "il prossimo giugno partirà, all'università di Firenze, un corso con l'obiettivo di introdurre i fondamenti della teoria normativa della decisione gli esiti della ricerca cognitiva sulla decisione medica. Il corso - dice Vincenzo Corbetta, dell'Unità funzionale di medicina respiratoria dell'ospedale Careggi, vicino al capoluogo toscano - darà spazio a esempi ed esercitazioni che suggeriscono come gli errori cognitivi possano essere riconosciuti ed evitati nei diversi compiti clinici in cui si presentano".
sabato, giugno 03, 2006
il gruppo chirurgico 3
Il cliente che ha necessità di un intervento chirurgico per calcolosi della colecisti, quindi una colecistectomia laparoscopica (VLC), un intervento di routine tra i più diffusi (rappresenta quasi il 20% degli interventi chirurgici di un gruppo chirurgico), dovrebbe scegliere in quale ospedale andare.
Con quali criteri il cliente sceglie l'Ospedale?
Il cliente di solito sceglie l'Ospedale più vicino, non gli interessa sapere le caratteristiche dell'Ospedale nè gli interessa conoscere la prestazioni del gruppo chirurgico, le sue aspettative sono che in genere va tutto bene.
Se il cliente volesse avere notizie sull'Ospedale non le potrebbe avere perchè nessuno gliele fornirebbe!
Tanto meno può ottenere informazioni sul gruppo chirurgico!
Sul sito internet dell'Ente Ospedaliero Cantonale del Ticino (Svizzera) è reso pubblico il consuntivo 2005 dell'EOC.
E' un esempio che dovrebbe essere la norma.
...continua...
Con quali criteri il cliente sceglie l'Ospedale?
Il cliente di solito sceglie l'Ospedale più vicino, non gli interessa sapere le caratteristiche dell'Ospedale nè gli interessa conoscere la prestazioni del gruppo chirurgico, le sue aspettative sono che in genere va tutto bene.
Se il cliente volesse avere notizie sull'Ospedale non le potrebbe avere perchè nessuno gliele fornirebbe!
Tanto meno può ottenere informazioni sul gruppo chirurgico!
Sul sito internet dell'Ente Ospedaliero Cantonale del Ticino (Svizzera) è reso pubblico il consuntivo 2005 dell'EOC.
E' un esempio che dovrebbe essere la norma.
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venerdì, giugno 02, 2006
il gruppo chirurgico 2
Secondo la normativa attuale l'Ospedale è una Azienda, come tale produce in funzione dei bisogni, offre risposte ai bisogni dei clienti.
Il cliente ha necessità di un intervento chirurgico per ernia inguinale, l'Azienda offre l'intervento chirurgico richiesto.
Con questa logica il cliente può rivolgersi ad una azienda-ospedale e richiedere l'intervento chirurgico.
Non è importante il chirurgo che effettua l'intervento chirurgico, tanto meno è importante chi è il Direttore del gruppo chirurgico.
Quando si acquista un'automobile ci si interessa delle caratteristiche dell'automobile e poi si sceglie la marca (Lancia-Fiat-Ford-etc...) non ci interessa sapere chi è il Direttore del reparto carrozzeria o del reparto assemblaggio nè ci interessa conoscere i nomi degli operai della squadra che ha fatto l'assemblaggio della macchina quindi una completa spersonalizzazione degli operatori, solo il prodotto.
Il progresso nella sanità porta alla spersonalizzazione della prestazione sanitaria, si acquista il prodotto e non ci interessa l'operatore artefice del prodotto.
Purtroppo alla maggior parte dei clienti piace scegliere o farsi indicare da quale chirurgo andare.
Contrasto tra voglia di Azienda (risparmio sulle prestazioni) e necessità umana di personalizzazione della prestazione chirurgica.
La conclusione è che la massa deve rivolgersi all'Azienda mentre l'individuo preferisce scegliere e quindi paga di persona la scelta .
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Il cliente ha necessità di un intervento chirurgico per ernia inguinale, l'Azienda offre l'intervento chirurgico richiesto.
Con questa logica il cliente può rivolgersi ad una azienda-ospedale e richiedere l'intervento chirurgico.
Non è importante il chirurgo che effettua l'intervento chirurgico, tanto meno è importante chi è il Direttore del gruppo chirurgico.
Quando si acquista un'automobile ci si interessa delle caratteristiche dell'automobile e poi si sceglie la marca (Lancia-Fiat-Ford-etc...) non ci interessa sapere chi è il Direttore del reparto carrozzeria o del reparto assemblaggio nè ci interessa conoscere i nomi degli operai della squadra che ha fatto l'assemblaggio della macchina quindi una completa spersonalizzazione degli operatori, solo il prodotto.
Il progresso nella sanità porta alla spersonalizzazione della prestazione sanitaria, si acquista il prodotto e non ci interessa l'operatore artefice del prodotto.
Purtroppo alla maggior parte dei clienti piace scegliere o farsi indicare da quale chirurgo andare.
Contrasto tra voglia di Azienda (risparmio sulle prestazioni) e necessità umana di personalizzazione della prestazione chirurgica.
La conclusione è che la massa deve rivolgersi all'Azienda mentre l'individuo preferisce scegliere e quindi paga di persona la scelta .
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giovedì, giugno 01, 2006
il gruppo chirurgico
Il gruppo chirurgico è rappresentato dai chirurghi della "Struttura Complessa" di Chirurgia Generale.
In riferimento alla riforma sanitaria "Bindi" ( Dlgs 229/99, art.15 ) esiste un solo livello di dirigenti medici chirurghi, di questi 1 è il Direttore della "Struttura Complessa" responsabile del gruppo con funzioni definite dalla legge.
Nella "Struttura Complessa" di Chirurgia Generale i dirigenti medici chirurghi devono essere tutti specialisti in Chirurgia Generale.
Il Direttore (specialista in Chirurgia Generale) coordina ed organizza il lavoro dei dirigenti medici chirurghi specialisti in Chirurgia Generale.
Ognuno degli specialisti in Chirurgia Generale ha un incarico che varia dall' "incarico organizzativo" all' "incarico professionale".
I dirigenti medici chirurghi generali possono avere anche altre specializzazioni ed, in genere, il loro incarico professionale si identifica con la seconda specializzazione come arricchimento del gruppo chirurgico.
Non tutti i chirurghi sanno fare tutto (non è auspicabile perchè i progressi in chirurgia sono incalzanti) per cui la diversificazione è una garanzia, per i clienti/pazienti, di ricevere la prestazione giusta, dal professionista giusto, nel posto giusto, al momento giusto, nel modo giusto, al costo giusto (cioè in modo "appropriato").
Tutto questo è una realtà di oggi!
In passato esisteva il "Primario" che sapeva tutto, sapeva fare tutto, sapeva come comportarsi in ogni situazione, ed aveva i collaboratori (non necessariamente specialisti) che lo aiutavono in questa funzione, una figura assurda che è stata cancellata dalla Legge per evidente anacronismo e pericolosità (pericoloso per i clienti/pazienti)!
...continua...
In riferimento alla riforma sanitaria "Bindi" ( Dlgs 229/99, art.15 ) esiste un solo livello di dirigenti medici chirurghi, di questi 1 è il Direttore della "Struttura Complessa" responsabile del gruppo con funzioni definite dalla legge.
Nella "Struttura Complessa" di Chirurgia Generale i dirigenti medici chirurghi devono essere tutti specialisti in Chirurgia Generale.
Il Direttore (specialista in Chirurgia Generale) coordina ed organizza il lavoro dei dirigenti medici chirurghi specialisti in Chirurgia Generale.
Ognuno degli specialisti in Chirurgia Generale ha un incarico che varia dall' "incarico organizzativo" all' "incarico professionale".
I dirigenti medici chirurghi generali possono avere anche altre specializzazioni ed, in genere, il loro incarico professionale si identifica con la seconda specializzazione come arricchimento del gruppo chirurgico.
Non tutti i chirurghi sanno fare tutto (non è auspicabile perchè i progressi in chirurgia sono incalzanti) per cui la diversificazione è una garanzia, per i clienti/pazienti, di ricevere la prestazione giusta, dal professionista giusto, nel posto giusto, al momento giusto, nel modo giusto, al costo giusto (cioè in modo "appropriato").
Tutto questo è una realtà di oggi!
In passato esisteva il "Primario" che sapeva tutto, sapeva fare tutto, sapeva come comportarsi in ogni situazione, ed aveva i collaboratori (non necessariamente specialisti) che lo aiutavono in questa funzione, una figura assurda che è stata cancellata dalla Legge per evidente anacronismo e pericolosità (pericoloso per i clienti/pazienti)!
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